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Nando Piccari - Ruby, Viagra e Champagne alla Riminese
Venerdì, Ottobre 31, 2014
   
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Nando Piccari - Ruby, Viagra e Champagne alla Riminese

A garantire un abbondante tocco di riminesità alle seratine “Viagra e Champagne” di Arcore, sarebbero già bastate le performances della Minetti e le dichiarazioni disgustate di Melania Tumini, che dopo avervi presenziato una sola volta, su invito dell'amica Nicole, non ha potuto fare a meno di definirle «un puttanaio».

Per non farci mancare niente, si è però aggiunta l'imminente esibizione di Ruby al Paradiso. Intanto chiediamoci: a far la gioia dei convenuti, sarà la ritrovata danzatrice di lap dance, colei che nelle intercettazioni si compiace di affittare a Lui la più rotonda delle sue rotondità? O dopo le mielose lacrime di qualche sera fa, servite al garzoncello Signorini per dare un tocco deamicisiano alla sua sdolcinata marchetta televisiva pro-Berlusconi, i patron del Paradiso hanno voluto prendersi la soddisfazione di essere i primi ad aver pagato la Ruby redenta?

Ingaggiandola cioè per ammaliare il pubblico non più con la sensualità delle sue giovani curve, ma con la freschezza dei suoi pensieri ed il garbo del suo eloquio. Questo spiegherebbe la veemenza con cui il duo Galli-Bevitori ha pubblicamente invitato i molti parroci che contestano la chiamata di Ruby, a ricordarsi di Maria Maddalena. Io spero sia così, perché altrimenti  precipiterei nell'angosciosa condizione di trovarmi d'accordo con Gianni De Michelis (sì, lo so: è contronatura, ma che ci posso fare?), quando dichiara: «se il Paradiso vuol mantenersi fedele a quel tempio del divertimento che è stato, col senso del buongusto e la “normalità” del passato, dovrebbe rinunciare allo stile dei Corona e dei Lele Mora.»

Sia come sia, l'annunciata venuta di Ruby ha comunque ulteriormente imbarazzato i maggiorenti del PDL riminese, soprattutto quelli di rito ciellino; i quali, come suol dirsi, “avevano già la loro bella gallina” a dover spiegare ai quattro venti: “La riminese Minetti!? Ma chi la conosce?” Come se non bastasse, ci si è messo non solo “Avvenire” con le sue bordate, ma anche Mons. Bagnasco e perfino l'insospettabile e sempre ben allineato Card. Bertone a dire, sia pure con la dovuta cautela lessicale, che i gozzovigli berlusconiani fanno un po' ribrezzo; senza contare il chiaro richiamo del Papa ai principi etici cui debbano ispirarsi le Istituzioni.

Tutte “uscite”, queste, che hanno mandato...a farsi benedire il PDL (Prelato della Libertà) Mons. Negri, che da San Marino, a bordo dell'ospitale “Voce”, aveva appena tentato una delle sue solite “scorribande pastorali” nella Diocesi di Rimini per “certificare”, con la consueta ampollosità, che «...la richiesta alle autorità civili è di perseguire il bene comune. Se lo fanno avendo anche una vita personale onesta, la Chiesa ne è contenta(...), ma non possiamo pretenderlo...»; aggiungendo poi la sua incondizionata approvazione a quanto scritto dal guru ciellino Messori su “Il Giornale”: «Il cristiano deve confrontarsi col mondo così com'è(...); è meglio un politico puttaniere che fa buone leggi di uno cattolicissimo che poi fa leggi contrarie alla Chiesa».

Insomma, un'invocazione a non guardar troppo per il sottile! I due paladini de “La Voce” non sospettavano certo di venire di lì a poco smentiti da ben più autorevoli “voci” ecclesiastiche, a cominciare dal legittimo Vescovo di Rimini, col suo perentorio richiamo all'art. 54 della Costituzione Italiana: «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore...»

Non se ne dev'essere ancora accorta la Consigliera PDL Moretti, che con eroica comicità continua a minimizzare la deriva orgiastica del suo capo: «Berlusconi ci ha dato la possibilità di difendere valori per noi cattolici fondamentali; di fronte ad un progetto politico così cruento e subdolo, che non solo vuol distruggere Berlusconi, ma mina la libertà, difendiamo con le unghie e con i denti la cosa più cara: la libertà.»

Molto più furbo di lei è il suo leader locale (Renzi permettendo) Marco Lombardi; il quale, parola più parola meno, se l'è cavata col dichiarare che se ci sono in giro tante ragazze che “la danno”, la colpa è in gran parte di genitori e insegnanti; soprattutto di quelli «che invece di educare contestano la Gelmini».

Piccari non è il "solito notista" politico - la frequentazione con il mondo dei partiti risale a qualche decennio fa - bensì la penna più brillante e "provocatoria", se in politica possiamo parlare ancora di sana provocazione, dell'intera provincia riminese.

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