Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Lucio Buzzoni - La vita quantunque

Per oltre quarant’anni Lucio Buzzoni - Trento classe 1930 - è stato prima il medico della mutua, poi il medico di base di tre forse quattro generazioni d’italici “malati”. Persona molto colta, pronta alla battuta, incline alle buone letture – negli ultimi tempi della professione, nell’ambulatorio di via Pascoli a Rimini, non era infrequente trovarlo accomodato nella sua bianca sedia con il leggìo a sostenere il volume di turno – in diversi casi, certamente mai dichiarati, ha saputo curare più l’anima del paziente che il male stesso. Sorretto dalla robusta pratica e dall’ascolto dei sintomi (spesso litanie infinite condite da vari ahi, ohi, uhi), prescriveva il farmaco più adatto non senza sottolinearne l’andamento terapeutico in caso d’assunzione –vale a dire ingerito - prima o dopo i pasti. In altri termini, Buzzoni è stato il medico di base più amico che “dottore”, più “filosofo” che clinico, senza mai venir meno alla sua missione, sorretto da una brillante dialettica e dalla riconosciuta capacità diagnostica. Detto ciò, veniamo all’argomento dello scritto: è uscito per i tipi di Panozzo Editore Rimini il primo e fecondo volume di racconti dal titolo “La vita quantunque”. A dispetto di una presunta leggerezza della  trama narrativa, capace comunque di coinvolgere il lettore fino all’ultimo rigo, Buzzoni in realtà affronta temi e ricordi pesanti, analizza presente e futuro con grande profondità e acume. La scrittura che all’inizio appare “di superficie”, all’atto pratico scende come la lama del coltello nel burro, portando a galla anche malinconie (rimpianti?), lucidi affreschi di esperienza vissuta, parentesi nelle quali l’ironia è in costante agguato, come la fiera che in un balzo fa ghiotto boccone l’ignaro cacciatore. Dunque, un bel libro. Gradevole nell’essere affrontato anche nel cuore della notte, quando gli occhi sono più stanchi e la mente vola via rapita da chissà quali sogni. “A cinquant’anni ero preoccupato, a sessanta angustiato e a settanta disperato. Va meglio adesso – ammette Buzzoni – che sto per arrivare agli ottanta (il volume è stato pubblicato nel settembre del 2010, ndr) e sono qui a cercare di capire come sono andate le cose”. “La vita quantunque” raccoglie 18 storie ispirate a momenti di vita, spesso trasfigurati dalla memoria e dalla fantasia… “La rassegnazione – aggiunge l’autore nella postfazione  - è una virtù che ho adoperato poco perché ho sempre goduto ottima salute e mi viene buona adesso che sto infragilendo. E’ stato il nonno ad insegnarmela: Bisogna che ti rassegni – diceva – non puoi fare le schioppettate con il Signore…”. Ad impreziosire l’opera prima contribuiscono le acqueforti firmate da Giammaria Leone Ricciotti.

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