Ha un’età in cui potrebbe ancora giocare solo con le “macchinine” o al massimo “strimpellare” una pianola della Chicco invece, Filippo Lucchi, 5 anni, è un batterista in piena regola.
ESCLUSIVO - Filippo, per gli amici Filo, ha un vero talento per la musica e da due anni studia la batteria sotto la guida attenta e severa del maestro Paolo Clementi di Verucchio. E’ un bambino delizioso con folti capelli ricci e un viso da furbetto che fa impazzire, ma quando sale sul palcoscenico diventa un vero e proprio ‘duro’ imitando con gli sguardi e gli atteggiamenti i grandi della musica rock che vede nei video in tv. Guai però a chiamarlo prodigio: il papà Emiliano ci tiene a precisare che Filippo deve vivere la sua vita considerando la batteria come un gioco che lo fa divertire e non un impegno che lo assilla. E proprio con il papà cerchiamo di capire un po’ meglio come nasce la passione di Filippo per la musica.
Quando ha capito che suo figlio aveva un talento innato per la batteria?
Quando il bambino aveva otto mesi la bisnonna Natalina, per farlo stare buono, gli dava pentole e cucchiai per giocare e appena sentiva la musica in tv cominciava a battere sulle pentole mantenendo un ritmo pazzesco. A Natale mia madre gli regalò una piccola batteria Bontempi in cartone che divenne un giocattolo insostituibile del quale era gelosissimo. Con questa piccola batteria si divertiva molto e la cosa che più mi stupiva era il fatto che per ogni pezzo musicale che gli facevo sentire inventava lui una sua interpretazione ma sempre molto azzeccata.
E la prima vera batteria?
La comprai quando Filo aveva tre anni. Fu una sorta di baratto o meglio di ricompensa affinché frequentasse l’asilo senza fare storie. Un aneddoto divertente fu quando le maestre chiamarono me e mia moglie Rosi preoccupate perché il bambino non colorava e non mangiava ma utilizzava le posate e i colori per suonare sopra ai banchi.
Una vera passione insomma…
Un sogno! Perché Filippo già a quell’età mi chiedeva di andare a scuola di musica. In un primo momento senza neppure ascoltarlo me lo rifiutarono ad una scuola perché non sapeva leggere e contare poi quando ad un saggio al Vincanto incontrai il maestro Clementi e lo ascoltò lui lo inserì, anche se giovanissimo, ai suoi corsi di batteria.
La prima canzone che ha suonato?
‘Tutto a posto’ dei Nomadi. Io sono un appassionato di musica e da giovane suonavo la tastiera, ho tantissimi cd e lui li prende, li ascolta più e più volte e poi li reinterpreta con la batteria.
E quando sale sul palco come va?
È un vero e proprio animale da palcoscenico, tranquillo e ipnotizzato dalle luci e dal ‘fumo’, come lo chiama lui, ha una padronanza da adulto e la sua prima vera esibizione, avvenuta la scorsa estate, è stata molto bella con la canzone dei Nomadi. Pensa che nella sua seconda apparizione ha suonato un pezzo difficilissimo, ‘Boulevard of broken dreams live’ dei Green Day: mi sono emozionato. Poi insieme a Filippo Malatesta si è esibito con dei musicisti dal vivo e non più con la base interpretando ‘Don’t you’ dei Simple Minds e l’ho visto veramente felice.
Ma se le chiede cosa vuol fare da grande?
Di tutto e di più. Certo dice il batterista ma anche il calciatore e il pilota di Moto Gp. È proprio questa la cosa bella, Filo vive la musica con divertimento come qualcosa che lo fa stare bene e io non lo forzo mai, deve essere una sua scelta. Abbiamo sistemato la soffitta facendola diventare una piccola sala insonorizzata artigianale dove lui si esercita tutti i giorni alternando la musica alla bicicletta e ai giochi con gli amichetti che sono dei veri e propri fans.
La sua prima fans?
Sicuramente la zia Elisa e la bisnonna Natalina che nonostante gli 85 anni viene a sentirlo ad ogni saggio e commenta: ‘me a ne so do cle venut fora…’. La prossima esibizione sarà l’8 settembre a Verucchio.
Poi il papà fa vedere un video dove Filippo si esibisce in una stupenda canzone dei Green Day e vengono in mente le parole di John Bonham lo storico batterista dei Led Zeppelin che diceva: ‘suonare la batteria significa avere il feeling con lo strumento sopra la tecnica, l’ardore esecutivo sopra la freddezza, il cuore prima di tutto’.
Filippo ha tutto questo e sicuramente farà molta strada.
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