Domenica 17 ottobre, alla Parrocchia "CUORE IMMACOLATO DI MARIA SS." (Minori conventuali) si è svolta la festa per il ventennale di attività del GRUPPO SCOUT RIMINI 5. Per l’occasione sono stati invitati tutti coloro – oltre 450 gli iscritti-tesserati – che in questi 20 anni hanno contribuito alla buona riuscita del GRUPPO SCOUT facendone parte o collaborando con esso. Alla festa hanno altresì partecipato le famiglie degli amici scout. Ai partecipanti all’evento la possibilità di cimentarsi con le tecniche tipiche dell’arte scoutistica nonché l'opportunità d'acquistare il volume che ripercorre i primi 20 anni “sulla cresta dell’onda”.
Dal libro
"A dieci anni esatti dal primo campeggio “pseudo” scout a Lamoli, mi accingo ad un’impresa che per me ha dello straordinario: scrivere un resoconto che possa far ricordare i momenti che hanno portato alla formazione di un gruppo Scout; momenti che mi auguro saranno ricordati da chi li ha vissuti con la consapevolezza di aver contribuito alla realizzazione di qualcosa di veramente importante. Per chi conoscesse la realtà scout in maniera solo superficiale o indiretta, ritengo siano importanti alcune precisazioni. Una famosa frase, credo pronunciata da un attore di Hollywood, definisce gli Scout come: “Adulti vestiti da bambini che guidano bambini vestiti da cretini”. Accetto con simpatia questa battuta ma ci tengo a far notare che l’ambiente Scout è un “crogiolo” in cui persone diverse, con tutto il loro carico di esperienze, si incontrano per dare vita ad una impresa comune: “educare ed autoeducarsi” o per dirla in altri termini, costruire quell’uomo e quella donna migliori per una società migliore. E’ un progetto ambizioso e non ad esclusivo appannaggio degli Scout, ma senza dubbio in questo contesto trova una possibile realizzazione. Sono convinto che l’esperienza dello scoutismo non sia risolutiva nelle situazioni più gravi di emarginazione giovanile. Credo invece che a tanti giovani che sprecano il loro tempo nell’indifferenza o concentrati solo su se stessi, lo scoutismo, nella sua forma di aggregazione giovanile governata da alti valori e guidata da un chiaro progetto, possa offrire l’opportunità di uscire da quel torpore che porta solitudine ed inutilità. Chiedo anticipatamente scusa a tutte quelle persone che, per mancanza di memoria o per negligenza non voluta, non saranno menzionate nel racconto. Questo scritto vuole essere un vero, profondo, sentito e sincero ringraziamento rivolto a tutti coloro che hanno dato, danno e daranno il loro tempo e le loro mani per la realizzazione di questa meravigliosa realtà. Ma è anche dedicato a tutti coloro che serbano in cuore un progetto di vita ma non trovano quell’impulso, quello scintilla, quel “mettili su” che fanno diventare un’idea una realtà".
Giancarlo Zavoli - 21 luglio 1998

Twitter
Del.icio.us
Badzu
Googlize this
Facebook









