Sabato, Febbraio 04, 2012
   
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Rimini - Al via il progetto Stazione sicura

Presentato il progetto “Stazione sicura” dell’assessorato alla Protezione sociale del Comune di Rimini che coinvolge operatori e volontari di Caritas e Associazione Papa Giovanni XXIII.

Chiunque sia stato almeno una volta alla Capanna di Betlemme, a Covignano di Rimini, quando è uscito si è chiesto cosa desse la voglia agli operatori dell'associazione Papa Giovanni XXIII di sporcarsi (letteralmente) le mani con i senza tetto. 'I barboni non hanno voglia di essere disturbati, e poi chissà cosa gli frulla per la testa. Poi potrebbero chiedere dei soldi. Giriamo alla larga'. Di questi pensieri, quando ho conosciuto 'la Capanna', mi sono vergognata. Perché 'gli invisibili' diventano tali per colpa di questi pensieri. La Capanna di Betlemme è stata la prima realtà d'accoglienza ai senza tetto aperta da don Oreste Benzi e i suoi ragazzi. Lui diceva che i poveri, se non vengono loro da te, bisogna andarli a cercare. Allora, da più di 20 anni il pulmino della Capanna ogni sera, alle 19, carica le persone (quelle più bisognose) che si preparano a passare la notte alla stazione di Rimini e le porta a casa, una casa in cui possono mangiare qualcosa di caldo, farsi una doccia e dormire su un materasso. Ora anche il comune di Rimini aiuterà queste attività. I volontari e gli operatori dell'Associazione Papa Giovanni XXIII e Caritas, saranno in stazione dalle 19 alle 24 ogni sera. Il progetto "Stazione sicura" esaminato dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, è stato finanziato dal Ministero dell'Interno con 218.540 euro di cui 93.600 euro a carico del Comune di Rimini. Il progetto, durerà due anni e si traduce in tre azioni: il monitoraggio della stazione, l'attivazione di un numero verde (800.912236) a disposizione di chiunque voglia segnalare situazioni di particolare disagio, infine l'accoglienza e la proposta di progetti per il reinserimento sociale dei senzatetto. Ci sono 12 posti a disposizione tra Caritas e Capanna di Betlemme, per uomini e donne. La prima accoglienza potrà durare al massimo 15 giorni, ma chi vorrà partecipare a progetti di reinserimento potrà restare fino a tre mesi. Per la Caritas e l'Associazione Papa Giovanni XXIII è un aiuto in più rispetto a quello che già fanno da molti anni per far sentire i bisognosi meno 'invisibili'. Il giorno che andai alla Capanna per fare alcune interviste, incontrai Armando. Un omone grande, che dimostrava almeno 60 anni (probabilmente ne aveva molti meno). Aveva addosso uno di quei maglioni di pile variopinti, con i colori che fanno a cazzotti, superinfeltrito. Approdato alla Capanna dopo 30 anni di vita di strada. Non mi guarda mai in faccia, come di chi si vergogna quasi di esistere ma, tra un colpo di tosse e l'altro, dovuto chissà se al troppo fumo o alla troppa vita di strada, ogni tanto sorride. Alla domanda 'Qual è la cosa più difficile della vita di strada?' torna serio. La  risposta è stata: restare uomini.


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