Mercoledì, Febbraio 22, 2012
   
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Lo spazio dedicato alla Psicologia - 2 - Parliamo un po' di ansia

quiriviera.com si è arricchita di un'altra prestigiosa collaborazione. Ogni 15 giorni la dottoressa Eleonora Agostini (nella foto), psicologa, affronterà alcuni temi d'interesse comune. Il nostro sito cresce ogni giorno di più, segno della bontà dell'iniziativa editoriale. Buona lettura.

“Che ansia!”, “Non mettermi ansia…!”, “Sono molto ansioso”…

Quante volte facciamo, o sentiamo, esclamazioni simili…

Con il termine ansia si esprime un ventaglio piuttosto variegato di stati emotivi, che spazia dalla tensione, all’ apprensione, al nervosismo, alla rabbia o, ancora, all’impazienza, generalmente accomunati da una sensazione spiacevole e negativa. In realtà, però, l’ansia è una modalità di reazione positiva e adattiva, poiché predispone l’individuo all’azione e contribuisce a mantenere un buono stato di vigilanza e concentrazione in situazioni prestazionali. Si pensi a quando dobbiamo dare un esame, oppure prima di un colloquio di lavoro o di una riunione importante: un buon livello di ansia (e quindi di attivazione) ci mette nelle condizioni di ottenere una buona prestazione, mentre livelli di ansia troppo (o troppo poco) elevati, non ci permettono di raggiungere risultati soddisfacenti.

Diamo ora una definizione:

per ansia si intende un’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia o irritabilità e/o da sintomi fisici di tensione.

L’ansia può quindi essere intesa come un costrutto bidimensionale, con aspetti cognitivi (un’attività mentale di anticipazione e preoccupazione) e psicofisiologici (un’attivazione del sistema nervoso autonomo con sintomi quali tachicardia, respiro affannoso, sudorazione abbondante ecc…). L’ansia rappresenta uno stato transitorio, che viene chiamato ansia di stato, cioè uno stato emozionale o una condizione dell’organismo caratterizzata da sentimenti soggettivi di tensione e apprensione con aumento dell’attività del sistema nervoso autonomo. Si parla invece di ansia di tratto (Spielberg et al., 1970) quando ci si riferisce a differenze individuali relativamente stabili nella disposizione verso l’ansia, cioè alla diversa tendenza delle persone a rispondere con livelli di ansia maggiormente elevati a situazioni percepite come minacciose.

Gli aspetti psicofisiologici e cognitivi sono variamente rilevanti nei diversi disturbi d’ansia: ad esempio, gli attacchi di panico sono accompagnati da una forte attivazione fisiologica, accompagnata dalla paura di soffocare o impazzire; in questi casi è tipica la convinzione della natura “fisica” dei sintomi, tanto che i pazienti riportano lamentele fisiche e la paura di avere problemi medici (problemi cardiaci in primis), piuttosto che vissuti emotivi spiacevoli e/o cognizioni negative. Un attacco di panico isolato è un’esperienza che può essere sperimentata potenzialmente da tutti nel corso della vita, più spesso nella forma della crisi d’ansia, che è molto simile all’attacco di panico ma presenta un’ intensità minore o una sintomatologia ridotta. Inoltre, la natura emozionale dell’attacco viene riconosciuta in modo abbastanza netto da chi lo prova. Gli attacchi possono verificarsi anche nell’ambito di disturbi psicologici differenti dal disturbo da attacchi di panico, come il disturbo di somatizzazione, la depressione maggiore e la schizofrenia. Ad ogni modo, le manifestazioni d’ansia diventano clinicamente rilevanti quando si creano dei negativi fenomeni di condizionamento che favoriscono la drammatizzazione, l’aggravamento e il ripetersi del fenomeno.

Manifestazioni più tipicamente cognitive come la preoccupazione e la rimuginazione mentale (worry), invece, sono tipiche del disturbo d’ansia generalizzato. La rimuginazione (Borkovec et al., 1998) è un fenomeno caratterizzato da una modalità di pensiero negativa con un’inibizione della processazione emotiva, a causa della quale l’individuo sperimenta emozioni sgradevoli persistenti e non riesce a modulare il tono dei contenuti rimuginativi. Niente paura, comunque! Pensare insistentemente a qualcosa è un fenomeno piuttosto normale, tutti noi ci preoccupiamo e possiamo avere la spiacevole sensazione di non riuscire a liberarci di un brutto pensiero che compare, anche in modo improvviso (un pensiero intrusivo), nella nostra mente. In condizioni normali, la preoccupazione scompare senza lasciare conseguenze. Il processo della rimuginazione è di base un processo di problem solving (Mathews, 1990), un tentativo per evitare eventi negativi futuri, perciò può essere considerato una modalità di adattamento ad una situazione stressante e ansiogena. Apparentemente può placare l’ansia e la paura, per questo motivo in chi soffre di forme d’ansia clinicamente rilevanti quest’attività si protrae oltre il tempo necessario, fino a divenire incontrollabile. Nell’ansia generalizzata il soggetto non prova nemmeno a interrompere il processo di rimuginazione, che diventa sterile e dannoso, interferendo con le normali attività della vita quotidiana fino a renderle impossibili, dal momento che tutta l’attenzione è focalizzata sulla rimuginazione stessa, che dà l’illusione di controllare l’ansia.

Nei prossimi interventi affronterò diversi argomenti, ma vorrei approfondire ulteriormente i vari disturbi d’ansia, che spesso suscitano interesse ed anche preoccupazione in molte persone.

L’ansia è uno stato d’animo molto comune, possiamo provarla anche quotidianamente. Tachicardia, affanno, oppure una preoccupazione (che sembra) assillante possono comprensibilmente allarmare, per cui spero di fornire ai lettori alcune informazioni specifiche e utili per comprendere quando una situazione può essere preoccupante (e necessitare di un approfondimento) e quando, invece, si può considerare “nella norma”.


Note biografiche

Dr.ssa Eleonora Agostini, psicologa clinica iscritta all’Albo degli Psicologi dell’Emilia Romagna, Socio Aderente AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva)

Si occupa di disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie Sociali e specifiche, disturbo ossessivo compulsivo, ansia generalizzata), depressione e disturbo bipolare, disturbi alimentari, disturbi sessuali, ansia per la salute e sostegno a pazienti oncologici a Rimini e a Bologna.

Per informazioni e contatti:

e-mail: agostini.eleonora@live.it

mobile: 347 0595908

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