Verso Asfu è il titolo del lungometraggio in cui Lucrezia Frenquellucci, 21 anni, riminese, si ritaglia senza sbavature – accanto all’irresistibile Mirco Gennari - il personaggio della post adolescenziale campionessa di tennis. E’ il mutismo della giovane, incapace di comunicare ed interagire con il mondo che la circonda se non attraverso la troppo invadente madre ed il troppo assente padre, a creare parte del “nocciolo” del film che vede alla regia – complimenti davvero – la misanese Chiara Giannini coadiuvata – ripetiamo i complimenti – da Michele Cotelli, artefice della sceneggiatura.
Verso Asfu (prodotto da Incursioni Urbane e Effetto Notte) non è il classico film sui “mali della civile e moderna società” (tra i quali, appunto, la difficoltà a comunicare) bensì un tentativo di far riflettere lo spettatore sull’intero canovaccio narrativo che dondola, in senso positivo s’intende, tra ricerca della solitudine, rifiuto della solitudine, voglia d’amare, rifiuto dell’amore, comicità non spicciola e battuta a mo’ di Zelig televisivo.
Lucrezia, come è nata la partecipazione a Verso Asfu?
“La partecipazione è nata attraverso un carissimo amico nonché talentuoso regista con cui collaboro da diversi anni, Davide Montecchi, che in Verso Asfu si è in parte occupato del montaggio”.
Avevi già qualche piccola esperienza di palcoscenico, tv, radio?
“Dal liceo mi occupo di teatro ed era, e in parte è ancora, la mia passione. Mi sono avvicinata al mondo cinematografico quando è iniziata la collaborazione con Montecchi; assieme a lui ho girato alcuni interessanti cortometraggi, video musicali e video per discoteche. Ora mi sto interessando al doppiaggio”.
Cosa ti ha convinto del progetto artistico di Verso Asfu?
“La troupe”.
Il personaggio della tennista incompresa ti ha creato qualche problema d'interpretazione?
“Il personaggio in sé no. Ovviamente il fatto che la ragazza nel film fosse muta ha reso le cose più difficili. Non potendo contare sull'utilizzo della parola, ogni emozione deve essere comunicata attraverso il corpo. Non è quindi possibile 'aiutarsi' spiegando tramite voce la sensazione provata. In teatro si lavora insieme al regista finché il risultato ottenuto nell'interpretazione è quello voluto da entrambi. In ambito cinematografico la preparazione è minima e ciò a una ragazza giovane come me e alla sua prima esperienza ha creato, inizialmente, confusione”.
Sei contenta e soddisfatta del risultato ottenuto?
“Sono abbastanza soddisfatta”.
Quali sono i tuoi progetti di vita e professionali?
“Ho intenzione di laurearmi in discipline dello spettacolo e creare una carriera in questo mondo anche dietro le quinte”.
Vorresti fare l'attrice a tempo pieno?
“Per fare l'attrice a tempo pieno bisogna acquisire una determinazione che purtroppo ancora non possiedo. Quando acquisirò la ‘dose’ necessaria per far sì che la recitazione diventi un lavoro e non solo un hobby, studierò per raggiungere anche questo obiettivo”.
Come hanno commentato amici e genitori questa tua "apparizione" sul grande schermo?
“I genitori sono stati entusiasti, soprattutto il papà. Ho scelto invece di non rendere partecipi gli amici più dello stretto indispensabile”.
Per saperne di più sul film, effettonotte.astra@gmail.com
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