Alzheimer, 300 nuovi casi l’anno nel Riminese

La presentazione del Progetto Alzheimer in ValmarecchiaLa presentazione del Progetto Alzheimer in Valmarecchia
La presentazione del Progetto Alzheimer in Valmarecchia

La presentazione del Progetto Alzheimer in Valmarecchia

E’ una malattia dai risvolti che potremmo definire, perdonateci il termine, “imprevedibili”: il Morbo di Alzheimer nel Riminese “colpisce” ogni anno quasi 300 persone, soprattutto nella fascia degli over 85.

Il dato emerge dalla presentazione del progetto – che coinvolge il mondo del volontariato, l’Ausl e la Fondazione Cassa di Risparmio – mirato ad estendere all’entroterra l’ascolto e l’assistenza ai malati di Alzheimer, nonché ai familiari e, generalmente, ai caregiver.

Le demenze sono un gruppo di malattie complesse caratterizzate da una riduzione delle prestazioni cognitive (memoria, ragionamento, linguaggio…) tale da interferire con le abituali attività lavorative e sociali. Sono presenti inoltre sintomi che coinvolgono il comportamento. Il morbo Alzheimer è la forma più frequente di demenza. Si tratta di un processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali e colpisce, si stima, circa 36 milioni di persone nel mondo e un milione in Italia, con una netta prevalenza delle donne a causa della loro maggior aspettativa di vita.

Nel Riminese il CEDEM ha formulato nel corso  del 2015, 475 diagnosi di demenza e 263 diagnosi di patologie a rischio evolutivo (Mild Cognitive Impairment, MCI): il numero di persone affette da demenza senile in provincia può pertanto essere stimato in oltre 4.500.

Rispetto a questi numeri, la malattia di Alzheimer rappresenta circa il 60-70 per cento, per cui si può stimare di avere circa 300 nuovi casi l’anno e circa tremila persone affette dalla patologia.
Il Piano Nazionale Demenze da poco varato sottolinea l’importanza, oltre alla somministrazione di appropriate cure farmacologiche,  di una presa in carico del paziente e della sua famiglia a 360 gradi. La figura di coloro che prestano assistenza è, infatti,  fondamentale.
Di qui le numerose iniziative che il CEDEM ha attivato in collaborazione con l’Associazione Alzheimer tra cui i Cafè Alzheimer (denominati Amarcord Cafè a Rimini e Scaramaz Cafè a Riccione) in cui pazienti e assistenti svolgono, insieme, attività creative e stimolanti con l’ausilio di psicologi e personale specializzato.

L’OBIETTIVO DEL PROGETTO
L’obiettivo del progetto specifico è quello di fornire una risposta concreta a quanti, vivendo in territori decentrati, hanno maggiore difficoltà ad usufruire dei servizi preposti.

In particolare, s’intende sostenere le famiglie nella fase iniziale della malattia, quando cominciano a manifestarsi i primi sintomi e, con essi, lo spaesamento dell’intero nucleo. Momenti nei quali ci si trova a dover affrontare cambiamenti repentini nella persona cara, provando un senso d’impotenza e inadeguatezza. Proprio in questa fase è importante raggiungere le persone con informazioni chiare e precise.

In prospettiva, l’attività vorrebbe essere integrata non solo con il supporto a domicilio bensì con l’organizzazione di percorsi di adattamento ambientale o di terapia occupazionale per i malati.

I PROTAGONISTI DEL PROGETTO
L’intervento è reso possibile grazie alla rete di collaborazioni avviata tra l’Associazione Alzheimer Rimini e Ausl Romagna, Unione dei Comuni Valmarecchia, Volontarimini e mondo del volontariato locale. A questa rete, che agisce in stretta connessione, si è affiancato il decisivo intervento della Fondazione Cassa di Risparmio.

IL PRIMO SPORTELLO IN VALMARECCHIA
Dal 4 marzo scorso è operativo lo sportello in Valmarecchia, organizzato nel Centro di Aggregazione in via Saffi 81 a Novafeltria (orari di apertura: venerdì dalle 9 alle 13,30).

IL SECONDO SPORTELLO IN VALCONCA
L’Associazione è attiva anche nei territori della Valconca, dove in queste settimane sarà individuata la sede del secondo centro di ascolto operativo dell’entroterra.

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