Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Occhio all'arte, culto e leggenda al Santuario di Bonora

 


Il Santuario della Madonna di Bonora può essere definito il luogo di culto mariano più famoso del Riminese, è infatti meta di numerosi pellegrinaggi per i miracoli compiuti.

 


L’oggetto di devozione è l’immagine della Madonna che allatta il piccolo Gesù. Il culto della Vergine Maria è presente nella liturgia della Chiesa da sempre, fin dalle origini del Cristianesimo proprio perché rappresenta una mediazione tra Dio e l’umanità, figura di intercessione con Gesù Cristo. Diventa, poi, ancora più umana, in quanto mamma, intenta ad allattare il proprio bimbo.

La tradizione racconta una storia veramente molto affascinante….

Agli albori del 1400 un eremita laico, un certo Bonora Ondidei  di Levola di Montefiore Conca, si ritirò in preghiera sul Monte Auro. Abitò in una piccola casetta con tre stanze, una delle quali era adibita a cappella, affrescata con immagini della Vergine Maria. Il 7 ottobre 1409, lo stesso Bonora donò tutti i suoi averi ai frati Francescani; poi l’edificio passò alle monache di S. Maria Maddalena fino al 1798. Quando nel 1834 il parroco di Montefiore decise ristrutturare l’edificio successe un evento davvero suggestivo: ad ogni colpo di martello, il muratore chiamato a staccare l’immagine, perdeva la vista per riacquistarla non appena deponeva gli attrezzi.

I lavori furono bloccati e l’immagine rimase per sempre lì, nel suo posto originario e attorno a Lei fu costruito il santuario. All’ingresso laterale dell’attuale santuario troviamo un affresco realizzato da Brici di Rimini, raffigurante Bonora in preghiera davanti al dipinto della sua Madonna.

L’immagine della Madonna appartiene probabilmente alla scuola giottesca Riminese, anche se nel corso degli anni è stata inevitabilmente oggetto di ritocchi. La Vergine, serena e dolce, assorta nei propri pensieri, stringe maternamente Gesù a sé e lo allatta. La sua candida pelle è evidenziata dal manto azzurro che copre la veste rossa damascata con una stella raggiante sul petto. Entrambi indossano una regale corona esaltata dalla cornice che contorna il magnifico dipinto.

La pala d’altare dell’altare Maggiore del Santuario, è costituito dall’antico muro su cui è dipinta la Madonna di Bonora, inquadrato da due colonne dorate e scanalate, su cui si imposta un arco che racchiude in sé questa preziosa immagine. L’altare è sormontato da una cupola dorata, con un bordo di gigli stilizzati e mazzi di rose. I gigli sono il simbolo della purezza, innocenza e verginità della Madonna; mentre le rose rappresentano la coppa che raccolse il sangue di Gesù, chiara allusione alla maternità della Vergine.

Milena Franca, laureata all’I.S.I.A. – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche – di Faenza, insegna dal 1999 nelle scuole superiori, i primi anni grafica pubblicitaria, poi Disegno e Storia dell’Arte nei Licei Scientifici. Da cinque anni è docente di ruolo al Liceo Scientifico di Riccione.

E' una nuova collaboratrice del sito www.quiriviera.com. Grazie a lei impareremo a conoscere alcune opere del nostro territorio che nella lettura "complessiva" forse sfuggono un po'.

 

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO CLICCANDO SULL'ALLEGATO QUI SOTTO

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