Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Cinema, Paolo Pagliarani presenta IL DISCORSO DEL RE

IL DISCORSO DEL RE

Il Re è nudo… Pardon, balbuziente. L’handicap mette in crisi il neo sovrano d’Inghilterra Giorgio VI (Colin Firth), salito al trono dopo la rinuncia del fratello maggiore Edward (Guy Pearce), che molla la corona per l’amata Wally Simpson. Ma come parlare alla nazione se la favella zoppica e l’esitazione nel parlare regna… sovrana? Per fortuna c’è la consorte Elizabeth (Helena Bonham Carter) che con pazienza e dedizione, da vera moglie fedele in tutto e per tutto, scova l’uomo giusto, anche se decisamente bizzarro per i canoni reali, il logopedista Lionel Logue (Geoffrey Rush) che aiuterà il monarca a trovare la strada giusta per pronunciare il necessario ed atteso discorso alla nazione desiderosa di ascoltare la voce del proprio leader all’inizio della guerra che avrebbe messo a dura prova la solidità del popolo britannico.

“Il discorso del re” racconta questa vicenda, tracciando l’esperienza intima del Duca di York Albert, detto “Bertie”, poi Re e padre della futura ed attuale sovrana del Regno Unito, la Regina Elizabetta II. Diretto da Tom Hooper, regista sconosciuto al pubblico italiano (sempre che non abbiate incrociato in DVD il suo “Il maledetto United”) e scritto (bene) da David Seidler che nel suo curriculum vanta una perla come “Tucker” di Francis Ford Coppola, “Il discorso del re” è stato protagonista dell'ultima notte degli Oscar grazie alle dodici nomination raccolte.

Il film è bello, scorrevole, interessante, recitato benissimo (in quel ben di Dio di cast si aggiungono anche Timothy Spall, Derek Jacobi e la veterana Claire Bloom) e presenta la sofferenza e le difficoltà di un uomo chiamato a regnare in “fretta e furia” ma bloccato nel parlare,  procedura fondamentale in un tempo in cui lo schermo televisivo aveva ancora da nascere.

Con spruzzate ironiche, dovute all’ eccentricità di Logue, per nulla intimorito dalla regalità del paziente, e con un rapporto sempre più intenso, certo non privo di difficoltà e di incomprensioni, tra i due, ecco la rappresentazione di un crescente clima di fiducia che porterà il Re davanti all’odiato microfono della BBC, per l’atteso “speech” tra i sempre più furiosi venti di guerra. Per chi non crede più nell’ “arte del parlare” e pensa di risolvere tutti i problemi di comunicazione con Facebook…

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