“Com’è profondo il mare”. Antonella Giulietti, il mio mondo in immersione

di Marco Valeriani

“Com’è profondo il mare”, cantava Lucio Dalla. Lo sa bene Antonella Giulietti, energico Presidente di Unsic Rimini Caf e Patronato che “da sempre” – quasi rapita da una forza aliena – s’immerge al largo delle coste italiane e straniere. Sì, avete capito bene. Immersioni con tanto di muta e bombole d’ossigeno (caricate ad aria compressa, per la precisione – ndr). Sorridendo alla vita. Senza paura. Riscoprendo, ogni volta, il gusto dell’emozione e dell’incanto. Sicura e determinata. Felice e capace di volare a testa in giù: fino a 30 metri dal pelo dell’acqua. “La sensazione che provo è di libertà assoluta; leggerezza, meraviglia. Momenti in cui riesco a staccare davvero la spina. A non pensare al lavoro. Appartengo a quel mondo. Ero forse un pesce?”.

Antonella Giulietti

Antonella Giulietti

La prima volta…
“Ho cominciato una decina d’anni fa. La scintilla è scoccata in Sardegna. Mi sono detta perché non provare? Da allora è stato un crescendo”.

C’è da crederle. I lunghi capelli biondi, il sorriso che ‘taglia’ in due lo sguardo di chi la osserva, sono potenti calamite. Seduti davanti a lei si è colpiti dal magnetismo delle parole. Si ha la netta sensazione di nuotare ed esplorare i fondali senza muovere un solo passo; un solo muscolo. Eppure si avvertono i robusti colpi di pinna e l’inconfondibile gorgoglìo delle bolle ‘scaricate’ dal boccaglio.

E se arriva l’imprevisto?
“Sangue freddo e rispetto del protocollo d’emergenza. Avvisi il tuo partner dell’accaduto. Si ‘parla’ a gesti ma il codice è assolutamente efficace”.

L’immersione più appagante?
“Sicuramente quella al Mar Rosso. È un ambiente naturale senza rivali diretti. L’Italia? Sotto certi aspetti un po’ deludente; quando la visibilità è scarsa non riesci ad apprezzare quanto potresti ed è un peccato. Differente l’immersione in notturna: magia allo stato puro. I colori rimandano sfumature non percepibili durante il giorno. Tutto è ancora più affascinante. A parte il momento dell’impatto: il buio dilata le dimensioni e non ti permette di capire subito dov’è la superficie. Pochi secondi e riprendi in mano la situazione: è un disorientamento di breve durata. Un po’ come può accadere nella quotidianità.

Il sogno nel cassetto?
“Un’immersione, vera, tra gli squali”
Australia, Sudafrica, Caraibi? Antonella non risponde. Alle sue spalle troneggia un planisfero, quasi a voler dire: non mi pongo alcun limite.

Scusi, ma lei ‘da grande’ cosa vuol fare?
“Sicuramente proseguire la mia opera nel sociale. Vengo dal mondo del marketing: organizzavo eventi tra Rimini, Roma e Milano. Qualcosa però mancava. Ho dedicato molte energie al volontariato – anche in Paesi martoriati dalla guerra -; al fianco della Protezione Civile nelle zone terremotate. Il percorso era di fatto già tracciato. Il passo successivo è venuto in automatico. Ed eccomi qua. Certo, l’evoluzione è costante. Occorre camminare veloci. Tenersi aggiornati. Con la testa sempre rivolta a nuovi progetti. Però la fatica viene premiata. A fine giornata sai di aver raggiunto degli obiettivi; di aver ascoltato ed aiutato le persone”.

Rimpianti?
“Nessuno”.

Rimorsi?
“Nemmeno. Guardo avanti. Il passato è passato. Faccio tesoro degli insegnamenti ricevuti e proseguo. L’amore che nutro per il mare equivale alla necessità di ‘affrontare’ scenari e perlustrare orizzonti ancora sconosciuti”.

Condivide questa passione con altre donne?
“È una realtà molto maschile. Le donne si contano sulle dita della mano. Sembra più uno sport da uomini. Io sono un tipo intraprendente. Adoro l’avventura”.

Qualcuno le chiede consigli, suggerimenti per affrontare l’esperienza subacquea?
“Sia dell’uno che dell’altro sesso. Ho trasmesso loro la stessa fiamma vitale. È un’esperienza che contribuisce ad aumentare la propria austostima e fortifica il carattere”.

Quanto dura un’immersione?
“Dipende. Dai 40 minuti ad un’ora. Là sotto la percezione del tempo scivola via. La voglia di ripeterla ti porta presto a farne anche 2-3 al giorno”.

Possiamo noi darle torto?

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