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Nando Piccari - Piccole stravaganze politiche
Domenica, Novembre 23, 2014
   
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Nando Piccari - Piccole stravaganze politiche

Nella "famiglia" dei collaboratori di quiriviera.com fa il suo ingresso un altro nome di prestigio quale è Nando Piccari.

Piccari non è il "solito notista" politico - la frequentazione con il mondo dei partiti risale a qualche decennio fa - bensì la penna più brillante e "provocatoria", se in politica possiamo parlare ancora di sana provocazione - dell'intera provincia riminese. Per i lettori del nostro sito confezionerà ogni 15 giorni la sua specialissima lettura dei fatti, o non fatti, di questo non facile territorio. Inforcate gli occhiali e buona "visione".

 

Inauguro la mia collaborazione a “Qui Riviera” con una personalissima hit parade di alcuni casi di “piccola stravaganza politica” tratti delle cronache locali, abbinando ognuno al titolo di un film.

Al quinto posto Appuntamento al buio: l'avventatezza dell'On Pizzolante che, fra rullo di tamburi e squilli di tromba, candida alla presidenza della Fondazione Fellini l'ignaro Pier Luigi Celli, arcinoto direttore ieri della Rai e oggi della Luiss. Il poveretto ha saputo dell'investitura “tesagli” da Pizzolante solo leggendo La Voce di suo fratello editore, che avuta la notizia in esclusiva, vi ha costruito sopra un sensazionale scoop.

Al quarto posto Il complotto: l'altisonante sdegno del Consigliere Comunale di Rimini Fabio Pazzaglia, che denuncia come “discriminazione riminese” nei suoi confronti uno dei pochi “paletti regolamentari” a cui, invece, devono sottostare in tutta Italia gli aspiranti candidati alle primarie del PD: poter ricevere le firme necessarie alla presentazione delle candidature unicamente dagli aderenti al partito. Visto che poi a votare potrà andarci chiunque si auto-dichiari “pidiino per un giorno”, è troppo riservare questo iniziale “privilegio” ai soli militanti del PD?

Al terzo posto La vendetta: l'esilarante iniziativa di Rosario Zangari, Consigliere Comunale di una sotto-famiglia della destra di Misano, che lancia una sottoscrizione per far fronte alle spese legali procurategli dalla...“dabbenaggine istituzionale” con cui ha fatto ricorso al TAR contro un provvedimento dell'Amministrazione; ignorando “l'abc dell'eletto”, vale a dire che avere lite pendente con un Comune è incompatibile con l'esserne contemporaneamente Consigliere; per cui o si lascia la carica, o si abbandona la lite. Zangari ha scelto la seconda via e ora gli toccano le spese legali. E pensare che aveva tuonato contro la maggioranza: «Perderete la causa e  pagherete i danni»!

Al secondo posto Major League - La squadra più scassata della lega: l'adoratore del dio Odino candidato a sindaco di Montecolombo, il leghista corianese Alex Stacchini, si è scagliato contro la parrocchia che ha organizzato «la presentazione del libro “La costruzione di un Comune moderno. Montecolombo fra settecento e ottocento”, di M. Casadei, relatore l'on. Ennio Grassi (…) del PD, che onorevole non lo è più (…) La campagna elettorale del centrosinistra viene ufficialmente inaugurata con la benedizione della parrocchia». A parte il fatto che non credo proprio che Grassi sia del PD e che solo nei bassifondi della politica si ignora che il titolo di Onorevole, al pari di quelli di Dottore, Ragioniere, ecc, si mantiene per tutta la vita, ai fini pensatori del Carroccio non è venuto in mente che il Prof. Grassi sia stato chiamato in quanto studioso, per fornire un qualificato contributo sull'argomento trattato dal libro? È comunque vero che la parrocchia poteva essere un po' più pluralista, prevedendo anche un intermezzo comico da affidare all'On. Pini, detto anche “lo yeti leghista di Forlì”.

Al primo posto Quella sporca dozzina: qui la stravaganza politica sconfina nell'assenza di decoro, per come il sindaco di Cattolica, Tamanti, sta interpretando l'uscita di scena, a poco più di un anno dall'insediamento “in forza” del consenso del 30% dell'elettorato. È l'ultimo capitolo di una vicenda politica tortuosa e degradante, iniziata allorché un folto gruppo di maggiorenti del PD locale, per far fuori il sindaco Pazzaglini” e l'intera sua Giunta senza nemmeno la fatica di cinque minuti di dibattito democratico, gli brandì contro la clava di primarie drogate, da giocarsi fra un “vincitore predestinato” e uno sfidante di comodo. Ma in soccorso di quest'ultimo arrivò inaspettatamente tutto l'armamentario parrocchiale e così Cattolica si è ritrovata con un sindaco “modello Disneyland”. In poco tempo egli è riuscito a meritarsi una mozione di sfiducia firmata da ben dodici Consiglieri su venti, più uno che si aggiungerà. Il Consiglio, fra due settimane, voterà per mandarlo a casa, ma dignità vorrebbe che ci andasse da solo, dimettendosi prima. Come intelligenza politica consiglierebbe che il PD glielo chiedesse pubblicamente, se non altro per avere più tempo per “rifarsi la faccia” in vista delle inevitabili elezioni anticipate dell'anno prossimo.

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Nota della redazione: chiunque voglia replicare avrà lo spazio che chiede.

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