Sabato, Febbraio 04, 2012
   
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Lo Scaffale di Paolo Zaghini - Undicesimo appuntamento

Ogni lunedì Paolo Zaghini, direttore della Biblioteca Comunale “Giovanni Antonio Battarra” di Coriano, stilerà una propria personale e totalmente soggettiva classifica libraria, sulla base dei propri gusti ed interessi e delle proprie letture.

Per chi volesse inviare suggerimenti o commenti: pzaghini@rimini.com

NARRATIVA

 

NUOVA ENTRATA - Carlo Flamigni

CIRCOSTANZE CASUALI

Sellerio

Medico ginecologo forlivese. Professore per tantissimi anni all'Università di Bologna. Si è interessato dei problemi relativi alla bioetica, divenendo anche membro del relativo Comitato Nazionale. È stato presidente della Società italiana di Fertilità e Sterilità.  Ma è anche autore di alcuni romanzi (ma dove trovano il tempo queste persone per fare tutte queste cose?), tra cui questo edito da Sellerio. Ambientato nella provincia romagnola (ma senza mai essere citata si riconosce Rimini) è un noir pieno di sesso. “Da queste parti” – scrive l’Autore – “di sesso si parla molto, anche e soprattutto perché si tratta di un’attività molto diffusa”. Un racconto cronachistico pieno di dicerie, malignità e vendette provinciali, giocato sul filo dei luoghi comuni che identificano i romagnoli nel mondo, che riesce però a mantenersi ad un livello di piacevole lettura, strappando anche qualche sorriso al lettore nonostante alcuni morti ammazzati (sennò che giallo sarebbe).

"La vita si costruisce - è noto a tutti - come un intreccio di fatti casuali e di fatti volontari, che si succedono senza regola. Un evento casuale produce molto spesso atti volontari, ai quali conseguono nuovi eventi casuali, e via così, in un disordine fastidioso, del quale spesso neppure ci accorgiamo". Carlo Flamigni vorrebbe che questo suo secondo romanzo non venisse letto da giallo. Lo presenta come un racconto sul Caso; sul Caso - va aggiunto - fuori stagione nella riviera di Romagna, quando lo spleen spinge le persone ad amplificare nel pettegolezzo i casi di ciascuno e ciascuno sembra vivere per amplificare il pettegolezzo. Circostanze casuali segue un intreccio generale (che è in questo caso l'inchiesta poliziesca) nelle cui svolte sono intrappolati tanti personaggi. E ogni personaggio incarna una storia, varia e complessa che potrebbe fare trama a sé, solo che essa, per via del caso e della necessità delle azioni che ne scaturiscono, si intreccia con le altre storie, gonfiandosi in una specie di tumultuosa fiumana del destino. Annibale Ricci Ribaldi, settantenne notaio di ricca famiglia è un uomo vizioso e alquanto laido. Forse il solo davvero detestabile tra un groviglio di vipere che gli si stringe intorno, che brulica di vittime a loro volta carnefici di vittime minori. Sono la moglie e i figli, domestici e impiegati, clienti, fino semplici vicini tutti pieni di risentimenti soffocati e mediocri colpe inconfessate

 

Anders Roslund – Borge Hellstrom

TRE SECONDI

Einaudi

Un'altra perla del nuovo giallo scandinavo: un thriller vero, duro, incalzante (se un appunto gli si può fare è che forse ha in sé già un taglio filmico). L’ho già detto qualche settimana fa, parlando del libro della Lackberg “La principessa di ghiaccio” (Marsilio), siamo passati da una letteratura (quella scandinava) semiclandestina in Italia sino a pochi anni fa, a titoli da prime posizioni di vendita nelle classifiche. Dopo la trilogia di Stieg Larsson “Millennium” tutto è cambiato per questi autori. Gli si è aperto il mondo delle traduzioni in tutte le lingue del mondo, ma va detto che in molti casi il livello qualitativo è una piacevole sorpresa. Börger e Roslund ci fanno conoscere il lato oscuro di un paese come la Svezia, da sempre considerata la patria della legalità e della tolleranza, e che ci fa provare sulla nostra pelle uno straziante senso del pericolo, grazie ad un intreccio narrativo condotto superbamente.

