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> Scuola di mogli... e non di bulli
Sabato, Dicembre 20, 2014
   
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Scuola di mogli... e non di bulli

Martedì è il giorno dell'aperitivo itinerante post fine settimana. Con un po' di amici ci si trova per le chiacchiere dopo una giornata di lavoro, ancora lontana dal venerdì. È un bel modo per non affondare nel famoso 'logorio della vita moderna', come ricorda un altrettanto famoso spot, insomma, per vedere la luce in fondo al tunnel. Una mia amica, martedì scorso, ha tirato fuori una storia che mi ha fatto riflettere. Stavamo commentando la notizia dei ragazzini di 13 anni che durante l'ora di lezione a scuola, in fondo all'aula, con 12 ragazzini in piedi a fare 'da palo' molestavano sessualmente una compagna di classe, dodicenne, mentre il 'professore' (che tipo di professore sia poi uno che, in una stanza di 20 metri quadri, non si accorge di ciò che sta succedendo), spiegava. Mi sono sentita improvvisamente vecchia, ascoltandomi parlare degli adolescenti di oggi, però, non abbiamo potuto fare a meno di confrontarli con noi, oggi quasi trentenni. Di sicuro eravamo svegli pure noi, ma almeno ci si nascondeva, si aveva paura di essere scoperti, perché si capiva che si stava facendo qualcosa di proibito. La mia amica, lampedusana, ma che lavora e abita a Rimini da molti anni, è sobbalzata: "Ma che dici?! Io a 12 anni non ci pensavo nemmeno a quelle cose lì, non sapevo nemmeno che esistessero. Per scoprirle, andavo alla scuola di mogli della mia nonna". Scuola di mogli? dico io. Gli occhi della mia compagna d'aperitivo, che anche se vive a Rimini non smette di pensare alla sua isola, si mettono a brillare. Allora ci racconta il ricordo dolce dei pomeriggi assolati passati con la nonna e le numerose donne della sua famiglia (sorelle, cugine zie, reali ed acquisite), ad ascoltare i racconti della 'donna più saggia', sulla vita da casalinga, mamma, moglie e amante. Una volta, quando era abbastanza grande da poterlo sapere, la nonna ha raccontato a sua nipote della sua prima volta. "Ovviamente dopo sposati – le ha detto la nonna - mi ha dovuto rincorrere per un giorno intero mentre io urlavo e piangevo dalla paura. Me la ricordo ancora la dolcezza con cui mi ha accarezzata finché mi sono resa conto che era una cosa bellissima". 'E il giorno dopo nonna?' Le chiese lei. "Il giorno dopo, lo aspettavo già a letto". Tornando alla storia di prima, in cambio, i 12 studenti che si sono prestati a fare da palo e a coprire le violenze avevano ricevuto una merendina dai bulli. Più che della scuola di mogli, forse ci sarebbe bisogno di più uomini come il nonno della mia amica.

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