Le porte dei Sibillini è il titolo della mostra che Loredana Cecchini, fotografa per diletto, originaria di Montegallo (Ascoli Piceno - Marche), 'riminese’ d’adozione, ha allestito all’interno di Palazzetto Branconi per tutto il mese di agosto.
Con 24 immagini, suddivise nelle sezioni “Davanti all’uscio”, “La forza del passato”, “Colori e curiosità”, “Dentro e fuori”, la Cecchini “identifica”, a modo suo, “una manciata di paesi alle pendici dei monti Sibillini sorvegliati dal profilo del Vettore, linea di confine tra Marche e Umbria”.
“Non sappiamo – scrive nell’introduzione al catalogo pubblicato dall’editore ascolano Pietroneno Capitani, oggi trapiantato a Rimini, il giornalista Marco Valeriani, direttore responsabile del sito quiriviera.com – se il tema scelto per questa mostra fotografica risulti ‘frutto’ originale o se, in tempi non sospetti e antecedenti, qualcuno abbia fatto altrettanto. Ciò che sappiamo sta tutto nella curiosità, se vogliamo nell’intimità, che tali soggetti – le porte delle case, dei tanti palazzi abbandonati, delle antiche abitazioni – suscitano in chi osserva. Le porte dei Sibillini è, appunto, il filo conduttore di una rassegna, intesa come sequenza, a forte sfondo sociologico che Loredana Cecchini, originaria di Montegallo (Ascoli Piceno) ha voluto catturare grazie all’occhio meccanico di una macchina digitale. Non è una fotografa professionista – nella vita fa tutt’altro – eppure l’amore per il suo paese le ha permesso di scegliere e scattare immagini con l’unico scopo di rendere ‘omaggio’ alla terra di provenienza attraverso un immediato rapporto fatto di scambievoli evocazioni-suggestioni. Vale dunque la pena insistere proprio sull’apparente distonia della presenza-assenza (Montegallo in realtà non esiste, perché ‘composto’ da 23 frazioni distinte) di un luogo e dal luogo (quello della nascita, degli affetti più cari e indissolubili) perché il sentimento dell’appartenenza ad una comunità non assomigli soltanto al rituale (fugace) atto dovuto per quanti hanno deciso di trasportare – faticosamente e dolorosamente – le personali radici altrove. Rimane il desiderio di voler noi stessi ‘assomigliare’ un po’ alla storia che lei – appena iniziata alla fotografia – sommessamente desidera sussurrare. Non a caso la maggioranza delle porte ‘catturate’ è chiusa. Non è dato sapere cosa vi sia oltre. Forse sono porte chiuse all’amore, alla rabbia, alla disperazione, alla passione o forse sono porte che ancora devono ‘ricevere’ sentimenti e quindi attendono d’essere spalancate. Insomma, porte come metafora della nostra esistenza?... Da una porta siamo entrati e da una porta dovremo uscire…”.
La mostra vanta il patrocinio del Comune di Montegallo – un ringraziamento particolare va al sindaco Sergio Fabiani – del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e della Comunità Montana del Tronto.
Apertura: tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.45 e dalle 15.45 alle 18.45.
Per informazioni, 0736.807013 (Ingresso libero).
Per contatti con l’autrice, lori.cecchini@gmail.com – 338.7770164
IL VIDEO DELL'INAUGURAZIONE
INTERVISTA ALL'AUTRICE - PRIMA PARTE
INTERVISTA ALL'AUTRICE - SECONDA PARTE
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