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Violenza sulle donne, un bollettino di guerra
Domenica, Settembre 21, 2014
   
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Violenza sulle donne, un bollettino di guerra

Un omicidio, violenza sessuale e psicologica, stalking, traumi cranici e contusivi, escoriazioni, fratture, algie. E poi episodi di ansia, disturbi alimentari, depressione, stress post-traumatico, pensieri suicidari. È un bollettino di guerra quello diramato dallo Sportello Dafne dell’Ausl di Rimini, un servizio a cui si rivolgono le donne che subiscono violenza fisica e psicologica. Diretto da Maria Maffia Russo, lo Sportello nel 2010 ha preso in carico 286 donne, di cui 152 (pari al 53 per cento) sono italiane, 134 sono straniere (di 36 nazionalità diverse), con un’età media di 37 anni. 95 hanno un titolo di studio (dalla formazione professionale alla laurea) ma, nonostante ciò, sono 166 le donne che hanno reddito assente o comunque insufficiente.

Il titolo di studio delle donne che subiscono violenza non è un dato secondario: «Capita spesso che queste donne abbiano un grado di scolarità più alta di chi usa loro violenza, e questo, dentro la coppia, porta il maschio a rivendicare la sua superiorità ed il suo potere con la forza fisica, picchiando o abusando sessualmente, oltre alle angherie psicologiche – spiega la dottoressa Russo –. Vi è, da parte dell'uomo, l'incapacità a comunicare, se non con la violenza».

L’autore dell’abuso è, nella stragrande maggioranza dei casi, una persona conosciuta dalla vittima di violenza. In 119 casi (il 69 per cento) si è trattato del partner o del coniuge, in altri 33 casi (il 19 per cento) dell'ex, quindi figli o parenti (11 casi), datori di lavoro (3), amici o conoscenti (3). Nei 12 casi in cui l'autore di violenza è un estraneo, si è trattato quasi sempre di violenza sessuale. L'età media dell'autore di violenza (nei 169 casi rilevati) è di 44 anni, nel 58 per cento dei casi è italiano, nel 76 per cento dei casi è stabilmente occupato e con buona retribuzione (trasversali i mestieri: dall'operaio al commerciante, dal professionista all'albergatore...).

In questa situazione così desolante, emerge un dato positivo: «Per quanto riguarda lo stalking – dice la dottoressa Russo – se il fenomeno è stato sempre in crescita fino al 2009, nel 2010 si è verificata una flessione, legata secondo la nostra interpretazione, alla relativa legge che prevede anche l'arresto e l'ammonimento. Questo ha creato un effetto deterrente che ha aiutato non poco le donne».

Per stalking si intende il comportamento persecutorio dell’autore della violenza nei confronti della sua vittima, che viene molestata in maniera assillante con continue minacce, pedinamenti, appostamenti, sms, e-mail, lettere anonime. Questi comportamenti dal 2009 anche in Italia sono diventati perseguibili per legge.

Un altro dato positivo riguarda la rete che si è creata attorno allo Sportello Dafne. «Uno degli aspetti peculiari e più importanti del nostro lavoro contro la violenza sulle donne – spiega Maria Maffia Russo – risiede nella proficua collaborazione che siamo riusciti a instaurare con tutti i servizi aziendali che possono essere collegati al tema (da quest'anno si è stretto profondamente anche il rapporto con la Ginecologia ospedaliera), ma anche con le forze dell'ordine, e nella formazione che noi svolgiamo a questi soggetti. Ogni anno, grazie ai finanziamenti della Regione Emilia Romagna, vengono svolti quattro seminari formativi. E vediamo con chiarezza che queste iniziative portano risultati e nuovi accessi alla rete».

Ancora molto c’è da lavorare per quanto riguarda le donne straniere che si trovano nel territorio riminese. Secondo i dati dello Sportello dell’Ausl, infatti, «le donne che riescono ad uscire, anche con il nostro aiuto, dalla situazione di violenza, sono soprattutto italiane, poiché hanno più strumenti per farlo, per rendersi autonome. La rete parentale e dei contatti da questo punto di vista – afferma la dottoressa Russo – è fondamentale». Occorre dunque potenziare la comunicazione nei confronti della donne straniere che vivono a Rimini affinché sappiano che esiste una rete di aiuti che può intervenire in loro soccorso se hanno subito o subiscono violenza.

A questo proposito va ricordato che la Provincia di Rimini sta lavorando da tempo per l’apertura di una casa in cui possano essere ospitate, in sicurezza, le donne maltrattate che vogliono sfuggire, spesso con i figli, a un uomo violento, e non hanno un posto in cui andare. Il progetto sembra sia finalmente in dirittura d’arrivo.

Per quanto riguarda lo Sportello Dafne, i progetti per il 2011 riguardano la creazione di gruppi terapeutici per le donne (da fine marzo) e la formazione anche per medici di famiglia e pediatri (già iniziata e ha portato alla segnalazione, da parte dei medici, di tre situazioni di violenza).

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