Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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La Fondazione Fellini "non spegne le luci" sul Maestro

«Vorrei rassicurare la città che la Fondazione Fellini continua a lavorare per tramandare la memoria storica del Maestro». Così Vittorio Boarini, direttore dell’associazione dedicata al regista riminese, chiude le polemiche sulla difficile situazione economica, snocciolando una lunga serie di progetti in cui la stessa è attualmente impegnata. In primo luogo l’accordo recentemente raggiunto con la Teche Rai, grazie al quale alla Fondazione riminese sarà depositata copia del materiale audiovisivo relativo a Federico Fellini affinché sia conservato e utilizzato per la consultazione di studiosi e ricercatori.

Si tratta di un enorme patrimonio, sia per quanto riguarda la quantità sia per la qualità. Sono infatti molte centinaia di servizi televisivi, una parte dei quali mai andata in onda, per cui è possibile che affiorino nuove informazioni e nuove chiavi di lettura sull’opera e la vita del regista riminese. All’accordo con la Rai ne seguirà un altro altrettanto importante con Cinecittà Luce, la cui trattativa è ancora in corso.

Mostre e pubblicazioni sono gli altri settori di attività e collaborazione della Fondazione Fellini. Riguardo le mostre, si è da poco conclusa l’esposizione parigina “Fellini, la Grande Parade”, che è stata visitata da oltre 450 mila persone. La medesima esposizione, modificando il nome e con nuove sezioni, è arrivata al MAMbo, Museo di arte moderna di Bologna, col titolo “Fellini, dall’Italia alla luna”. Visitabile sino al 25 luglio, la mostra è curata da Sam Stourdzé e analizza la nascita e lo sviluppo del mito felliniano, mettendo in evidenza la capacità del regista di cogliere immagini dal mondo reale per trasformarle in icone della contemporaneità. Basti pensare alla divina Anita Ekberg mentre si bagna nella fontana di Trevi… In mostra a Bologna si trova anche un inedito manifesto di Andrea Pazienza dedicato al film “La città delle donne”. Del manifesto, di grandi dimensioni, ne esistono solo due copie, una delle quali sarà donata alla Fondazione riminese. L’esposizione “Fellini, dall’Italia alla luna”, dopo la tappa nella città emiliana, si sposterà a Madrid.

«Fellini era geniale cineasta, grande scrittore, apprezzato disegnatore… - dice Boarini -. Nessuno è riuscito, come lui, a produrre indimenticabili capolavori e contemporaneamente ad essere popolare». Questi i motivi del profondo interesse che in tutto il mondo riscuote il regista riminese, a diciassette anni dalla sua scomparsa. Ecco allora che la Fondazione a lui dedicata sta organizzando altre tre esposizioni, una a Tokyo, una a Seul e una nella più vicina Ginevra, curata insieme a un’associazione elvetica (anch’essa intitolata al Maestro) che intende mettere in mostra materiale e disegni raccolti dal suo aiuto regista Gerard Morin.

Tra le pubblicazioni fresche di stampa, merita una segnalazione il volume “Mezzo secolo di Dolce Vita” che raccoglie gli atti del convegno riminese del 2008 dedicato al film. Domenica 28 marzo il volume è stato presentato a Bologna, a margine della mostra al MAMbo, da Vittorio Boarini. Dopo la presentazione altresì proiettato il documentario “Noi che abbiamo fatto La dolce vita”, ideato da Tullio Kezich, girato da Gianfranco Mingozzi e prodotto dalla Fondazione Fellini insieme a Raisat, in cui sono riportate le interviste dei protagonisti del film, a cinquant’anni dalla sua uscita nelle sale. “Mezzo secolo di Dolce Vita” riunisce riflessioni e memorie sul capolavoro del cinema italiano, con saggi di Sergio Zavoli, Gianfranco Mingozzi, Gianni Rondolino, Francesco Lombardi, John Francis Lane, Irene Bignardi, Virgilio Fantuzzi, Maurizio Giammusso, Gino Zucchini, Fabio Rossi, João Bénard da Costa, Jean Gili, Ellen M. Harrington, Román Gubern. L’edizione è bilingue, in italiano e inglese. La cura editoriale è di Giuseppe Ricci, responsabile degli archivi della Fondazione Fellini.

In libreria tra qualche settimana arriverà il poderoso volume (700 pagine) “La dolce vita raccontata dagli archivi Rizzoli”, curata dalla Fondazione riminese in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. Si tratta di una preziosa raccolta di ritagli di articoli riprodotti in un volume completamente illustrato dove emergono indiscrezioni, scandali, querelle culturali, risvolti psicologici e di costume legati alla realizzazione del film. Il libro è il terzo risultato di un progetto editoriale dedicato ai film del Maestro, basato sul recupero di materiale proveniente dalla Cineriz (la casa di produzione fondata da Angelo Rizzoli nei primi anni Cinquanta), oggi conservato presso la Biblioteca “Luigi Chiarini”. Il primo volume pubblicato nel 2005 è dedicato a “Giulietta degli spiriti”, il secondo, del 2008, a “8 e ½”. I curatori di tutti e tre i volumi sono Domenico Monetti del Centro di Cinematografia e Ricci archivista della Fondazione Fellini.

Infine, va ricordato “Il libro dei film”, una sorta di testamento di Tullio Kezich, edito dalla Rizzoli (prima edizione 2009) e curato da Boarini per la Fondazione. Il volume rappresenta un panorama completo e senza precedenti su quarant’anni di vita artistica del Maestro. Venticinque film, da “Luci del varietà” a “La voce della luna”, sono evocati fra inedite fotografie private e immagini di scena e dei set, seguendo i ricordi di Kezich e testimonianze dirette, inclusi i commenti dello stesso Fellini.

Info sulla Fondazione: www.federicofellini.it

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