RAPUNZEL – L’INTRECCIO DELLA TORRE
Capelli lunghi e tanta voglia di uscire per vedere il mondo. La Disney ritorna alle fiabe classiche con la riuscita interpretazione di “Raperonzolo”, una delle tante creature che popolano l’universo fiabesco dei fratelli Grimm. Il risultato di “Rapunzel-L’intreccio della torre” (in originale semplicemente “Tangled”) è molto buono, anche perché i due registi Nathan Greno e Byron Howard (il secondo aveva già diretto il cartone “Bolt – Un eroe a quattro zampe”) tengono i piedi nella tradizione, con l’ambientazione in un reame da fiaba, ed una strizzatina d’occhi alla modernità, rendendo la protagonista quasi una sorta di moderna principessa con rapporto problematico con la madre (che in realtà non è la vera mamma, ma la perfida Gothel che l’ha rapita dalla casa reale e la tiene segregata nella torre per via dei suoi lunghi capelli magici) e tanta voglia di scoprire cosa c’è fuori dalla torre. Esigenze e problematiche per ogni teen ager odierna che si rispetti e qui, rispetto alla favola, non c’è il principe azzurro, ma un simpatico mariuolo, Flynn Rider, che rappresenterà la sua “chiave” per la tanto agognata visita esterna.
Simpatico, coinvolgente, romantico, piacevole, con canzoni come richiede il marchio di fabbrica della casa (tra l’altro scritte da Alan Menken, l’uomo dietro a successi come “La sirenetta” e “La bella e la Bestia” e già che ci siamo citiamo anche la presenza del produttore Glen Kean, vecchia volpe della Disney, animatore per “La bella e la Bestia” e “Aladdin”) “Rapunzel”, realizzato con tecniche miste (matite e CGI), disponibile in 3d nelle sale, è film d’animazione dal passo veloce e sbarazzino, con un paio di animali comprimari assai divertenti (il camaleonte Pascal ed il cavallo Maximus), una banda di brutti ceffi che fanno scattare la risata in una vorticosa sequenza in una locanda poco rassicurante e altro ancora. Voci originali di Zachary Levi (l’interprete di “Chuck”), Donna Murphy e Mandy Moore per l’eroina di turno, quest’ultima in Italia “sostituita” da Laura Chiatti che se la cava anche con il canto (mentre lui è Giampaolo Morelli).
Prodotto riuscito, cinquantesimo film d’animazione di casa Disney promosso a pieni voti ed ottimi incassi di partenza sia negli Stati Uniti (secondo posto dietro all’inamovibile Harry Potter) che in Italia dove purtroppo è terzo per colpa del becero film con Massimo Boldi “A Natale mi sposo”…
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