Piet Hoffman, nome in codice Paula, è da anni un infiltrato per conto della polizia svedese. Ma Piet è anche un uomo qualunque, che ama sua moglie e accompagna a scuola i due bambini. Per stroncare il traffico di stupefacenti di una mafia dell'Est, è costretto a entrare da criminale in un carcere di massima sicurezza. Ma qualcosa va storto. A Piet, assolutamente solo, braccato a ogni passo, sembra non essere rimasta scelta. Se vuole proteggere la sua famiglia, deve diventare criminale in tutto e per tutto. Intorno a lui si muovono Ewert Grems, vecchio commissario cocciuto di Stoccolma, poliziotti che si addestrano in America, killer senza frontiera, gangster polacchi all'assalto dell'Occidente, politici spaventati che non esitano di fronte al crimine. Il lato più oscuro della società alza un muro impenetrabile, davanti a un uomo solo, alla sua paura.

Nicolai Lilin

CADUTA LIBERA

Einaudi

Capita sempre più spesso di schedare libri in Biblioteca di autori stranieri, ma che scrivono in italiano e quindi, come prescrivono le regole catalografiche, di catalogarli sotto la voce “letteratura italiana”. Sono scrittori di origine albanese, romena, ucraina, di vari paesi dell’Africa, cinesi, russi. Lilin è uno di questi. Ed anche questo è un effetto dei movimenti migratori di questi ultimi decenni da cui il nostro Paese è interessato e attraversato (nel bene e nel male). Nicolai Lilin è nato nel 1980 a Bender, in Transnistria in Siberia. Nel 2003 si è trasferito in provincia di Cuneo e nel 2009 ha scritto il romanzo "Educazione siberiana" in italiano.  “Caduta libera” è la sua seconda opera letteraria, basata sulle sue esperienze di cecchino in Cecenia nei reparti speciali russi.

Nel settembre dell'anno 1999 la Federazione Russa annuncia ufficialmente l'inizio della seconda operazione antiterroristica nel territorio della Repubblica Federativa della Cecenia e nella zone confinanti con il Caucaso del Nord. Lilin racconta quello che hanno vissuto i giovani dell'esercito russo in quel periodo, durante il loro servizio militare obbligatorio; e quello che hanno vissuto i civili, mentre nella loro terra operavano due eserciti nemici. L'autore di "Educazione siberiana" narra in presa diretta la vera faccia della guerra, quella che non si vede nei film, nei documentari, e che si vede solo a tratti nei reportage giornalistici o nei racconti degli osservatori di pace e dei difensori dei diritti umani. Racconta tutto in modo tale da permettere a ogni lettore di vivere i momenti della guerra, di attraversarla a fianco dei soldati, di sentirne l'oscenità sulla propria pelle.


SAGGISTICA

 

