Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Cinema, Paolo Pagliarani presenta NON LASCIARMI

NON LASCIARMI

Tre ragazzi. Kathy (Carey Mulligan, vista in “An Education”), Ruth (Keira Knightley, star nei primi tre “Pirati dei Caraibi” nonché interprete in film come “Orgoglio e Pregiudizio” e “Espiazione”) e Tommy (Andrew Garfield, visto di recente in “The Social Network”). Amici da sempre, sin dai tempi della convivenza in una tranquilla scuola di campagna inglese, e tutti e tre con la storia già scritta per loro. Perché Kathy, Ruth e Tommy, così come tanti altri ragazzi, sono stati creati per la donazione degli organi.

Questo struggente e commovente racconto un po’ melò, un po’ fantascienza, è “Non lasciarmi”, diretto da Mark Romanek regista principalmente attivo sul versante dei video musicali, ma che aveva già attirato interesse con l’opera precedente “One Hour Photo”. Il film è tratto dal romanzo dello scrittore Kazuo Ishiguro, adattato dallo sceneggiatore Alex Garland che ha lavorato in diverse occasioni con Danny Boyle (“The Beach” e “Sunshine” tra gli altri) ed è una bella sorpresa perché il racconto è ricco di sensibilità, tocca con profondità e delicatezza temi importanti ed attuali come la bioetica e le ricerche scientifiche e mediche (fino a dove è lecito spingersi?) e scava a fondo nella personalità dei tre interpreti, sostenuti da tre belle caratterizzazioni, a cui si aggiungono, parlando del cast, anche altre presenze come Charlotte Rampling e Sally Hawkins.

Con la voce narrante di Kathy che rievoca la storia e prepara lo spettatore al destino dei tre giovani, “Non lasciarmi” offre il profondo attaccamento alla vita di tre “anime” create dalla scienza, ma non per questo meno umane degli esseri umani, in grado di amare e di voler essere amati, alla ricerca delle proprie “radici” (il “modello” che ha ispirato la loro figura, ossessione principalmente di Ruth) e di una via di uscita che li possa in qualche modo risparmiare dal destino che li attende.

Con la colonna sonora di Rachel Portman delicata quanto il film (solo qualche scena in sala operatoria può risultare più “forte” ma si tratta di brevi attimi), il film di Romanek ha personalità e coraggio nell’affrontare con una certa originalità tematiche che necessitano quanto mai profonde riflessioni e che questo film ha occasione di rinfrescare attraverso alcune precise domande di carattere morale ed etico.

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