Ogni lunedì Paolo Zaghini, direttore della Biblioteca Comunale “Giovanni Antonio Battarra” di Coriano, stilerà una propria personale e totalmente soggettiva classifica libraria, sulla base dei propri gusti ed interessi e delle proprie letture.
Per chi volesse inviare suggerimenti o commenti: pzaghini@rimini.com
NARRATIVA
NUOVA ENTRATA - Anders Roslund – Borge Hellstrom
TRE SECONDI
Einaudi
Un'altra perla del nuovo giallo scandinavo: un thriller vero, duro, incalzante (se un appunto gli si può fare è che forse ha in sé già un taglio filmico). L’ho già detto qualche settimana fa, parlando del libro della Lackberg “La principessa di ghiaccio” (Marsilio), siamo passati da una letteratura (quella scandinava) semiclandestina in Italia sino a pochi anni fa, a titoli da prime posizioni di vendita nelle classifiche. Dopo la trilogia di Stieg Larsson “Millennium” tutto è cambiato per questi autori. Gli si è aperto il mondo delle traduzioni in tutte le lingue del mondo, ma va detto che in molti casi il livello qualitativo è una piacevole sorpresa. Börger e Roslund ci fanno conoscere il lato oscuro di un paese come la Svezia, da sempre considerata la patria della legalità e della tolleranza, e che ci fa provare sulla nostra pelle uno straziante senso del pericolo, grazie ad un intreccio narrativo condotto superbamente.
Piet Hoffman, nome in codice Paula, è da anni un infiltrato per conto della polizia svedese. Ma Piet è anche un uomo qualunque, che ama sua moglie e accompagna a scuola i due bambini. Per stroncare il traffico di stupefacenti di una mafia dell'Est, è costretto a entrare da criminale in un carcere di massima sicurezza. Ma qualcosa va storto. A Piet, assolutamente solo, braccato a ogni passo, sembra non essere rimasta scelta. Se vuole proteggere la sua famiglia, deve diventare criminale in tutto e per tutto. Intorno a lui si muovono Ewert Grems, vecchio commissario cocciuto di Stoccolma, poliziotti che si addestrano in America, killer senza frontiera, gangster polacchi all'assalto dell'Occidente, politici spaventati che non esitano di fronte al crimine. Il lato più oscuro della società alza un muro impenetrabile, davanti a un uomo solo, alla sua paura.
Nicolai Lilin
CADUTA LIBERA
Einaudi
Capita sempre più spesso di schedare libri in Biblioteca di autori stranieri, ma che scrivono in italiano e quindi, come prescrivono le regole catalografiche, di catalogarli sotto la voce “letteratura italiana”. Sono scrittori di origine albanese, romena, ucraina, di vari paesi dell’Africa, cinesi, russi. Lilin è uno di questi. Ed anche questo è un effetto dei movimenti migratori di questi ultimi decenni da cui il nostro Paese è interessato e attraversato (nel bene e nel male). Nicolai Lilin è nato nel 1980 a Bender, in Transnistria in Siberia. Nel 2003 si è trasferito in provincia di Cuneo e nel 2009 ha scritto il romanzo "Educazione siberiana" in italiano. “Caduta libera” è la sua seconda opera letteraria, basata sulle sue esperienze di cecchino in Cecenia nei reparti speciali russi.
Nel settembre dell'anno 1999 la Federazione Russa annuncia ufficialmente l'inizio della seconda operazione antiterroristica nel territorio della Repubblica Federativa della Cecenia e nella zone confinanti con il Caucaso del Nord. Lilin racconta quello che hanno vissuto i giovani dell'esercito russo in quel periodo, durante il loro servizio militare obbligatorio; e quello che hanno vissuto i civili, mentre nella loro terra operavano due eserciti nemici. L'autore di "Educazione siberiana" narra in presa diretta la vera faccia della guerra, quella che non si vede nei film, nei documentari, e che si vede solo a tratti nei reportage giornalistici o nei racconti degli osservatori di pace e dei difensori dei diritti umani. Racconta tutto in modo tale da permettere a ogni lettore di vivere i momenti della guerra, di attraversarla a fianco dei soldati, di sentirne l'oscenità sulla propria pelle.
