La decollazione del Battista durante il Banchetto di Erode ha affascinato molti pittori: ricordiamo Donatello, Caravaggio, Rubens, Moreau e tanti altri… L’episodio, tratto dal Nuovo testamento, narra la morte di Giovanni Battista per ordine di Erode Antipa che prima lo fece imprigionare, poi decapitare. Ma partiamo dall’inizio… Giovanni Battista si era inimicato il re e la sua amante, condannando pubblicamente Erode per cattiva condotta, poiché conviveva con Erodiade, moglie di suo fratello Filippo. Un giorno Erode diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno, invitando tutta la corte e la bellissima Salomè, figlia di Erodiade, si esibì davanti ai commensali. Erode rimase talmente ammaliato e compiaciuto che disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò” “fosse pure metà del regno”. La fanciulla, su istigazione della madre, chiese la testa del Battista. A quel punto, Erode, per la promessa fatta davanti a tutti, ordinò la decapitazione.
La decollazione del Battista di Claudio Ridolfi detto il Veronese (1620) si trova presso la Chiesa di San Biagio a Saludecio.
Qui il banchetto è relegato in un angolino in alto a sinistra; lo sfondo è scuro, così com’era tipico della pittura barocca, con lo scopo di far risaltare la scena. Il soggetto principale è l’agghiacciante atto del taglio della testa: Giovanni Battista è riverso a terra, legato, il sangue sta ancora sgorgando dal suo collo. L’aguzzino trionfante è sopra di lui, con il trofeo in mano: la testa. Non è una testa appoggiata sul vassoio, secondo la tradizione iconografica, ma ci sta guardando in modo davvero raccapricciante, sembra ancora viva. Chiaro è il richiamo della tela di Caravaggio “Davide con la testa di Golia”, dipinta nel 1610, ora conservata alla Galleria Borghese di Roma. Il Battista, di solito, veniva dipinto con gli occhi chiusi. In questa tela, invece, ci colpisce immediatamente, la crudeltà del momento: la decapitazione è avvenuta e la guardia innalza in alto la testa ancora viva, che ci sta guardando per farci partecipi della tragedia che si è appena consumata. Sullo sfondo, a destra, la bellissima Salomè, con il vassoio in mano. Sulla nostra sinistra, un soldato romano osserva perplesso la scena.
Giovanni Battista, morto a terra, presenta i tipici simboli iconografici che lo contraddistinguono: un mantello rosso, segno del martirio e una croce a cui è legato un nastro con la scritta Ecce Agnus Dei, Ecco l'agnello di Dio, frase da lui pronunciata.
Claudio Ridolfi, figlio del Conte Ridolfi, studiò prima a Verona, poi a Venezia sotto Paolo Veronese. Si stabilì ad Urbino, esattamente a Corinaldo, dove rimase per tutta la sua vita.
Alcuni esempi di decollazioni dipinte da altri artisti:
Caravaggio - Davide con la testa di Golia” – 1610
Caravaggio - Salomè con la testa del Battista- 1607-1610
Donatello – Banchetto di Erode – 1423
Pieter Paul Rubens – Festino di Erode – 1630
Gustave Moreau - Salomè con la testa di S. Giovanni Battista, 1890-98
Andrea Solario – La testa del Battista - 1507
Milena Franca, laureata all’I.S.I.A. – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche – da cinque anni è docente di ruolo al Liceo Scientifico di Riccione.
Da alcuni mesi è una nuova collaboratrice del sito www.quiriviera.com. Grazie a lei impareremo a conoscere alcune opere del nostro territorio che nella lettura "complessiva" forse sfuggono un po'.
Twitter
Del.icio.us
Badzu
Googlize this
Facebook















