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Alessandra Leardini, l'economia "scritta bella chiara"
Giovedì, Agosto 21, 2014
   
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Alessandra Leardini, l'economia "scritta bella chiara"

Alessandra Leardini, caporedattore del primo e unico giornale di settore a livello provinciale, ci svela come è riuscita a coniugare amore, famiglia, lavoro senza mai perdere la bussola della buona informazione

Leardini lei è la prima Caporedattore del primo, e unico, giornale di economia della provincia di Rimini (il mensile TRE). Un ruolo piuttosto impegnativo, specie quando occorre spiegare come funziona il mondo che ci circonda con parole semplici e termini appropriati. Che idea si è fatta del tessuto imprenditoriale locale?

Quello che abbiamo sempre cercato come TRE, e alla fine siamo riusciti a fare grazie alla bravura della nostra squadra di redattori e collaboratori, è spiegare il territorio, la sua economia, le sue risorse e i suoi limiti, con la massima franchezza possibile. Personalmente, in questi oltre cinque anni di lavoro (il primo numero, “costola” del settimanale il Ponte, risale al settembre 2005) ho avuto la fortuna di scoprire e focalizzare molti lati del territorio in cui vivo che prima, nonostante la mia attività di giornalista, avevo solo guardato con superficialità. Una provincia non fatta solo di turismo ma di una miriade di aziende industriali e artigianali per lo più sotto i 10 dipendenti che in molti casi hanno il coraggio di rinnovarsi e rischiare. Con idee creative e singolari. Ma anche un territorio dove i giovani laureati - ed è un problema che sento molto - faticano spesso a trovare un impiego consono al proprio piano di studi. Perché? E' da cinque anni che cerchiamo di scoprirlo. Le imprese dicono che “certe figure professionali non si trovano”, dall'altra - e sono le stesse indagini annuali Excelsior promosse da Unioncamere nazionale riferite alla provincia di Rimini - che su 100 assunzioni non stagionali, nel Riminese ne sono previste appena 8 per i laureati (11 è la media regionale, 12 quella italiana). C'è qualcosa che non quadra in questa mancanza d’incontro. E l'Università dov’è? Stesso problema: dalle aule ti dicono che la ricerca si fa, al servizio delle imprese. Queste ultime però, nelle varie visite che TRE fa nelle aziende dal 2005, lamentano come i rapporti con il Polo di Rimini siano carenti se non nulli. Chi ha ragione? La crisi, certo, ci ha messo lo zampino ma, come ripetutamente sottolinea il nostro direttore, Primo Silvestri, già prima dello scoppio della bufera il territorio possedeva pochi anticorpi - al di là del turismo stagionale - per rimanere in buona salute.

Rimini capitale del turismo di massa, Rimini nuova frontiera della cultura, Rimini città dei congressi, Rimini baluardo della destagionalizzazione. Su quale definizione “economica” crede sia più opportuno investire in termini di cervelli e idee?

A mio parere, il turismo di massa, quello della spiaggia, del mare, delle discoteche e del divertimento non regge più. Con tutte le alternative disponibili, i voli low cost che ti portano dall’altra parte del mondo, il vecchio modello va integrato. Buona la politica della destagionalizzazione che tanto è divenuta di moda ed è stata pubblicizzata dagli enti pubblici al ritmo di slogan. Poi però che succede? Che il Palacongressi a Rimini non apre e che il Grand Hotel pensa di chiudere in inverno. Il vero problema è un altro e in questo parlo anche da figlia di un ex albergatore riminese, che a suo tempo non ha voluto ereditare l'attività di famiglia: ci sarà pure un motivo se oggi oltre la metà degli hotel riminesi sono in affitto! Colpa di giovani che mancano di coraggio? Forse, e qui mi sento chiamata in causa. Ma credo sia altresì colpa di un territorio che non ha saputo abbellirsi, cambiare il volto del suo lungomare (mi riferisco ovviamente al capoluogo), investire in progetti innovativi (dobbiamo aspettare il Piano Strategico?), dotare la città di parcheggi interrati come ha fatto Riccione. Insomma, fare di Rimini una città attraente dove non ci si debba per forza adeguare ad una gara al ribasso per conquistare con prezzi stracciati il turista di turno. Tornando alla domanda, direi che cervelli e idee andrebbero investiti in concorsi non solo per il lungomare, ma anche per parchi ed edifici, eventi e spettacoli da una parte all’altra della provincia gestiti in sinergia e senza rivalità, più lavoro di squadra con l’entroterra magnifico che ci ritroviamo e che in pochi tra turisti e residenti conoscono, e soprattutto una comunicazione più efficace, a partire da internet.