Tonino Guerra
LA VALLE DEL KAMASUTRA. SEGNI, SOGNI E ALTRO SCELTI DAL POETA
Bompiani
Il 16 marzo Tonino ha compiuto 90 anni. Sembra impossibile, perché il peso degli anni non grava sulla sua fantasia. Un affabulatore meraviglioso, che ti trascina nel suo mondo di fantasia. Con Sgarbi non posso essere d’accordo su nulla, ma essendo uomo intelligente in questo caso è riuscito nel suo messaggio, meglio di tanti altri, a sintetizzare il mondo di Tonino: “Come vive un poeta? In che cosa si distingue da chi non lo è? Nel sentire che le cose che ci circondano, i fiumi, le colline, l’aria, le case, hanno una vita, un’anima, le cose esistono come noi, respirano, ci parlano. Il poeta, in particolare Tonino Guerra, continua a vedere il mondo come Francesco nel Cantico delle Creature, mantiene la stessa verginità dello sguardo”. E la bellezza poetica della frase di Sergio Zavoli: “Siamo sopra gli ottanta, Tonino, e dondoliamo ancora. Che grazia, e che allegria, saperti lì”.
Tonino Guerra sente la vita da novant'anni. E nel sentirla l'ha immaginata oltre ogni umana comprensione. L'ha resa eterea, la vita, con quel diluvio di fantasia e parole che la pazienza, la dedizione e il metodo gli fanno profondere ogni giorno nell'arte. La sua arte è il suo sentire. Le storie, i versi e i segni non sono che le differenti forme che assumono i suoi sensi sensibili. Questo libro è il viaggio che in forma sistematica, Tonino Guerra compie all'interno di questa molteplicità, un'enciclopedia del fantastico entro cui rifugiarsi per ritrovare la nostra sensibilità, la nostra fantasia, la nostra vita. Dice Tonino: "Se uno siede in un posto dove sedeva un altro finisce per sentirsi in qualche modo quell'altro". Allo stesso modo leggendo questo libro, anche solo una pagina o per intero, tutto d'un fiato, potremo sperare di trasformarci in poeti, e se non tali, uomini dalle vite sensibili.
SAGGISTICA
NUOVA ENTRATA - Matteo Guarnaccia
RIBELLI CON STILE. Un secolo di mode radicali
Shake Edizioni
Dal 3 al 9 maggio a Coriano “Onde Corte”, giornate della cultura indipendente. Teatro e musica e libri. Alle 18.00 in Piazzetta Salvoni, alla Cantinetta della CORTE, il sottoscritto alle 18.00 presenta 3 libri dedicati all’universo giovanile e musicale: martedì 4 maggio “Consapevolezza. Gli Area, Demetrio Stratos e gli anni Settanta” di Luca Trambusti (Arcana editore); mercoledì 5 maggio “Ribelli con stile. Un secolo di mode radicali” di Matteo Guarnaccia (Shake edizioni); venerdì 7 maggio “Identicity. Conversazioni sulla cittadinanza” di Pierfrancesco Pacoda (Giunti). Presenti gli Autori.
Matteo Guarnaccia, artista milanese e storico del costume, ci racconta i tanti “stili” della ribellione del Novecento, in un tour guidato tra chi voleva cambiare il mondo e chi solo il proprio guardaroba.
Le scene creative giovanili che si sono sviluppate "sotto", "contro", dentro o parallelamente, alla cultura mainstream, hanno svolto un ruolo insostituibile nel dar forma all'immaginario del Novecento, il secolo che ha registrato la più massiccia esplosione di minoranze estetiche, sessuali, etniche della storia. Una galassia di corpi contundenti che ha reso la società meno rigida sul piano formale, scombinando le carte dell'appartenenza e delle gerarchie. Uno slalom tra richiami all'ordine e voglia di disordine; edonismo e ascetismo; naturalità o massimo artificio; calma o frenesia; tradizione e novità; teatralità o sobrietà. Una serie di kit di sopravvivenza, con diversi copioni, colonne sonore, artifici scenografici, oggettistica, prodotti farmacologici, in una rincorsa sfrenata e senza fine tra fuga esistenziale e recupero del mercato.
