AVEVAMO CHIESTO UN ATTO DI CORAGGIO POLITICO; OTTENIAMO SOLO RETORICA, CONTRADDIZIONI, IMMOBILISMO, ED UN ULTERIORE TRISTE ESEMPIO DI “GERONTOCRAZIA” POLITICA GENERALE
In primo luogo, definire “originale” l’utilizzo di uno strumento fondamentale di democrazia quale quello del referendum propositivo che permette ai cittadini di stimolare una tanto attesa presa di posizione della politica sul tema in oggetto è decisamente offensivo e non rispettoso della volontà di espressione diretta e di iniziativa di una cittadinanza troppo spesso sopita e spettatrice rispetto ai teatrini della politica, e che se, dunque, finalmente si muove rispetto ad una dinamica su cui intravede potenzialità di sviluppo del Paese va decisamente rispettata ed ascoltata.
In secondo luogo, pur nel rispetto di qualunque azione mirante a portare conoscenza e competenza laddove queste manchino, ci chiediamo come si possa pensare di affrontare una valutazione relativa ai pro e contro di una eventuale adesione all’Unione Europea adottando il metodo della “comitologia” e delle infinite riunioni di previsione degli impatti, che hanno portato, come si dichiara nel comunicato stampa, alla “presa di coscienza della scarsa conoscenza del diritto comunitario a livello sammarinese”. Leggeremo con molto interesse, in autunno, il documento di analisi, ma non possiamo non rilevare la contraddizione di chi prima si loda per avere aperto il tema alla riflessione allargata tra soggetti sicuramente interessati ma non esperti, ammettendo una ignoranza di partenza sul tema, e poi presuntuosamente nega il valore del contributo interpretativo e di visione apportato da “qualche ex funzionario UE in pensione”, funzionario che per più di 30 anni si è occupato del tema in Commissione Europea seguendo procedure di adesione i Paesi che, alla fonte, presentavano criticità ben peggiori di quella di essere un micro-Stato. Se poi il messaggio è che se un confronto deve essere fatto, sia fatto con i “massimi organi politici e tecnici dell’Unione Europea in carica”, bene chiediamo alla Segreteria Esteri nomi, cognomi e qualifiche delle alte cariche comunitarie (che non sia l’EX Commissario Ferrero Waldner già citata), che abbiano formalmente o ufficiosamente espresso parere negativo sull’eventuale adesione di San Marino all’Unione. Sarà un bell’esercizio per tutti misurarsi su quelle stimate osservazioni!
In quarto luogo torniamo al tema, tanto caro alla Segreteria Esteri, per cui nessun micro-Stato, ad oggi, ha aderito all’Unione Europea né ha intenzione di aderire. Quale atavica paura ha San Marino nell’essere prima in qualcosa? Chiarendo che essere primi non è il nostro obiettivo, sottolineiamo però che se anche, su questo tema, lo diventassimo potremmo rappresentare un precedente storico e politico di integrazione europea di innegabile valore. Il richiamo agli ottimi rapporti con Andorra ci fa piacere ma sottolineare che Andorra non è per l’adesione all’Unione quale argomento di supporto all’attuale posizione della Segreteria Esteri che ha recentemente dichiarato con più chiarezza la propria contrarietà all’adesione di San Marino, non rende merito ad una istituzione, quale quella del Ministero degli Affari Esteri, che dovrebbe ben sapere come Andorra dipenda, nella sua politica estera, da Spagna e Francia e come la scelta di non aderire all’Unione sia dettata da equilibri politici ovvi e non da volontà di un Paese libero ed indipendente. Il paragone non regge.
In conclusione,
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