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San Marino, un'isola nella tempesta
Mercoledì, Ottobre 22, 2014
   
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San Marino, un'isola nella tempesta

“San Marino un'isola nella tempesta”. È questo il titolo dell’ultima fatica letteraria di Antonio Valentini scritto a quattro mani con Valentina Vannoni. Il volume, fresco di stampa per Aiep editore, prende il via dalle origini della storia economica del Titano, attraversa i rapporti bilaterali con l’Italia e sfociare in un’interessante riflessione sui motivi della crisi attuale e lasciando in coda un capitolo di possibili soluzioni per il futuro, basate su un innovativo e più sostenibile modello di sviluppo economico
Ne parliamo con Antonio Valentini, presidente della Fondazione San Marino 2020.

Una delle prime cose che saltano all'occhio appena si prende il libro in mano - ancora prima di voltarlo e leggere la sintesi nel retro - è la corrispondenza tutt’altro che casuale fra il titolo e l'immagine di copertina: un albero piegato dal vento.

“In effetti l’immagine dell’opera di copertina è molto coerente sia col titolo che col momento di grande difficoltà che sta attraversando il nostro Paese. L’opera di Leonardo Blanco vuole raffigurare la catastrofe, che in greco significa “mutamento radicale e repentino di forma strutturale”, quasi una possibile soluzione. Nella tragedia antica la ‘catastrophe’ è lo scioglimento dell’azione, ossia il risolversi della situazione verso lo scioglimento dello spettacolo. Nella foto i prodotti dell’albero, gli oggetti, le merci, le idee e le visioni, vengono strappati, scagliati, dispersi. Molte cose verranno distrutte, cancellate, ma alcuni sogni daranno nuovi frutti.  Il nostro auspicio è che la particella di eternità statuale San Marino, riesca a superare l’ennesima bufera che sta incontrando nel suo millenario cammino”.

Qual è la chiave per sopravvivere? In che modoSan Marino deve reinventare se stessa?

“Come ha affermato John Kotter, della Harvard Business School, nessuna istituzione sopravvive nel tempo, se non sa reinventare se stessa. San Marino ha vissuto per qualche decennio una fase di spensierata ricchezza, forse la fase più florida dal punto di vista economico che abbia mai conosciuto. Lo ha fatto più sui demeriti dell’Italia che grazie ad un proprio piano strategico di sviluppo durevole e sostenibile. Anzi, proprio il non aver capito che questo “non modello economico che stava esplodendo” andava corretto, guidato, contenuto ed indirizzato, ha indotto a sprecare, specie nella spesa corrente, quella riserva di ricchezza che sarebbe dovuta servire agli investimenti strutturali funzionali ad un’economia più virtuosa. Oggi occorre ripensare velocemente ad un modello economico che faccia a meno della riservatezza e dell’anonimato societario, ricercando una veloce integrazione del settore finanziario col mercato italiano ed europeo. La richiesta di adesione all’Unione Europea, come si sostiene nel libro, creerebbe le condizioni per un rapido cambio di rotta rispetto al passato”.

Che cosa vi ha spinto a scrivere questo libro?

“Le motivazioni che hanno indotto il sottoscritto a scriverlo sono principalmente tre. La prima è  che, pur riconoscendo le distorsioni che il “non modello economico” ha creato all’economia italiana, negli ultimi anni la Repubblica di San Marino è stata sottoposta ad un linciaggio mediatico decisamente sproporzionato rispetto ai modesti numeri del suo micro sistema finanziario ed economico. La seconda è stata la poca conoscenza dimostrata da parte di chi giudica San Marino, della sua storia, delle tradizioni e delle tante manifestazioni di solidarietà e di altruismo che questa piccola comunità ha avuto nell’arco dei secoli nei confronti dei bisognosi e dei perseguitati. La terza si riferisce alla totale rassegnazione ed assenza di repliche da parte delle istituzioni sammarinesi, specie nei casi nei quali le amministrazioni italiane sono inciampate casualmente o volutamente in grossolani errori nel rappresentare i nostri modesti numeri di sistema. San Marino probabilmente è il soggetto ideale per annunciare grandi crociate contro la lotta all’evasione fiscale in quanto vi è la certezza di non irritare nessun “grande” della penisola italiana e dunque di non avere effetti collaterali indesiderati”.

Alla fine della vostra ricerca avete trovato una risposta a tutte le domande da cui siete partiti? Oppure è rimasto in sospeso qualche interrogativo?

“Dalla ricerca storica emerge come ciclicamente i rapporti fra Italia e San Marino siano stati contraddistinti da momenti di grande tensione. La fase odierna assomiglia molto a quella vissuta durante il governo Crispi che, dopo aver dichiarato che l’Italia doveva essere non solo rispettata ma anche temuta e dopo aver trangugiato in silenzio le offese che gli arrivavano dall’Austria, alla prima occasione assunse un atteggiamento di minaccia verso l’antica Repubblica del Titano”.

Il volume è pensato per un pubblico di addetti ai lavori o può essere letto anche da un lettore completamente a digiuno di temi come la finanza e l'economia? 
“Il nostro intento è quello di rivolgerci ad un pubblico interessato a comprendere di più e meglio come questa scheggia di vita repubblicana sia riuscita a preservarsi nel corso del tortuoso corso della storia, superando indenne le imprevedibili e minacciose bufere”.

Dove si può acquistare il libro?
“Si può trovare in tutte le librerie ed edicole della provincia di Rimini e San Marino. Da gennaio 2011 in tutte le librerie italiane servite dalla casa editrice Aiep”.


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