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Alessia, guida ambientale, conduce alla scoperta di Talamello e Perticara
Giovedì, Luglio 24, 2014
   
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Alessia, guida ambientale, conduce alla scoperta di Talamello e Perticara

Dopo aver parlato di destinazioni abbastanza vicine alla Riviera, questa volta la proposta è quella di allontanarsi un po' di più da Rimini e inoltrarsi nella meravigliosa e ricchissima Valmarecchia. Ciò che si nota risalendo la valle è che di ambienti così caratteristici non ce ne sono. La valle deve la sua peculiarità ad un'antica formazione geologica avvenuta milioni di anni fa, così definita in epoca medioevale: "onde di un mare furioso divenute quasi per incanto di sasso". Ci troviamo nella parte centrale della valle dove spiccano rupi calcaree, alcune delle quali sono conosciute sin dall’antichità e sono passate alla storia perché sedi di fortificazioni e castelli, dominio di dinastie che governarono nei secoli scorsi questi territori.

L'itinerario parte dal centro abitato di Talamello. Il paese vale da solo una visita. Se poi ci si capita in inverno, di certo si avrà la possibilità di assaggiare "l'ambra di Talamello" (così "battezzata dal poeta Tonino Guerra): questa caciotta, tipica della zona, viene fatta riposare e maturare in fosse ottenute nel banco di roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso (il nome infatti deriva da thalamos, cioè grotte, abitazione); dopo tre mesi di stagionatura la caciotta è pronta per essere consumata e il sapore di questo prodotto rimane sempre impareggiabile.

Ritornando all'itinerario, a monte del paese vi è un sentiero che parte all'interno del bosco di latifoglie miste e che ha come destinazione il monte Pincio. Il sentiero è ricoperto da una pineta e da un castagneto centenario ed offre scorci panoramici di grande suggestione che spaziano dalle cime più alte dell'Appennino marchigiano e tosco-romagnolo al mare Adriatico. La vegetazione è costituita da ornielli, roverelle, erica, ginepri, biancospini, ginestre, anemoni, garofani e un'orchidea detta sambuchina. Altre fioriture eccezionali sono quelle del cerro, del sorbo, del forasacco e del dittamo, incantevole per i suoi boccioli.

Dalla sommità del monte Pincio, in pochi minuti si scende paesino di Perticara, dove avendo del tempo a disposizione si può visitare l'interessante Museo storico-minerario. Il museo nasce con l'intento di testimoniare l'attività estrattiva dello zolfo nella miniera di Perticara nel secondo dopoguerra.

Da Perticara per rientrare a Talamello sarà sufficente seguire un comodo sentiero ai piedi del monte,  senza dimenticare di dare un'occhiata a fine percorso ad una graziosa celletta, del 1437, dedicata alla Madonna.

Alessia Ghirardi, curatrice di questi brevi percorsi alla portata di tutti, è una guida ambientale escursionistica - Per altre informazioni www.guidegar.it (Associazione Guide Appennino Romagnolo)


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