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Nando Piccari - Se una mattina mi svegliassi che... E il rospo da ingoiare
Giovedì, Aprile 24, 2014
   
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Nando Piccari - Se una mattina mi svegliassi che... E il rospo da ingoiare

Qualche giorno fa, sulle locandine dei quotidiani locali troneggiava un perentorio «mi ha scelto Silvio». Se è vero che il Cavaliere è “l'unto del Signore”,  a questo punto Lombardi diventa dunque, per la proprietà transitiva, il “bisunto del Signore” verso il quale perfino Renzi deve portare il dovuto rispetto.

Se, putacaso, una mattina mi svegliassi elettore berlusconiano, oltre a prendere appuntamento con un bravo psicanalista, inoltrerei richiesta di danni per il disturbo mediatico arrecatomi dal lungo e inutile tourbillon di ipotesi, verifiche, ricerche di mercato e invocazioni al cielo messe in atto dal PdL locale per capire quale fosse il più attrezzato “esponente della società civile” da candidare. Salvo poi, dopo aver “benedetto” in quel ruolo il laborioso Formica che nel frattempo si era già comprato il vestito da aspirante Sindaco, accettare supinamente che in extremis Berlusconi mandasse tutto a monte con quel “si candidi Lombardi!”

Sarebbe bastato che Berselli e Pizzolante avessero detto: “Gentili elettori, ci corre l'obbligo di informarvi che noi stiamo facendo un gran 'sfunizzo' sulla scelta del candidato solo per darci un tono e fingere di contare qualcosa; ma in realtà dobbiamo aspettare che da Roma ci comunichino cosa avrà deciso il proprietario del nostro partito, il quale ha il vizietto di voler scegliere tutto di persona: dalle candidate a concludere i suoi festini notturni, ai candidati alle elezioni comunali.

Stando a “La Voce”, parrebbe tuttavia profilarsi una clamorosa novità dell'ultimissima ora: è sì vero che Lombardi continua imperterrito ad esibirsi nel ruolo di candidato, come ha fatto ierlaltro sul Carlino, plaudendo alla centesima rilettura in pubblico di un temuccio del presidente della Camera di Commercio contro le amministrazioni di centrosinistra; ma il quotidiano radical-ciellin-leghista giura che invece Bossi, che a “Roma ladrona” oggi conta ben più del Berlusca, avrebbe nel frattempo imposto al PdL di mollarlo per sostenere la candidatura del mio amico Enrico Santini; il quale, forse per l'eccesso di bevute del meraviglioso Batarreo che produce, sta ahilui finendo “pappa e ciccia” con la Lega.

Se invece mi risvegliassi elettore tardo-socialista, armato di coraggio e sfidando una sicura rampogna da parte sua, ardirei dare un consiglio al candidato Sindaco riminese Marco Moretti. Non c'è bisogno di essere scienziati della comunicazione per sapere che una postura a braccia conserte, quale quella che lui ostenta nel manifesto elettorale, segnala un'inconscia volontà di presa di distanza. Se poi si aggiungono il viso corrucciato e lo sguardo severo, il messaggio rischia di diventare: “Lo so che la gran parte di voi non mi voterà, brutti cafoni ignoranti!”

Ho anche pensato a cosa farei se mi svegliassi elettore della Lega: prima di buttarmi dal punto più alto della Rocca di Montefiore, scriverei un'accorata lettera all'on. Piloni da Forlì, scongiurandolo di non dare un'ennesima delusione politica a Lugaresi, il bi-naufrago prima comunista e poi socialista che, a bordo del suo rappezzato “canotto salvarimini”, sta disperatamente cercando di farsi avvistare da una qualche “batana padana” che se lo prenda a bordo. A garanzia del suo “leghismo ante litteram”, mi offrirei di testimoniare che già trentanni fa egli era in grado di produrre una truculenza di pensiero che oggi è vieppiù arricchita dal ricorso ad espressioni quali: «votare (Gnassi) significa non avere capito un cazzo»; «i tanti che nel PD rompono le palle...»; «l'eventuale sfilata di belle fighe sul Lungomare...»; «un Consiglio Comunale zeppo di mediatori, siano puttane o mafiosi».

Se infine mi svegliassi elettore del centrosinistra di Cattolica, munito di una robusta conchiglia para-testicoli mi recherei alla sede del PD per rivolgere una sommessa preghiera: si potrebbe, di grazia, imporre al vincitore delle imminenti primarie di mettere al primo punto del suo programma l'impegno a non farsi più fotografare con le mani in tasca; al contrario di come oggi, invece,  tutti e due i contendenti  si compiacciono di comparire sui muri della città? Va bene essere gli “sboroni di chiara fama” che entrambi non nascondono di essere; ma perché dare l'idea che fare il Sindaco sia come passeggiare, fischiettando e con le mani in tasca?

Post scriptum: il rospo da ingoiare

Nemmeno il tempo di impaginare l'articolo ed ecco che nel centrodestra riminese è cambiato di nuovo tutto. Nel summit finale tenutosi a “Roma ladrona”, infatti, la Lega non solo ha preteso che il PdL defenestrasse Lombardi, che pure già stava esibendo il suo sorriso da candidato Sindaco sui poster elettorali; ma ha anche imposto l'umiliazione di doverlo sostituire con Renzi, l'ex gran capo missino sul quale da mesi, al grido di “mai e poi mai”, si erano riversate le valanghe di sprezzanti anatemi del novanta per cento dei dirigenti pidiellini. “Candidare Renzi sarebbe niente – si era lasciato andare uno di loro un po' di tempo fa – ma ci pensi che disastro se poi vince?” È lo stesso che stamattina ripeteva sconsolato: “è vero che in politica si deve talvolta ingoiare qualche rospo; ma proprio a noi doveva toccare questo rospo di Pini?”

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