In questo 2011 si festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, e il periodo del Risorgimento torna in primo piano. Un’epoca storica fondamentale per la costruzione dello stato unitario, in cui si sono distinti migliaia di personaggi, tra cui non sono mancati i riminesi. E proprio “I riminesi nel Risorgimento” è il titolo del libro di Giancarlo Parma appena pubblicato da Panozzo Editore.
Nel volume (220 pagine, 14 euro), l’autore ricostruisce le vicende italiane partendo dall’epoca napoleonica e, per ciascuno degli anni ripercorsi in ordine cronologico (dal 1830 al 1874) trovano spazio le informazioni, molte o poche a seconda dei casi, dei protagonisti romagnoli dei piccoli e grandi episodi che hanno costellato il Risorgimento italiano.
Il libro di Giancarlo Parma, studioso riminese appassionato di questo periodo storico, punta il suo fascio di luce anche su alcuni fatti che si sono svolti proprio sul nostro territorio.
Ecco allora il “Proclama di Rimini”, lanciato dal re di Napoli Gioacchino Murat nel 1814, la “Battaglia delle Celle” del 1831 contro gli austriaci e la rivoluzione del 23 settembre 1845 ad opera di Pietro Renzi.
Tra i personaggi che hanno lasciato il segno nella storia della nazione, Parma ricorda anche i protagonisti di microstorie significative. Esempio illustre di questi episodi è l’invio del telegramma con cui Giuseppe Garibaldi rispose al re “Obbedisco”, fermando la sua avanzata in terra trentina. Il giovane volontario che si occupò materialmente della spedizione della missiva fu Olmeda Bilancioni, originario di San Giovanni in Marignano che, il 9 agosto 1866, spedì da Bezzecca la comunicazione dell’eroe dei due mondi al re.
Un nome forse più noto ai riminesi è quello del concittadino Enrico Serpieri. «Di Rimini, studente in medicina a Bologna, fa parte della Legione Pallade (organizzazione patriottica universitaria) – scrive Parma – risulta tra i giovani che il 20 febbraio 1831 assaltano la carrozza che aveva a bordo il cardinale Benvenuti; è arrestato ad Ancona e avviato a Bologna. Partecipa il 25 marzo 1831 alla battaglia delle Celle a Rimini. Poi esula a Marsiglia: espulso dalla Francia si rifugia a San Marino».
La vita avventurosa di Serpieri viene puntualmente raccontata nel volume, così come quella di tanti altri personaggi che trovano spazio anche nel “Dizionario dei patrioti riminesi” posto nelle ultime pagine del libro.
Tra i tanti, si possono citare i vari membri della famiglia Albini di Saludecio, Filippo Binotti, Francesco Galli, Giovanni Giuglini, Andrea Lettimi, Innocenzo Martinini, Andrea Alarico e Luigi Ripa di Verucchio, Raffaele Tosi, Giovanni Venerucci… Mentre, tra le pochissime donne ricordate, figurano le riminesi Antonina Pivi, Margherita Rossi e la contessa Maria Ruffo. Quest’ultima, trasferitasi a Firenze, trasformò la sua casa in centro di liberali e, nel 1845, di esuli riminesi e romagnoli.
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