Crisi dell’industria, cassa integrazione selvaggia, forte emorragia di posti di lavoro, caporalato, artigianato a rischio d’estinzione, microimprese senza fondi, sistema bancario sempre più scricchiolante, furbetti della finanza creativa. Esiste un’idea di economia reale nel Riminese oppure siamo destinati ad assistere al lento declino di ogni impresa, anche le più gloriose?

L’elenco delle cose che non vanno, cui aggiungerei anche la piaga del lavoro nero e gli scandali che ci sono stati nell’ultima estate (bella pubblicità per la Riviera!) potrebbe allungarsi ulteriormente. La redazione di TRE da sempre guarda, per così dire, al “bicchiere mezzo vuoto”: spesso ci accusano (non di rado dagli enti pubblici) di essere troppo critici, di sottolineare più quello che non va di quanto di positivo viene fatto. In realtà molto influisce la convinzione (e qui il direttore Silvestri ci ha fatto scuola) che le risorse esistono ma non sono adeguatamente sfruttate e valorizzate. Le idee per l’economia e lo sviluppo da parte di enti pubblici, associazioni di categoria, terzo settore, organizzazioni sindacali, non mancano ma la mia impressione è che ancora ogni parte “scarichi” sulle altre, aspetti che qualcosa venga fatto dall’altra parte. Un anno fa TRE lanciò una proposta per dare un piccolo, simbolico contributo al problema della disoccupazione dei giovani laureati: offrire un posto in un ente pubblico o realtà privata o semi-privata, per almeno un anno, a mille neo-laureati a 1000 euro netti mensili con contributi a carico degli enti pubblici che avrebbero aderito all’iniziativa. Molte delle realtà interpellate si mostrarono d’accordo ma poi l’idea cadde nel vuoto. Oggi il direttore di TRE sta spingendo per portare a Rimini un incubatore di impresa, una filiale di una realtà già operante nel Veneto a sostegno di chi desidera avviare un’impresa e ha bisogno di sostegno. Il direttore dell’incubatore veneto si è detto disponibile. L’opportunità sarebbe creare una piattaforma mondiale per prodotti e servizi innovativi nel settore turistico, a beneficio di imprese, lavoratori, territorio in genere. Per aprire una filiale a Rimini servono 500mila euro di investimento iniziale e una sede di 150 mq. Qualcuno avrà il coraggio di raccogliere la sfida?

Come vede dal suo osservatorio speciale la crisi - pare inarrestabile - del sistema economico sammarinese?

La crisi del Titano ci preoccupa fortemente per la consistente mole di lavoratori frontalieri riminesi che ne hanno già fatto, o ne faranno le spese. Ai Centri per l’Impiego della provincia sono già arrivati ad ingrossare le file dei cerca-lavoro. Rappresentano l’ultimo anello di una catena che oggi vede pure a San Marino un crescente numero di aziende in fallimento. E la fuoriuscita dei capitali dalle banche per effetto dello scudo fiscale e del continuo potenziamento dei controlli e delle misure contro il segreto bancario, ha dato per così dire il “colpo di grazia”. E' pur sempre un paese ancora nella “black list”. Di certo, il fatto che lo scudo fiscale sia costato a San Marino 5 miliardi di euro la dice lunga su quale fosse la situazione finanziaria prima.


In più di un’occasione TRE e la trasmissione tv ad esso collegata, si è occupato di Green Economy: con modalità espositive chiare, linguaggio avvicinabile… eppure il nostro territorio sembra refrattario a questo tipo d’innovazione anche culturale. Il suo parere?

Le ultime classifiche parlano chiaro: la nostra provincia ultima in regione a fine 2010, secondo dati GSE elaborati da Ubisol, per energia fotovoltaica installata. E’ solo un esempio di come il Riminese sia ancora refrattario alla green economy che, pure, a detta degli esperti, rappresenta una delle maggiori opportunità di sviluppo e lavoro già oggi. Sono soprattutto le aziende che investono nelle energie da fonte rinnovabile ad avere assunto in piena crisi. Ubisol, nata da “Nuove Idee nuove imprese” è un esempio lampante. A mio parere ci vorrebbero più stimoli e incentivi: perché non premiare il cittadino o l’impresa che vuole installare un impianto termico o fotovoltaico consentendogli di modificare o ampliare dove possibile, la sua vecchia abitazione? Perché non semplificare l'iter che in alcuni comuni, come denunciato da TRE, resta ancora macchinoso e lungo? Un cittadino, non convinto fino in fondo, si scoraggia quando deve passare da un ufficio all'altro… Ci sono poi altri aspetti, come la raccolta differenziata, che in qualche modo vanno ancora più incentivati, magari con un premio in bolletta. In certi comuni in cui hanno aumentato la percentuale destinata al riciclo, la Tarsu nel 2011 è destinata addirittura ad aumentare!