Roberto Saviano
LA PAROLA CONTRO LA CAMORRA
Einaudi
La voce di un giornalista/scrittore sempre più impegnato nella battaglia per un paese civile, libero da condizionamenti criminali e da “patacate” incredibilmente pericolose espresse dal Presidente del Consiglio, tipo che “Gomorra” e “La Piovra” rovinano l’immagine dell’Italia nel mondo. Il ruolo della parola: questo è il perno dei ragionamenti di Saviano. E nessuno potrà impedire che parole intelligenti, prima o poi, convincano la maggioranza degli italiani che Berlusconi (e ancor peggio i berluscones) sono la rovina del nostro Paese.
In questo cofanetto, che riunisce un libro e un DVD, lo scrittore e giornalista napoletano, autore di Gomorra, torna ad affrontare uno dei temi a lui più cari: il ruolo che la parola può avere nello sconfiggere le organizzazioni criminali. "Attraverso il racconto della cronaca quotidiana ho cercato di far emergere la realtà di una guerra sconosciuta a gran parte del Paese. Migliaia di morti negli ultimi dieci anni, tra cui decine di vittime innocenti: ecco la verità del Sud Italia. Una verità sempre più ignorata dai media nazionali. Questo libro e questo DVD raccontano storie sconosciute, a volte dimenticate o spesso colpevolmente rimosse. Storie che mappano la mia terra e ne tracciano una geografia diversa da quella ufficiale, e a parlare sono le testate locali: titoli e articoli scritti col sangue, che gridano vendetta".
Roberto Saviano ripercorre il filo che lega informazione, camorra e potere, e propone una "parola contro la camorra" come possibilità estesa a ogni singola persona.
Apre il Dvd una orazione civile intitolata "La parola contro la camorra". Un inedito di quasi un'ora, registrato per questa occasione il 30 ottobre 2009. A seguire il video tratto dalla puntata speciale di "Che tempo che fa" andata in onda il 25 marzo 2009. Roberto Saviano intitola "La parola contro la camorra" anche il libro che accompagna il DVD, e che si compone di tre sequenze: "Una luce costante", Così parla la mia terra" e "Il racconto delle immagini". Completano il volume scritti di Walter Siti, Aldo Grasso, Paolo Fabbri, Benedetta Tobagi.
Paolo Macry
GLI ULTIMI GIORNI. STATI CHE CROLLANO NELL’EUROPA DEL NOVECENTO
Il Mulino
Le persone che festeggiano in questi giorni il secolo di vita (e ormai avviene abbastanza spesso) sono persone nate in un “altro mondo”, con confini geografici molto diversi da quelli che noi oggi conosciamo. La storia del Novecento europea è segnata dalla storia di Stati che crollano: la Russia zarista, l’impero asburgico, la Francia repubblicana, la Germania hitleriana, l’Italia fascista, l’URSS comunista, la Jugoslavia federata e socialista. Macry insegna storia contemporanea all’Università di Napoli e ha provato a ricostruire le fasi finali di queste cadute, leggendo similitudini e diseguaglianze, delle diverse esperienze politiche ed istituzionali. E sembra dirci che la Storia (nonostante tutto) non si ripete mai in maniera eguale.
La storia del Novecento europeo è punteggiata di stati che crollano: dalla fine pressoché contemporanea dei Romanov, degli Asburgo e degli Hohenzollern, al termine della Grande Guerra, alla dissoluzione della Terza Repubblica francese nel giugno 1940, allo sfascio italiano del settembre 1943, fino alla dissoluzione dell'Urss e del suo impero europeo. Macry ricostruisce e discute questi "ultimi giorni". Nei palazzi del potere e sulle piazze cittadine è un affollato teatro di avvenimenti individuali e corali. Con l'evidenza vivace della cronaca, gli ultimi giorni mostrano il cumularsi, come in un circolo vizioso, di errori politici, inefficienze amministrative, delusioni e antagonismi collettivi, smarrimenti psicologici. Ma nulla sembra predestinato. A Pietroburgo come a Vienna, a Berlino come a Mosca, nel 1917-18 come nel 1989-91, il gioco è aperto fino all'ultima mossa. Le partite della storia non sono mai un destino già scritto.
