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Nando Piccari - Bellaria e il Re dei Pataca
Giovedì, Luglio 24, 2014
   
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Nando Piccari - Bellaria e il Re dei Pataca

Piccari non è il "solito notista" politico - la frequentazione con il mondo dei partiti risale a qualche decennio fa - bensì la penna più brillante e "provocatoria", se in politica possiamo parlare ancora di sana provocazione, dell'intera provincia riminese.

Per i lettori del nostro sito confezionerà ogni 15 giorni la sua specialissima lettura dei fatti, o non fatti, di questo non facile territorio. Inforcate gli occhiali e buona "visione".

Due avvenimenti, pressoché contemporanei e di uguale contenuto e spessore, hanno recentemente innalzato la città di Bellaria agli onori delle cronache. Come ogni anno, dal mitico “Rio Grande” è arrivato l'annuncio dell'elezione del “Re dei Pataca”, organizzata dall'Apr (Associazione Pataca Romagnoli) che, contrariamente a quanto molti credono, non ha niente a che fare con il MAR (Movimento per l'autonomia della Romagna) fondato da Stefano Servadei. Quasi nelle stesse ore, dal Comune è invece giunta notizia che la partecipazione ad un'altra elezione, quella per i Consigli di Quartiere, sarà d'ora in poi negata ai «cittadini extracomunitari in possesso di carta di soggiorno, e residenti a Bellaria Igea Marina da almeno tre anni;(art 3, Regolamento per il funzionamento dei Consigli di Quartiere)». I “pretoriani della libertà” che comandano in Municipio hanno infatti ordinato che quella norma sia sottoposta al medesimo trattamento “post-defecatorio” che i leghisti doc sognano per il tricolore.

L'unica differenza fra questi due “eventi elettorali” consiste nel fatto che, con la celebrazione del primo, l'Associazione Pataca vuole evidenziare l'animo più ridanciano di Bellaria; mentre con la manomissione normativa del secondo, la destra mette in mostra un suo lugubre “aspetto marziale”. Per questo, nei giorni in cui la stampa si occupava di entrambi gli argomenti, mi ha tratto in inganno la pubblicazione della foto di un arzillo signore il cui sorriso, più che allegro, poteva addirittura dirsi sganasciato. Ho poi capito che non aveva alcun riferimento all'articolo sui “pataca”, ma che si trattava della foto di uno degli “ultra-pagati” amministratori bellariesi: l'assessore legaiolo alla “bellicosità comunale”, che ritratto con al collo una striscia verdastra (carta igienica in vista dell'operazione di cui sopra?), dava il festoso annuncio che «il voto degli immigrati ha i giorni contati».

Se quella norma non esistesse già, sarebbe perfino logico non aspettarsi che venisse introdotta ora, per iniziativa della maggioranza di destra che da un anno impera a Bellaria. Quella norma, però, non solo c'è già, ma ha anche ben funzionato, favorendo l'integrazione sociale e “l'elevamento civile” di tante persone straniere che hanno un loro ruolo nella vita cittadina. Decidere oggi di sopprimerla, non è soltanto frutto di pregiudizio xenofobo e di inclinazione razzista; è un atto gratuito di crudeltà mentale e di “cattiveria politica”.

Rida pure l'assessore con lo straccio color “raganaccio” al collo; ne ha ben donde, per essere riuscito ad imporre ai suoi imbelli alleati che una delle insane ossessioni della Lega diventi scelta e contenuto del governo cittadino. E se qualcuno osa obiettare, risponda con la forza del miglior pensiero politico “padano”: il gesto dell'ombrello, il dito medio alzato e il “fanculo” a cui ci hanno ormai abituato le bofonchianti farneticazioni di quel che resta di Bossi.

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