Il progetto editoriale di TRE è sicuramente stimolante, ben confezionato, ricco di spunti ed argomenti ma il giornale non arriva in tutte le case dei riminesi che, invece, avrebbero bisogno di molte “lezioni” di microeconomia o spicciol-economia (mi perdoni il termine). In cantiere c’è qualche progetto per contribuire meglio alla sua diffusione?

TRE è un progetto editoriale che è nato da il Ponte, dunque viene inviato come supplemento a tutte le famiglie che sono abbonate al settimanale, attualmente oltre ottomila nuclei, residenti in tutta la provincia e nei territori limitrofi (parte della provincia di Forlì-Cesena con la Valle del Rubicone, ad esempio). In più TRE arriva ogni mese gratuitamente alle maggiori 1.500 imprese della provincia di Rimini tramite una collaborazione con la Camera di Commercio riminese, nostra inserzionista. Imprese dove la rivista è a disposizione, ovviamente, di tutti i dipendenti e non solo. E’ possibile abbonarsi solo a TRE come hanno fatto tutte le associazioni di categoria presenti sul territorio inviando alla nostra segreteria decine di indirizzi . Lo stesso fanno le realtà pubbliche e private inserzioniste o che collaborano con TRE a determinati progetti, le quali non di rado hanno chiesto di poter inviare il giornale a soci, clienti, dipendenti. C’è poi la presenza in tutte le edicole della provincia, a partire da ogni primo venerdì del mese. Insomma, la distribuzione è capillare! Il sito internet è attualmente in fase di costruzione (nell’attesa il direttore Silvestri ospita una parte degli articoli degli ultimi numeri in una sezione apposita del suo blog www.riminifuturo.it) mentre per aumentare la risonanza dei temi trattati e del prezioso lavoro svolto dai nostri giornalisti, ci siamo allargati al piccolo schermo. Su Icaro Tv (canale 91 DDT) è in onda ogni giovedì alle 21 il talk show da me condotto: riprende alcuni degli argomenti trattati nella versione cartacea con la partecipazione di alcuni ospiti in studio tra amministratori, imprenditori, banche, associazioni di categoria e gente comune. Un ulteriore e importante modo per far conoscere il giornale ai più “distratti!.

Nella vita di tutti i giorni mette sempre in pratica quanto racconta o scrive attraverso TRE?

Definirei TRE un giornale sempre e continuamente proteso verso un “mondo migliore”. Talvolta, forse, può apparire più incentrato, più “ideologico” nel seguire certe “battaglie” che non nell’inseguire l’onda delle notizie. E’ la mission che da sempre ci siamo dati, spronati dal nostro direttore editoriale, Primo Silvestri, e da quello responsabile dei contenuti pubblicati, Giovanni Tonelli. Mettere sempre in pratica quello che raccontiamo e che vogliamo incentivare o migliorare con le nostre inchieste, non è quindi facile! Talvolta (e lo dico con un sorriso!) mi trovo pure in contrasto con mio marito che lavora in banca per alcune cose che ci troviamo a denunciare nelle pagine dedicate alla gestione del risparmio! Quello che invece ho sempre seguito come una bussola è la nostra rubrica, la Borsa della spesa: confronta i prezzi di un paniere di prodotti nei principali supermercati della provincia. Mi muovo in base alla convenienza. Quanto a Skype, l’ho scoperto proprio grazie al mio primo articolo su TRE, nel lontano settembre 2005! Sul fronte inquinamento e risparmio energetico, ahimè, devo ancora perfezionarmi: difficilmente rinuncio all’auto e l’impianto fotovoltaico non riuscirò a farlo neanche nella casa che io e mio marito stiamo costruendo. Non c’è spazio sul tetto, ci hanno detto…

31 anni, laureata in Scienze della comunicazione a Bologna nel 2004, giornalista pubblicista, lavora al settimanale il Ponte dal 2000. Caporedattore di TRE dal settembre 2005, dall’ottobre 2008 conduttrice del talk show d’approfondimento “TuttoRiminiEconomia” su Icaro Rimini Tv (canale 91 DDT). Ha lavorato per il Premio Ilaria Alpi. Collabora con Repubblica, Rimini In Magazine. Agenzia di stampa SIR. Sposata con Filippo e mamma di un bambino di 3 anni, Nicola.

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