fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
fuga mobilya
La cucina di Maria - Sugo alle cannocchie e pecorino di fossa
Mercoledì, Ottobre 01, 2014
   
Carattere
Banner

La cucina di Maria - Sugo alle cannocchie e pecorino di fossa

quiriviera.com accoglie una nuova, preziosa collaboratrice. Si tratta di Maria Cristina Muccioli, giornalista riminese curiosa delle tradizioni del territorio in cui vive, anche di quelle che si tramandano di madre in figlia attorno ai fornelli delle cucine di casa. A Maria Cristina Muccioli toccherà il compito di proporre ai nostri lettori delle buone e facili ricette da preparare durante il pranzo della domenica e non solo... Buona lettura, ghiottoni!

Sugo alle cannocchie e pecorino di fossa

L’accostamento fra cannocchie e formaggio di fossa a qualcuno fa storcere il naso. Sulla mia tavola è arrivato dopo alcuni esperimenti casuali. Quando però ho letto nel libro di Michele Marziani e Piero Meldini La cucina riminese fra terra e mare che in un ristorante molisano c’è uno chef romagnolo che accosta i due ingredienti con successo, mi sono sentita rinfrancata. Premetto che io preparo tutto a freddo e non metto aglio perché ai miei dà fastidio. In una larga padella dove ho versato del buon olio, metto delle belle cannocchie pulite e tagliate in tre parti (o due se piccole), dei pomodorini pendolini tagliati a cubetti, abbondante prezzemolo tritato. Faccio scaldare a fuoco moderato e smuovo delicatamente di tanto in tanto, magari mentre l’acqua per la pasta prende bollore. Quando il liquido di cottura si asciuga un po’, aggiungo un mezzo bicchiere di vino bianco e aggiusto con sale e pepe (se piace, anche un pizzico di peperoncino rosso). Finisco di tirare questo sughetto a fuoco moderato, mentre la pasta cuoce. Condisco il tutto e ci grattugio sopra dell’ottimo pecorino di fossa. Mi piace anche la versione con il formaggio in leggere scaglie. 
Avvertenza importante: tutti gli ingredienti devono essere di ottima qualità. Non vale la pena risparmiare, se si vuole mangiare senza pentimenti… Attenzione anche alla stagionalità: le cannocchie danno il meglio nei mesi invernali. E le fosse, a Sogliano, si riaprono a fine novembre, nel giorno di Santa Caterina… 
Clicca qui per sapere di più sul formaggio di fossa.

In dialetto si dice…

Canòcia
Ittiol., cannocchia, cicala, pannocchia (Squilla mantis). 
E’ quel noto crostaceo, di forma allungata, che richiede abilità e prudenza quando lo si lavora. Lessata, sgusciata e condita con olio, sale, pepe, limone e prezzemolo fresco, è gustosissima e va giustamente ‘di moda’. E’ ottima anche arrosto, sulla brace, mentre per il brodetto suscita perplessità in alcuni. Vero è che nel passato, fra i pescatori, era usata per il brodetto ‘alla poverina’, cioè per un brudèt sna ad canoci, di sole cannocchie. La stagione propizia è quella dei mesi invernali, quando la femmina è ricca di uova, la cosiddetta zera, cera (che non a tutti piace), che viene a deporre a riva durante lo scuro di luna, periodo ritenuto da taluni essere quello della cosiddetta canucèra. Svuotatasi delle uova, la cannocchia è detta anche scartòz.

da “Dizionario romagnolo ragionato”, Gianni Quondamatteo, Tipolito La Pieve, Villa Verucchio 1982.


QuiTG Economia

Sondaggio

Rimini è ancora la Capitale europea del Turismo?

Iscriviti alla nostra mailing list




Banner
Banner

 

 

CSS Valido!

bnr_trib

Direttore Resposabile Marco Valeriani

Credits-Webmaster

SiteMap