NUOVA ENTRATA - Simon Sebag Montefiore

IL GIOVANE STALIN

Longanesi

Mentre in queste ore a Mosca sfilano le nuove armate russe sulla Piazza Rossa per celebrare i 65 anni della vittoria sulla Germania nazista, il Presidente Medvedev è costretto a ribadire che la vittoria fu del popolo russo e non di Stalin, che era un cattivissimo personaggio. Il tutto perché in Russia ci sono ancora tanti nostalgici della grande Unione Sovietica il cui capo indiscusso fu Stalin, e Putin non gradisce affatto questi imbarazzanti paragoni storici. Detto ciò i libri su Stalin continuano ad uscire copiosi in tutto il  mondo. Ultimo questo del giornalista e storico inglese Simon Sebag Montefiore, che per dieci anni ha ripercorso i luoghi della giovinezza del dittatore georgiano, interrogato i discendenti, consultato documenti e diari finora tenuti segreti di protagonisti e comprimari. L’Autore riesce a darci un quadro vivo, quasi pignolo direi, del percorso di formazione del giovane Stalin, dalla sua nascita nel 1878 sino al 1917, anno della rivoluzione vittoriosa guidata da Lenin. Una recensione del giornale inglese The Observer scrive: “Può la vita di un dittatore sanguinario, di un mostro, di un omicida di massa essere narrata in maniera così affascinante?”. Quali eventi fecero del giovane Josif, figlio di Beso il Matto, calzolaio, il potente e temuto Stalin, l'"uomo d'acciaio" che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del Novecento e per un trentennio ha tenuto in pugno i destini di milioni di uomini? Nato alla periferia dell'Impero zarista, in una famiglia georgiana povera e tenuta insieme dalla determinazione della madre Keke, Stalin è uno studente dotato ma ribelle. Leader naturale, carismatico seduttore, sogna un futuro da cavaliere e cantore della propria terra, ma segue i consigli materni ed entra in seminario. La sua vera vocazione è però quella del rivoluzionario. Vi si applica con un talento privo di remore morali, rivelandosi capobanda e cospiratore fuori del comune, impegnato in un'attività frenetica di espropri, rapine, omicidi mirati e attentati compiuti per finanziare il nascente partito bolscevico. La svolta dell'ottobre 1917 lo vedrà al fianco di Lenin come uomo d'azione di spietata efficacia, che farà tacere ogni dissenso. Prevarrà poi su Trockij e gli altri avversari interni, portando ai vertici del potere i compagni di lotta degli anni giovanili.

 

Matteo Guarnaccia

RIBELLI CON STILE. Un secolo di mode radicali

Shake Edizioni

Dal 3 al 9 maggio a Coriano “Onde Corte”, giornate della cultura indipendente. Teatro e musica e libri. Alle 18.00 in Piazzetta Salvoni, alla Cantinetta della CORTE, il sottoscritto alle 18.00 presenta 3 libri dedicati all’universo giovanile e musicale: martedì 4 maggio “Consapevolezza. Gli Area, Demetrio Stratos e gli anni Settanta” di Luca Trambusti (Arcana editore); mercoledì 5 maggio “Ribelli con stile. Un secolo di mode radicali” di Matteo Guarnaccia (Shake edizioni); venerdì 7 maggio “Identicity. Conversazioni sulla cittadinanza” di Pierfrancesco Pacoda (Giunti). Presenti gli Autori.

Matteo Guarnaccia, artista milanese e storico del costume,  ci racconta i tanti “stili” della ribellione del Novecento, in un tour guidato tra chi voleva cambiare il mondo e chi solo il proprio guardaroba.

Le scene creative giovanili che si sono sviluppate "sotto", "contro", dentro o parallelamente, alla cultura mainstream, hanno svolto un ruolo insostituibile nel dar forma all'immaginario del Novecento, il secolo che ha registrato la più massiccia esplosione di minoranze estetiche, sessuali, etniche della storia. Una galassia di corpi contundenti che ha reso la società meno rigida sul piano formale, scombinando le carte dell'appartenenza e delle gerarchie. Uno slalom tra richiami all'ordine e voglia di disordine; edonismo e ascetismo; naturalità o massimo artificio; calma o frenesia; tradizione e novità; teatralità o sobrietà. Una serie di kit di sopravvivenza, con diversi copioni, colonne sonore, artifici scenografici, oggettistica, prodotti farmacologici, in una rincorsa sfrenata e senza fine tra fuga esistenziale e recupero del mercato.

Roberto Saviano

LA PAROLA CONTRO LA CAMORRA

Einaudi

La voce di un giornalista/scrittore sempre più impegnato nella battaglia per un paese civile, libero da condizionamenti criminali e da “patacate” incredibilmente pericolose espresse dal Presidente del Consiglio, tipo che “Gomorra” e “La Piovra” rovinano l’immagine dell’Italia nel mondo. Il ruolo della parola: questo è il perno dei ragionamenti di Saviano. E nessuno potrà impedire che parole intelligenti, prima o poi, convincano la maggioranza degli italiani che Berlusconi (e ancor peggio i berluscones) sono la rovina del nostro Paese.

