Sguardo penetrante. Minuta, fragile. Ma solo in apparenza. Il suo corpo è flessuoso, snello. E di questa sua elasticità - oltre che una perfetta preparazione atletica - ne ha fatto una carriera. Si diploma all'Accademia di Danza di Zurigo. Il suo curriculum è sostanzioso: inizia nel 1989, al Teatro Verdi di Trieste, con ''La strada'' di Gino Landi, nel ruolo di Gelsomina; continua in Rai, in diversi spettacoli serali, con Pippo Baudo, Gigi Proietti, Giancarlo Magalli, Marisa Laurito, Giorgio Faletti, Nino Frassica, Mariella Nava. Dal 1995 al 2000 lavora come coreagrafa assieme a Simona Ventura, Martina Colombari, Riccardo Fogli, Serena Dandini. Cura altresì le coreografie di Zelig. Montecatini la premia, così come Catania e Roma. Riconoscimenti importanti. Nel 2010 vince il ''Garinei e Giovannini'' al Teatro Seregno di Milano.
''Il mio scopo - spiega l'artista - è preparare questi piccoli uomini e donne. Far conoscere il loro corpo. Ciò che possono comunicare agli altri usando il movimento. Non copiano il 'balletto', ma sono loro che inventano la danza. Cerco di mettere in pratica una poesia molto bella che mi piace citare ed è questa Dite: è faticoso frequentare i bambini, avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca, è piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all'altezza dei propri sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli. (J.Korczak)''.
''Sono profondamente grata alle insegnanti - continua Tanja - che hanno creduto in me, lasciandomi libera di interagire con i bambini come ritengo più giusto. Sono molto collaborative, c'è un clima familiare e questo stimola sia me che i bambini. 'Ballano' seguendo un tema portante che scelgono le maestre, secondo il programma didattico improntato, quale può essere la campagna, il mare...''
Cosa ti manca della televisione?
''La televisione è una vetrina importante, porta pubblicità ed ingaggi. Ultimamente il livello dei danzatori è migliorato molto, anche perché in molti vengono dalla Scala. Il mio sogno però è un altro. Vorrei aprire un Centro di danza sì, ma un po' diverso dalle solite scuole. Vorrei che gli allievi non avessero come obiettivo finale il saggio volto ad indossare gli abiti di scena. Piuttosto creare col corpo e usarlo per rispettare non solo se stessi ma anche gli altri. Attualmente dirigo a Pesaro la ''Dance studio'', ma vorrei riuscire ad avere uno spazio tutto mio, nella mia città''.

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