Nel cuore delle campagne bellariesi c’è un pizzico di Provenza: è la fattoria Belvedere. Si trova immersa in un magnifico e scenografico campo di lavanda. Un ettaro e mezzo di terra che a giugno si trasforma in una bellissima e profumatissima distesa viola attirando tanti turisti e fotografi. Paolo Troiani insieme alla sua famiglia, originaria di Ascoli Piceno, gestisce questo agriturismo ‘magico’ e ha fatto della coltivazione della lavanda un vero e proprio fiore all’occhiello.
La lavanda chiamata anche 'spighetta di San Giovanni' per il suo periodo di fioritura nel solstizio d'estate, è un'importante pianta aromatica nota fin dall'antichità per il suo profumo e le proprietà rilassanti. È utile contro le affezioni che colpiscono l'apparato respiratorio e addirittura una leggenda francese vuole che i guantai di Grasse, in Provenza, usandone l’essenza per profumare i loro pellami, fossero addirittura immuni dalla peste.
Ma qual è la novità che molti non conoscono e che Paolo ha 'scoperto' riguardo all’utilizzo della lavanda? La possibilità di inserire i fiori essiccati di questo piccolo arbusto nel settore agroalimentare.
Paolo ha alle spalle un passato da pasticciere e ha creato una linea di prodotti a base di lavanda.
A lui chiediamo come è iniziata l'avventura.
Nel 2004 avevamo un grande appezzamento di terreno che rendeva poco e, leggendo una rivista, mi si è accesa la lampadina e ho pensato di poter piantare la lavanda per avere un prodotto diverso, che comunque non richiedeva cure particolari, e rivenderlo alle aziende produttrici di cosmetici. Allora decisi di acquistare la pianta da un produttore che la importava dalla Provenza, per la precisione la qualità chiamata volgarmente ‘lavandino’ nata da un incrocio tra la più comune lavanda e la lavanda ’spiga’. È cominicata così la mia storia. Il primo raccolto fu davvero magro, ma non mi sono abbattuto, ho continuato fino al raggiungimento dei risultati. All’inizio la utilizzavo trasformandola in olio essenziale biologico che vendevo solo ed esclusivamente ai nostri ospiti. Insieme ad altri produttori nel 2005 avevamo altresì costituito un’associazione a livello regionale chiamata BluIgea composta da circa 40 soci.
Interessante e che cosa facevate?
Ci tenevamo costantemente informati tramite corsi di coltivazione, facevamo belle iniziative; purtroppo però tale coltura richiede dedizione e soprattutto un buon raccolto si ha solo dopo qualche anno e molti produttori, non vedendo subito i ricavi, poco a poco hanno abbandonato e praticamente l’unico appezzamento di rilievo per la coltivazione della lavanda in Emilia Romagna è rimasto il mio.
Ma poi l’idea del suo utilizzo in pasticceria come è nato?
Grazie all’Istituto Spallanzani di Modena, con il quale tuttora collaboriamo, abbiamo saputo che i fiori essiccati potevano essere utilizzati in cucina. Tenga conto che già in Provenza qualcuno aveva cominciato ad usare la lavanda, mischiata ad altre erbe, per aromatizzare alcune pietanze.
Il primo esperimento?
La prima volta ho preparato la crema pasticcera ottenuta con latte dove per una notte avevo messo in infusione i fiori. Inizialmente la offrivo a chi veniva a mangiare al ristorante e riscuoteva un grandissimo successo.
E poi?
Da lì mi sono lanciato e ho provato a preparare biscotti secchi, marmellate, frollini, il sale per aromatizzare le carni, l’amaro e persino il formaggio.
Il formaggio?
Certo grazie alla collaborazione con un caseificio della zona produciamo formaggio al 100% biologico aromatizzato ai fiori di lavanda e ti posso assicurare che è graditissimo.
Ma lei vende i tuoi prodotti?
Inizialmente li facevo provare solo ai clienti, ora invece, tramite Internet, li vendiamo non solo in Italia ma anche all’estero. Sono infatti molto graditi in Belgio e in Germania. Soprattutto il miele, ma anche la marmellata che è molto particolare perché creata unendo lavanda, melone, succo di mela e cannella.
Ha altre novità?
Dopo il panettone provato a Natale, a Pasqua abbiamo preparato la colomba aromatizzata alla lavanda; mentre i miei clienti possono già assaggiare, ma li sto perfezionando, il cioccolato e il gelato.
Paolo però ha in mente tanti altri progetti, come quello di trasformare il suo agriturismo in una fattoria didattica e mostrare, soprattutto ai più giovani, come cresce la lavanda, come si fa un raccolto e soprattutto come si può utilizzare
Per chi volesse approfondire l’argomento invitiamo a visitare il sito internet www.agribelvedere.com.
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