L’ultimo a sparire in ordine di tempo, cancellato durante i lavori di ristrutturazione della villetta, è stato il murales realizzato dall’artista riminese Eron. Valutato oltre 40mila euro - la stima dell’opera consegnata solo ai ricordi è per difetto - il soggetto scelto aveva impegnato Davide Salvadei per tre giorni di lavoro. Misurava 7 metri di base per 3 metri d’altezza e riproduceva, con tutti i dettagli del caso, una scena del celebre “Otto e mezzo” film per il quale Federico Fellini scelse la giovane e splendida Claudia Cardinale. L’allarme contro l’eliminazione dei murales del Borgo San Giuliano di Rimini – i più belli, ispirati alle pellicole del grande regista italiano sono quasi tutti scomparsi sotto l’intonaco dei piccoli cantieri edili – venne lanciato oltre 5 anni fa da Maurizio Bellavista, docente e imprenditore del turismo, autore del volume “Amarcord Tour”. Un appello caduto nel vuoto, poiché lo stesso Bellavista, nel capitolo dedicato al Borgo, formulò la speranza di tornare ad ammirare i murales “grattati via” su pannelli meno costosi, da rimuovere in caso di bisogno dalle pareti delle case. Così non è stato, ed oggi quell’attesa suona più come una sentenza per gli altri dipinti se gli stessi non saranno adeguatamente protetti e preservati dagli stessi borghigiani. Bisogna tornare con la mente al 1994, alla Festa tutta dedicata al Maestro, per comprendere meglio il clima da ubriacatura pittorica scoppiato all’epoca. “Per quell’occasione – ricorda Bellavista – vennero realizzati, da talentuosi creativi locali, oltre 50 grandi pannelli. Pannelli appesi poi nelle vie e nelle piazze; così da suscitare, di lì a poco, “la posa” dei murales che ritraevano scene tratte o liberamente interpretate dai suoi film. I dipinti, trattati in prevalenza sui muri delle abitazioni più vetuste, hanno via via lasciato il posto a tinteggiature di ben altro tipo.
Come non esiste più la Gelsomina-Giuletta Masina della piazzetta Padella. Ed ora, al momento l’ultimo della lista, l’addio al volto della Cardinale. Pur comprendendo le logiche esigenze di rifacimento avanzate dai proprietari dei caseggiati meno eleganti, viene da chiedersi perché quanto ancora visibile non sia valorizzato grazie ad accorgimenti che parrebbero semplici: ad iniziare da una migliore illuminazione e da una favorente segnaletica turistica. Del resto, non lo diciamo noi, i murales del Borgo hanno trovato spazio su importanti giornali e riviste ben oltre i confini della Romagna. Promuovendo Rimini lontani dall’immancabile binomio mare-sole, piada-Sangiovese.
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