Lo ammetto. La notizia, se tale viene riconosciuta, mi ha lasciato letteralmente “basito” (si dice così no?).
Una cara amica durante i periodici colloqui di lavoro mi racconta dell’incontro con l’interlocutrice misteriosa che, vestiti i panni della rappresentante, si palesa nel suo ufficio con la richiesta a dir poco singolare: farsi pubblicare un bel servizio fotografico sulla sfavillante novità di Rimini e dintorni. Le donne russe – certamente splendide, affascinanti, conturbanti e passionali – stanche del normale bell’essere (se di normalità si può parlare quando si è capaci di spendere 300 euro per una seduta utile al rifacimento delle unghie, ndr) hanno dato il là allo “stargate” dell’erotismo cosmetico. Il che tradotto equivale a quanto segue: in tempi non troppo lontani ci si abbelliva mani, caviglie, schiena, ombelico, collo, spalle con minuscoli brillantini, foglioline d’oro microscopiche, cuoricini in argento così da scatenare l’irruenza, controllata, del maschio latino-romagnolo. Ora non è più di moda. La barriera è stata infranta, sgretolata, polverizzata. Diamantini, abbellimenti in metallo, “paillettes” vengono applicati, dietro precisa richiesta, sulle grandi labbra della vagina! Avete capito bene! Sulle grandi labbra! Con una sostanza siliconica non allergica, le manine di innocenti estetiste “incollano” sulla parte più intima della razza femminea questi microbici oggetti del desiderio, spalancando all’uomo che avrà il privilegio, o la sventura, di far l’amore con le giunoniche sovietiche, un universo di godimento scintillante. Una giostra di caleidoscopici colori, profumi, riverberi metallici tali da mettere in fuga anche il più focoso ed intraprendente “trombatore”. Eppure ciò è la verità delle cose. La conferma è multipla. Pare addirittura che la domanda superi l’offerta e che tali “applicazioni” stiano contagiando casalinghe non più disperate, fidanzate in vena di focosi revival, mature mogli votate al risveglio dei maturi partner. L’unica cosa che non abbiamo osato chiedere è se le “applicazioni” vengono confezionate su misura e al momento o, in caso negativo, ci si debba accontentare – il prezzo è top secret – del campionario speriamo non Made in China.
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