In questo cofanetto, che riunisce un libro e un DVD, lo scrittore e giornalista napoletano, autore di Gomorra, torna ad affrontare uno dei temi a lui più cari: il ruolo che la parola può avere nello sconfiggere le organizzazioni criminali. "Attraverso il racconto della cronaca quotidiana ho cercato di far emergere la realtà di una guerra sconosciuta a gran parte del Paese. Migliaia di morti negli ultimi dieci anni, tra cui decine di vittime innocenti: ecco la verità del Sud Italia. Una verità sempre più ignorata dai media nazionali. Questo libro e questo DVD raccontano storie sconosciute, a volte dimenticate o spesso colpevolmente rimosse. Storie che mappano la mia terra e ne tracciano una geografia diversa da quella ufficiale, e a parlare sono le testate locali: titoli e articoli scritti col sangue, che gridano vendetta".

Roberto Saviano ripercorre il filo che lega informazione, camorra e potere, e propone una "parola contro la camorra" come possibilità estesa a ogni singola persona.

Apre il Dvd una orazione civile intitolata "La parola contro la camorra". Un inedito di quasi un'ora, registrato per questa occasione il 30 ottobre 2009. A seguire il video tratto dalla puntata speciale di "Che tempo che fa" andata in onda il 25 marzo 2009. Roberto Saviano intitola "La parola contro la camorra" anche il libro che accompagna il DVD, e che si compone di tre sequenze: "Una luce costante", Così parla la mia terra" e "Il racconto delle immagini". Completano il volume scritti di Walter Siti, Aldo Grasso, Paolo Fabbri, Benedetta Tobagi.


SCAFFALE LOCALE

 

NUOVA ENTRATA - Tonino Guerra

PROGETTI SOSPESI

A cura di Rita Giannini, Paolo Angelini, Fabrizio Bronzetti

Provincia di Rimini

Il 16 marzo Tonino ha compiuto 90 anni, ma il suo mondo poetico è intatto, la sua fantasia più che mai attiva e al lavoro. La Provincia di Rimini ha voluto festeggiare il compleanno di Tonino, suo “tutore della bellezza” (questo è l’incarico onorifico che l’Amministrazione Provinciale gli ha voluto assegnare alcuni anni fa), editando questo volumetto dedicato ai “Progetti sospesi”. “Un progetto sospeso” – secondo Tonino – “ non è un sogno non realizzato, né un’idea inutile, è un’orma che si fissa nella memoria”. “I progetti sospesi sono suggerimenti per abbellire un paese, una città, un paesaggio”. E questo libro è stato distribuito in migliaia di copie ai ragazzi di tutte le scuole medie superiori della Provincia di Rimini nei giorni della festa di compleanno di Tonino Guerra. Sono 40 progetti sospesi che Tonino ha voluto indicare ai ragazzi riminesi: “Camminare e avere nella memoria questi suggerimenti significa che sono progetti già realizzati. Comunque sono impronte che diventano un sogno collettivo, ora che tutti gli ideali sono caduti, e i giovani stanno percorrendo strade pericolose”. “La nostra mente non ha più candore / è piena di egoismo. / Così per denaro più che per ignoranza, / abbattiamo il nostro passato / e non sappiamo che stiamo / distruggendo il nostro futuro”. Giovane e meraviglioso Tonino, continua a farci sognare abbattendo il nostro pragmatico e triste buon senso!

