Un ring, quattro guantoni. Il rispetto dell’avversario, la forza, l’astuzia, la velocità e la forma fisica. Sono queste alcune delle chiavi di lettura che fanno della boxe più che uno sport una vera e propria arte. Quasi fosse una «danza» a cui, però, l’atleta aggiunge anche il carattere e perché no, un pizzico di cattiveria.Le precise origini del pugilato non sono note, alcune recenti scoperte sull’isola di Creta ci consentono di fissare la sua nascita almeno al 1500 a.C. Il pugilato, insieme alla corsa, alla lotta e all’uso delle armi, faceva parte dell’educazione di un giovane uomo nella Grecia antica. La boxe iniziò a prendere la forma da noi conosciuta quando James Figg si autoproclamò primo campione inglese dei pesi massimi, titolo che fu suo dal 1719 al 1730. La boxe divenne negli anni della rivoluzione industriale lo sport dei lavoratori e godette di grande popolarità. Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta questa nobile arte ebbe una grande diffusione in Italia grazie ai campioni storici: Sandro Mazzinghi, Nino Benvenuti e tanti altri. Anche il cinema in quel periodo ha investito parecchio su questo filone. Chi non ricorda la saga di Rocky o il film Cinderella Man? Tutti erano contagiati dalla passione per la boxe. Poi, nel tempo, l'entusiasmo è passato. Oggi un gruppo di giovani sta cercando di far rinascere l'amore per la boxe sul nostro territorio. Questi giovani hanno fondato l'associazione Ring Side. Il direttore sportivo è Daniel Scarpellini e il tecnico Gian Maria Morelli. Gli allenamenti per l’attività agonistica vengono svolti all’interno della Palestra di Rimini gestita dal Maestro Elio Ghelfi. Per capire qualcosa in più su questi sportivi facciamo qualche domanda a Daniel.
Come è nata la passione per la boxe?
La passione per questo sport è sempre esistita grazie anche ai livelli che il pugilato ha saputo esprimere negli anni Settanta e Ottanta nel territorio riminese. Sono stati numerosi i campioni di casa nostra: i fratelli Stecca con i loro titoli olimpici e mondiali, Luigi Minchillo campione europeo per 7 anni, i vari Pira, Righetti, Cevoli, Serio, Aluigi, tutti allenati dallo straordinario Maestro Elio Ghelfi.
Perché secondo lei dopo i fasti degli anni Settanta e Ottanta la boxe non è stata più così popolare?
Purtroppo negli ultimi 15 anni la boxe ha subito un declino. Ciò, secondo me, è stato determinato dalla mancanza di palestre, aiuti economici da parte delle istituzioni alle società sportive e scarse attenzioni mediatiche che hanno portato la chiusura di scuole importanti. L’inevitabile conseguenza è stata quella di aver lasciato i nostri ragazzi senza la possibilità di appassionarsi ad una disciplina che da sempre è parte della nostra cultura.
Molti dicono che sia uno sport violento ma dietro c'è una filosofia più profonda, ce la racconta?
La mancanza di attenzione da parte dei media per questo nobile sport ha fatto emergere di esso soltanto la componente violenta più evidente. Come sappiamo, infatti, la disinformazione crea stereotipi e pregiudizi e non dà la possibilità di conoscere valori, regole, sacrifici e rispetto che questi atleti assimilano durante il loro percorso.
Qual è il progetto della sua associazione?
L’associazione Ring Side ha già raggiunto obiettivi importanti, come ad esempio aver portato sul ring del Palazzo del Turismo di Bellaria Igea Marina dodici pugili provenienti da più parti d’Italia che hanno incrociato i guantoni offrendo uno spettacolo sportivo di ottimo livello. Inoltre la Ring Side annovera tra i propri atleti la Medaglia d’Oro al Campionato Italiano cadetti conquistata da Luca Vasini Mazzoli (nella foto) nel torneo di Riccione del 20 e 21 febbraio 2010.
Progetti per il futuro?
Ci proponiamo di conseguire obiettivi sempre più prestigiosi organizzando riunioni pugilistiche di rilievo sul nostro territorio. C’è, infatti, in cantiere il progetto ambizioso di organizzare un torneo internazionale a Bellaria Igea Marina. Ci piacerebbe che il pugilato tornasse a svolgere il suo ruolo sociale storico: la boxe è l’insegnamento a difendersi non tanto dai teppisti per strada, ma dai propri complessi, dai limiti della paura, dai tentennamenti che rendono difficile il vivere dei giovani e creano non pochi ostacoli all'insetrimento nella società. Aiuta a vincere la timidezza che quasi sempre provoca reazioni violente e cattive. Permette di regolare le energie nervose provocate troppo spesso dal vivere in una società caotica, offre la possibilità del controllo di se stessi e la capacità di adattarsi al sacrificio. Permette di assumersi le proprie responsabilità, insegna a pagare i propri errori di persona. Induce ad avere un ideale sportivo sano al posto di quello violento e insensato.
Se dovesse ringraziare qualcuno?
Sicuramente il Maestro Elio Ghelfi (tra i migliori allenatori nella storia mondiale del pugilato per titoli vinti) che affianca quotidianamente il nostro preparatore atletico Morelli, tramandandogli le migliori tecniche di allenamento apprese nella sua lunghissima e prestigiosa carriera.
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