L’appuntamento con l’arte a Castel Sismondo di Rimini ha preso il via sabato 23 ottobre con l’apertura delle tre mostre allestite nelle sale della Rocca. Della mostra principale “Parigi, gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon” abbiamo parlato in un altro articolo (http://www.quiriviera.com/component/content/article/63-fotonotizia/548-castel-sismondo-apre-la-mostra-parigi-gli-anni-meravigliosi) sempre su questo sito. Le altre due esposizioni sono intitolate, rispettivamente “Caravaggio e altri pittori del Seicento” e “Gianquinto. Opere rare”.
Nella mostra Caravaggio e altri pittori del Seicento (aperta sino al 27 marzo 2011) sono esposti quindici dipinti, tutti di grande formato e tutti provenienti dal Wadsworth Atheneum di Hartford, nel Connecticut, il più antico museo americano. Centrale, nell’esposizione è il dipinto di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, “L’estasi di San Francesco”, primo quadro di soggetto religioso dipinto dal grande artista attorno al 1594.
«Si tratta della prima composizione di Caravaggio impostata su più figure, è il suo primo dipinto di carattere religioso, il suo primo esperimento di ambientazione paesaggistica e uno dei primi esempi in cui l’artista utilizza la luce sia in senso letterale, per illuminare la scena, sia in senso figurativo, come metafora della presenza divina – spiega Marco Goldin, direttore di Linea d’Ombra, la società trevigiana che promuove le mostre insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini –. Ogni aspetto di quest’opera è eccezionale e innovativo. Il modo in cui l’artista interpreta l’estasi che accompagnò la morte metaforica di Francesco e la sua rinascita spirituale nell’immagine di Cristo è alquanto insolita per l’assenza del serafino celeste, per la posa del santo non inginocchiato in preghiera bensì riverso e per la presenza del grazioso angelo fanciullesco. Caravaggio volle chiaramente alludere alla morte metaforica di Francesco e alla sua rinascita spirituale nell’immagine di Cristo». Non è casuale l’attenzione a Caravaggio, dato che l’artista, nato a Milano nel 1571, morì a Porto Ercole nel 1610 e quindi quest’anno ricorrono i 400 anni dalla scomparsa. Nella mostra riminese, il capolavoro di Michelangelo Merisi è contornato da quattordici opere coeve di autori che da Caravaggio hanno tratto esempio. Si tratta di artisti italiani, spagnoli, francesi, fiamminghi, quali Orazio Gentileschi, Bernardo Strozzi, Francisco de Zurbarán, Anthony van Dyck, Josep de Ribera… In tre sale dell’Ala di Isotta, a Castel Sismondo, è poi allestita la mostra di arte contemporanea Gianquinto. Opere rare, dedicata all’artista veneziano Alberto Gianquinto (1929-2003), con una ventina di opere quasi tutte provenienti dalla collezione di famiglia. «Quella di Gianquinto è una pittura meditata, studiata: indagine e riflessione, composizione e ricerca, avvicinarsi progressivo a quella essenzialità e a quel rigore che paiono spesso segni d’ascetismo, di sobrietà di forme e colori – spiegano i curatori della mostra –. Accanto a questa marcata componente intellettuale, Gianquinto è anche un poeta indagatore di emozioni e di sentimenti, colmo di passioni forti e solide, un poeta generoso e rigoroso fino alla durezza e all’inflessibilità, ma la cui vena lirica ed elegiaca non rinuncia a prendere il suo spazio, le sue epifanie». La pittura di Gianquinto non può essere incasellata in una corrente artistica specifica e anche nei quadri esposti a Castel Sismondo è possibile osservare quadri molto diversi che raffigurano nature morte, paesaggio, quadri dentro il quadro… Questa esposizione rimane visitabile sino all’8 dicembre e lascerà il posto ad altre due mostre di arte contemporanea, quella di Antonio Nunziante (11 dicembre – 30 gennaio 2011) e in seguito quella di Arnoldo Ciarrocchi (5 febbraio - 27 marzo 2011).
Tutte le info su: www.lineadombra.it
DATI STATISTICI
Nei primi 10 giorni di apertura al pubblico, la mostra “Parigi, gli anni meravigliosi” conferma il successo dell’inaugurazione, quando in un solo fine settimana ben quattromila persone avevano affollato Castel Sismondo per ammirare le opere del Salon e degli Impressionisti.
Dal 23 ottobre all’1 novembre, dunque, ben 11.489 persone hanno visitato la mostra, con una media di 1150 visitatori al giorno e una crescita del 15% rispetto ai primi 10 giorni della mostra “da Rembrandt a Gauguin a Picasso” ospitata nel 2009.
Cresce anche il numero di quanti decidono di prenotare la propria visita alle mostre: il 30% dei visitatori contro il 22% dell’anno scorso. Il 70% acquista invece il biglietto direttamente alla cassa.
Inoltre, l’85% dei visitatori sceglie di acquistare anche l’accesso a “Caravaggio e altri pittori del Seicento”, la mostra ospitata nell’Ala di Isotta.
I giorni più visitati sono stati domenica 31 ottobre con 2.802 persone, sabato 23 ottobre (giorno d’apertura e della festa con 6 ore di spettacoli) con 2.472 persone e lunedì 1 novembre con 1.908 visitatori.
Se si considerano i giorni 31 ottobre – 1 novembre dello scorso anno in mostra (arrivati non dopo la prima settimana, ma dopo tre settimane di apertura) l’incremento è stato ugualmente del 15%.
Linea d’Ombra, la società che cura e gestisce le grandi mostre riminesi, ha fornito anche i dati relativi ai primi 10 giorni di “Monet, Cézanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia” in corso nel Palazzo SUMS di San Marino.
I visitatori sono stati 2.933 con una media di 293 al giorno e con una proiezione di circa 45.000 visitatori per tutto il periodo di apertura. Ad oggi i giorni più visitati sono stati domenica 31 ottobre con 709 visitatori, lunedì 1 novembre con 604 e domenica 24 ottobre con 524 visitatori.

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