 

Cesare Filippi

CATALOGO DELL’OPERA

La Pieve, 2004

Il pittore Cesare Filippi è morto lunedì 26 aprile, all’età di 86 anni. Era nato a Forlimpopoli il 25 maggio 1924. Partecipò con “giovanile entusiasmo alla Resistenza contro le forze nazi-fasciste” come ebbe a dichiarare. Diplomato in disegno nel 1947 al Liceo Artistico di Bologna. Sposato ad Eliana Bartoletti, sua inseparabile compagna di vita, dal 1952. Si trasferì a Rimini nel 1956 e qui per tantissimi anni insegnò nelle scuole medie. Nel 1981 si trasferì a Vecciano nel Comune di Coriano, un piccolo borgo lungo la Valle del Marano, e qui è stato sepolto nel piccolo Cimitero sovrastante il torrente Marano. Qui aveva realizzato il suo "atelier", luogo di lavoro ma anche di incontro per amici, colleghi, clienti.

Filippi, dalla sua prima mostra a Forlì nel 1953, ha poi partecipato a tantissime mostre nazionali ed internazionali, in Italia e all'estero. Le sue opere sono in tantissime collezioni, private e pubbliche. Hanno scritto di Lui i maggiori critici italiani e tantissimi uomini di cultura.

Nel 2004, in occasione del suo 80° compleanno, lo aiutai a realizzare una grande mostra antologica delle sue opere nella Sala delle Colonne a Rimini. Il catalogo di quella mostra è diventato oggi un prezioso documento sulla vita artistica di uno dei più importanti pittori riminesi del secondo Novecento. Numerose le testimonianze qui contenute. Fra le tante anche quella di Andrea Gnassi, allora Consigliere Regionale: “Cesare Filippi ci dà l’anima della città, con i suoi sguardi, i suoi ritratti, nelle marine, nei manifesti, nelle incisioni. Ci dà quell’anima che diventa ed è una radice. Di una terra, di un luogo, di Rimini”. E il pittore Filippi, come scrive nel suo intervento di presentazione Pier Giorgio Pasini è un “pittore istintivo, sensualmente immerso nella realtà che racconta, che descrive, che ama, che immagina, che subisce con una innocenza intelligente e attenta”. Una vita artistica feconda che “dal neorealismo trapassa con coerenza in un espressionismo vivace e approda ad un lirismo robusto che investe tutto il mondo visibile”. Oppure le considerazioni di Piero Meldini: “Per Cesare Filippi l’arte non è solo ricerca, riflessione, mestiere. E’ il suo linguaggio naturale. La lente con cui guarda il mondo. Migliaia e migliaia di disegni non destinati ad essere esposti costituiscono il suo diario privato”. E questa miniera di disegni, oggi che Cesare non c’è più, sono un tesoro racchiuso nel suo “atelier” che la famiglia dovrà ben gestire per conservare, ma anche per continuare a valorizzare, l’opera di questo significativo pittore riminese.

 

Angelo Turchini

COMUNE DI RIMINI E FAMIGLIA MALATESTA.

Gli Archivi antichi, il Liber instrumentorum del Comune e dei Malatesta,

e scritture in Archivio Segreto Vaticano

Il Ponte Vecchio

Il volume di Angelo Turchini mette a disposizione degli studiosi tutto il materiale riguardante Rimini fra il XII e il XV secolo, nell’età dei comuni e delle signorie. Informazioni e materiali per addetti ai lavori, ma certamente di grandissimo interesse per la ricostruzione della storia riminese alla fine del Medioevo. Una occasione anche per incominciare a far conoscere e a valorizzare l’Archivio di Stato di Rimini, a 10 anni dalla sua costituzione avvenuta nel 1999.

Rimini, dalle origini del libero Comune alla fine della Signoria malatestiana, ha svolto un ruolo di primo piano nell'area adriatica fra Romandiola e Marcha. La memoria delle sue istituzioni e la loro sedimentazione documentaria costituiscono l'interesse del volume. In questa luce si presenta per la prima volta il regesto completo dei cartulari del Comune e dei Malatesta, fondamentale non solo per la storia della città e del suo territorio; inoltre si recupera quanto conservato in Archivio Segreto Vaticano. Nella ricca appendice si offrono nuovi apporti su alcuni falsi, sull'eresia e l'Inquisizione a Rimini e un quadro della sigillografia comunale e malatestiana.



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