Fino ad oggi, lo ammettiamo candidamente, non conoscevamo Davide Montecchi. Vive a New York dove lavora come regista di video musicali, collaborando altresì con la casa di produzione Vicart Entertainment. La sua attività ci viene segnalata da Lucrezia Frenquellucci, giovanissima e talentuosa attrice riminese (di lei abbiamo già parlato nella presentazione del lungometraggio Verso Asfu firmato da Chiara Giannini e Michele Cotelli) che ritroviamo, piacevolmente, impegnata in una nuova avventura ben lontana dalle prove precedenti, quasi sprofondata nel suo incubo peggiore.
“Che dire di questo lavoro? Sono sempre un po' in difficoltà – dice Montecchi - a parlare dei miei video, soprattutto quelli che, come questo, sono piu' vicini a me e che non nascono da commissioni esterne o da soggetti altrui. Mi piacerebbe cavarmela come David Lynch, che descrive il suo ultimo, complicatissimo film, con poche parole ‘E' la storia di una ragazza in pericolo, una ragazza che vive in una casa isolata, fuori citta'... i suoi genitori non sono lì, lei è sola e si prepara per andare a dormire, ma si accorge che qualcuno la sta guardando... Sono da sempre interessato alla struttura apparentemente caotica dei sogni e degli incubi e questo video è un tentativo di ricreare quel ‘caos ordinato’ dove particolari apparentemente insignificanti e banali, radicati però nelle nostre paure più intime, hanno il potere di immergerci in un’angoscia profonda: spaventare, quindi, ma senza sangue o violenza. L'orrore è la normalità. A tal proposito, ho trovato una compagna di lavoro ideale in Lucrezia, che riesce a tradurre visivamente le mie idee in espressioni ed emozioni”.
Le maggiori influenze stilistiche vengono dal Lars Von Trier di Antichrist. “Mi ha molto colpito in quel film – continua Montecchi - il suo utilizzo della voce fuoricampo, così ipnotica e profonda. Poi, ovviamente Lynch per le atmosfere, Kubrick e Greenaway per la composizione geometrica e fredda delle immagini, Fellini per la sua capacità di rendere onirico il quotidiano. Mi piace molto curare direttamente la fotografia e il montaggio dei miei lavori, mi diverte e rende più veloce tutto il processo. Qualsiasi operatore, anche il più bravo e sensibile, non sarà mai nella tua testa. Molte idee possono nascere in questa sede; è fondamentale per me avere il controllo completo su tutto il materiale”.
Il corto ora è in post-produzione (finito il montaggio, Montecchi sta ritoccando i colori e curando la parte audio)e si intitolerà “Poi Claudia gridò”. Sarà completato per fine giugno.
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