Venerdì, Maggio 18, 2012
   
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San Marino 2020 - Appello alle istituzioni per un nuovo approccio alla dimensione UE

La Fondazione San Marino 2020 ha realizzato, l’11 giugno 2010, il secondo evento tematico dedicato a “SAN MARINO NELL’UNIONE EUROPEA: SFIDA, SCOMMESSA O……LUNGIMIRANZA?”.

Sia dalla tavola rotonda a porte chiuse sia dal momento pubblico sono emersi interessanti contributi che oggi permettono alla Fondazione San Marino 2020 di rivolgersi a tutte le istituzioni territoriali di riferimento, ai partiti politici, alle associazioni di categoria, ai soggetti economici potenzialmente interessati all’argomento, alla società civile con il seguente messaggio:

  • Un rapporto aperto alla dimensione comunitaria rappresenta oggi, per la Repubblica di San Marino, un passaggio chiave, partendo dalla considerazione che la situazione attuale in cui il Paese versa certifica di fatto una già avvenuta rinuncia ad una serie di requisiti e prerogative che, nel loro esistere fino a qualche tempo fa, rendevano forse logico tutelare l’ipotesi di una non membership dell’Unione ma il cui venir meno apre oggi all’idea di una opportuna valutazione.
  • Le verifiche tecniche eseguite hanno permesso di comprendere come l’invio di una domanda ufficiale di adesione al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea permetta l’avvio di una procedura, assolutamente NON vincolante, tale per cui la Commissione sarà chiamata ad esprimere un parere tecnico partendo dall’analisi dello stato del Paese e chiarendo le condizioni possibili su cui avviare un negoziato.
  • Il poter contare su una valutazione super partes che chiarisca le condizioni di partenza per un negoziato, permetterebbe al nostro Paese di discutere rispetto al si o al no di una potenziale adesione facendo riferimento a dati certi e non discutendo di ipotesi relative a potenziali richieste da parte comunitaria; la lista di condizioni di riferimento che ne deriverebbe, inoltre, renderebbe possibile lo studio delle richieste che potrebbero confluire nella Clausola di Salvaguardia per tutelare, pur nell’adesione, le specificità del nostro sistema Paese.
  • Si ribadisce come, nel caso in cui le condizioni minime richieste non siano di gradimento del nostro Sistema Paese o i margini di negoziazione non sembrino tutelare a sufficienza le specificità di San Marino, le nostre forze politiche rimarranno libere di rinunciare all’ipotesi di adesione, identificando eventualmente soluzioni alternative quale l’adesione allo Spazio Economico Europeo o la redazione di accordi specifici sul modello Svizzero.
  • La scelta di avviare l’iter finalizzato ad avanzare la domanda di adesione dovrebbe essere colta in tempi brevi, per approfittare del momento contingente di euroscetticismo dettato dalle dinamiche di crisi finanziaria e politica del periodo attuale e di fronte alle quali le istituzioni europee intendono ribadire il valore di una Europa che coinvolga tutti gli attori che ne abbiano diritto secondo i nuovi parametri dettati dal Trattato di Lisbona.
  • La richiesta di adesione della Repubblica di San Marino permetterebbe di passare alle Istituzioni Europee il compito di ideare una soluzione di integrazione per un micro-Stato, creando un interessantissimo precedente di valutazione nel contesto europeo. I timori che questa opzione possa non incontrare l’interesse comunitario perché aprirebbe il problema del garantire un livello di rappresentatività per un Micro Stato quale quello garantito ai “grandi” (prevedendo ad esempio un Commissario Europeo Sammarinese) rappresentano un falso problema, tenuto conto che le soluzioni possibili esistono, che le Istituzioni europee sarebbero libere di individuare e proporre soluzioni intermedie sostenibili quali quelle che emergono nel contesto di grandi organizzazioni internazionali dove pure i Micro Stati sono rappresentati.
  • Tutte le valutazioni in merito agli elementi di positività o negatività dell’adesione deriveranno solo dall’analisi delle condizioni che la Commissione esprimerà dopo una analisi tecnica dedicata, il che di per sé rappresenterà una interessante opportunità gratuita di valutazione interna.
  • La collettività sammarinese deve essere resa partecipe di questo importante percorso, potendo contare su maggiore chiarezza circa le sue dinamiche, sulle potenzialità e sugli effetti che ne potrebbero derivare, evitando che si diffondano false convinzioni senza reale fondamento e chiarendo gli effettivi margini di indipendente valutazione e scelta che rimarranno in capo allo Stato sammarinese fino all’ultima decisione.
  • Il tema dell’adesione all’Unione Europea, considerati gli avvenimenti dell’ultimo periodo, considerata la situazione di seria emergenza che sta attraversando il nostro paese, considerato il fatto che la Repubblica non potrà entro brevissimo tempo più contare sui cosiddetti vecchi “capisaldi” che hanno nel bene e nel male consentito alla propria economia di crescere,  deve essere affrontato dai partiti politici con obiettività e nell’interesse del paese,  senza i consueti tatticismi che spesso animano la loro azione.

Sulla base di quanto sopra la FONDAZIONE SAN MARINO 2020

CHIEDE

  • alle istituzioni della Repubblica di San Marino, alle forze politiche di maggioranza ed opposizione, alle categorie economiche e sociali, ai sindacati, agli ordini professionali;
  • nel rispetto di una sensibilità nata dalla società civile di cui la Fondazione è una delle tante espressioni, in coerenza con l’interesse dai referenti politici dichiarato nel contesto della nostra iniziativa,

UNA TEMPESTIVA ATTIVAZIONE POLITICA ED ISTITUZIONALE CHE PORTI AD AUTORIZZARE L’INVIO DI UNA FORMALE DOMANDA DI ADESIONE AL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELL’UNIONE EUROPEA PER AVVIARE L’ITER CHE RENDA POSSIBILE, IN TEMPI RELATIVAMENTE BREVI, CONOSCERE LE CONDIZIONI DI PARTENZA PER L’AVVIO DI UN NEGOZIATO DI ADESIONE, NELLA LIBERTA’ TOTALE, POI, DI DECIDERE SE PROCEDERE O MENO IN QUESTA DIREZIONE SULLA BASE DI UNA VALUTAZIONE CERTA DELLE POTENZIALITA’, MODALITA’ DI REALIZZAZIONE, IMPATTI, COSTI E TEMPI.

Solo questo approccio permetterebbe di evitare inutili perdite di tempo in analisi e simulazioni su opzioni che non necessariamente sarebbero di interesse UE, accelerando verso una direzione che impone di essere valutata per permettere al nostro Paese di misurarsi con la dimensione Europea trasformandola in una vera opportunità di crescita e sviluppo.

QuiTG Economia

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