SCAFFALE LOCALE
NUOVA ENTRATA - Cesare Filippi
CATALOGO DELL’OPERA
La Pieve, 2004
Il pittore Cesare Filippi è morto lunedì 26 aprile, all’età di 86 anni. Era nato a Forlimpopoli il 25 maggio 1924. Partecipò con “giovanile entusiasmo alla Resistenza contro le forze nazi-fasciste” come ebbe a dichiarare. Diplomato in disegno nel 1947 al Liceo Artistico di Bologna. Sposato ad Eliana Bartoletti, sua inseparabile compagna di vita, dal 1952. Si trasferì a Rimini nel 1956 e qui per tantissimi anni insegnò nelle scuole medie. Nel 1981 si trasferì a Vecciano nel
Filippi, dalla sua prima mostra a Forlì nel
Nel
Angelo Turchini
COMUNE DI RIMINI E FAMIGLIA MALATESTA.
Gli Archivi antichi, il Liber instrumentorum del Comune e dei Malatesta,
e scritture in Archivio Segreto Vaticano
Il Ponte Vecchio
Il volume di Angelo Turchini mette a disposizione degli studiosi tutto il materiale riguardante Rimini fra il XII e il XV secolo, nell’età dei comuni e delle signorie. Informazioni e materiali per addetti ai lavori, ma certamente di grandissimo interesse per la ricostruzione della storia riminese alla fine del Medioevo. Una occasione anche per incominciare a far conoscere e a valorizzare l’Archivio di Stato di Rimini, a 10 anni dalla sua costituzione avvenuta nel 1999.
Rimini, dalle origini del libero Comune alla fine della Signoria malatestiana, ha svolto un ruolo di primo piano nell'area adriatica fra Romandiola e Marcha. La memoria delle sue istituzioni e la loro sedimentazione documentaria costituiscono l'interesse del volume. In questa luce si presenta per la prima volta il regesto completo dei cartulari del Comune e dei Malatesta, fondamentale non solo per la storia della città e del suo territorio; inoltre si recupera quanto conservato in Archivio Segreto Vaticano. Nella ricca appendice si offrono nuovi apporti su alcuni falsi, sull'eresia e l'Inquisizione a Rimini e un quadro della sigillografia comunale e malatestiana.
Mariachiara Pioppo
QUE PASA, BUBI? LA BREVE VITA DI DARIO CAMPANA
Panozzo
Mariachiara Pioppo, insegnante di letteratura inglese al Liceo Classico di Rimini, ci regala la storia di una vita “bruciata” su un campo di guerra spagnolo dalla parte sbagliata. “Un eroe di guerra?” si chiede l’Autrice. “Non per me”. E’ solo grazie all’incontro con Maria Teresa Bernardini, la ragazza di Bubi (il soprannome di Dario), che la Pioppo inizia a ricostruire le vicende di un ragazzo che si intersecano con la Storia (quella con la S maiuscola). Quando destra e sinistra, fascismo e comunismo, iniziarono il percorso del confronto violento che insanguinò l’Europa del ‘900. “Dario Campana, morto a 31 anni [nel 1938] nella guerra di Spagna, noto come giornalista sportivo, rinomato per l’aspetto fisico mozzafiato, rispettato per la cordialità e l’affetto che mostrava agli amici, innamorato di una donna bella quanto lui, insoddisfatto della sua esistenza quotidiana e in disaccordo col padre. La sua vita è stata breve”, ma certamente molto intensa e piena di legami.
La vita di Dario Campana sembra riassumersi nell'ultimo abbraccio in cui strinse a sé la fidanzata amatissima. Solo poche ore prime le sussurrava parole d'amore, ora invece le sta comunicando la decisione di arruolarsi come legionario e la partenza per la guerra di Spagna. Dalla guerra Dario non tornò, ucciso da una scarica di mitra a 31 anni. A 70 anni dalla morte si è voluto ricostruire la vicenda esistenziale collocandola nel contesto della vita di provincia del tempo.
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