LE CRONACHE DI NARNIA. IL VIAGGIO DEL VELIERO
Narnia: cambiamenti in atto. Per il terzo film tratto dalla monumentale opera di C.S. Lewis “Le cronache di Narnia”, la Walden Media si è affidata alla 20th Century Fox, dopo i primi due film “targati” Disney e per la regia Andrew Adamson ha lasciato il posto al veterano Michael Apted (“La ragazza di Nashville”, “Gorilla nella nebbia”, “Nell”, lo 007 “Il mondo non basta” e anche la serie tv “Roma”). Il risultato è davvero buono, con la creazione di un corposo universo fantastico, il che si sposa benissimo con le esigenze di visione per questo periodo di feste.
I quattro fratelli Pevensie, protagonisti nei primi due film, si sono divisi: i più grandi Susan e Peter sono volati in America, mentre Lucy (Georgie Henley) e Edmund (Skandar Keynes) sono rimasti in Inghilterra, proprio mentre la nazione vive i drammatici giorni dei bombardamenti nazisti. I due vivono a casa dell’insopportabile e lagnoso cugino Eustace (Will Poulter) e la convivenza non è certo delle migliori.
Richiamati a Narnia attraverso un quadro che raffigura un mare in tempesta, i due ragazzi e il noioso cugino si rimoveranno nuovamente in compagnia del principe Caspian (Ben Barnes) in viaggio sul magnifico veliero Alba per i mari del regno magico, alla ricerca di sette lord scomparsi e le loro magiche spade, per riportare ancora una volta la pace a Narnia, minacciata da un letale pericolo.
“Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero” è fantasy sontuoso e ricco, con il 3D, ma soprattutto con la spinta della magia di una fiaba questa volta più riuscita rispetto al secondo film. L’attenzione ai protagonisti e ai loro percorsi di crescita (c’è n’è anche per il piagnucoloso Eustace letteralmente trasformato, per un originale percorso di maturazione) raccontati nell’acquisto di una consapevolezza che porta all’età adulta, è notevole e più centrata. E non può mancare il regale leone Aslan, figura simbolica che riconduce al percorso di fede cristiano di Lewis. Tutto in questo “Narnia” funziona (occhio anche ai divertenti ed efficaci personaggi fantasiosi) ed è davvero la bella favola di Natale, di quelle che ti fanno sgranare gli occhi e ti trasportano in un mondo che non è solo semplice evasione (che ovviamente ci vuole) ma in primo luogo affascinante rappresentazione di un rito di passaggio attraverso l’elemento primario dell’acqua, fonte di vita.
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