Venerdì, Maggio 18, 2012
   
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Bellaria Igea Marina - "a vag, Irma!"

Dopo quasi cinquant'anni di lavoro in mare Adriano Barberini ha deciso, come dice lui, di lasciare scritto 'qualcosa'.

In realtà il libro '...a vag , Irma!' è qualcosa di più di una semplice raccolta di ricordi e testimonianze della vita marinara del piccolo borgo di pescatori. Si tratta di un racconto interessante che mostra l'evolversi di una generazione; o meglio di una comunità, che dopo aver attraversato la grande guerra è stata testimone del miracolo economico-turistico degli anni '60 dove, in cui ricorda Barberini: '... tutto fruttava nel turismo, bastava piantare un dito nella sabbia che subito "buttava", germogliava...'.

Sono pagine semplici, candide, dove l'autore è ben attento a non cadere nella nostalgia dei bei tempi passati che a volte rende noioso e ridondante l'evolversi di una storia. Barberini, al contrario, esalta un grande valore: 'la solidarietà'. E così la morte di un bambino affogato nel porto diventa il lutto di tutti, i bimbi che perdono la madre sono aiutati dalle donne delle altre famiglie, la 'fame' della grande guerra viene affronta in comunità dove ognuno mette a disposizione di tutti quello che ha.

Irma, la madre dell'autore, rapprenta con i suoi tratti, la figura femminile del tempo. Donne forti ed energiche, vere dominae della casa, punto di riferimento dei pescatori che passavano la vita in mare, che avevano bisogno di compagne in grado di portare avanti 'la baracca'. Bellissimo il passaggio in cui Irma è definita la 'sola ed unica regina di quel piccolo regno' e l'immagine di lei su un piccolo terrazzo assolato mentre parla in dialetto con un pescatore un po' brillo che le annuncia di partire per l'America in cerca di fortuna rivolgendole le frase '...a vag Irma...Ho pròpri péns che stavòlta l'è la volta bona...'

Un 'Amarcord' alla Federico Fellini tratteggiato da personaggi che a volte sembrano caricature, ben descritti con i loro soprannomi quali Castagn, Mardaza, Garcei. Interessante la terminologia marinara utilizzata nel descrivere le barche ma soprattutto il mestiere della pesca. Meravigliosi i dialoghi in dialetto bellariese che descrivono alla perfezione stati d'animo e situazioni perché come il grande Raffaello Baldini diceva: '... alcune cose succedono solo in dialetto...'

Adriano Barberini ha reso tutto questo in appena cento pagine di storia vissuta, al termine delle quali chiude con una frase eloquente ....é basta acsè...

Buona lettura

(nella foto un momento della presentazione del volume)

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