Si affonda nella melma, leggendo “Barafonda” (Barbès Editore), l’ultimo romanzo dello scrittore riminese Michele Marziani, in libreria dall’inizio di novembre.
Una melma che diventa il fango del ciglio del fiume, il pantano della burocrazia, le sabbie mobili che inghiottiscono la vita del protagonista, Franco Botteghi, quando si scopre che lo stimato pediatra in realtà non ha la laurea. Ma Botteghi non è un truffatore, ha l’ingenuità di chi crede che basti fare bene le cose per essere riconosciuto ed esistere, di chi non sa che il mondo “civile” è fatto di regole da rispettare.
Dopo la scoperta dell’imbroglio, la moglie lo lascia e si aprono le porte del carcere. All’uscita, Botteghi va a vivere in una malmessa casetta in riva al fiume, in una zona chiamata “Barafonda”, che a Rimini è da tutti ben conosciuta ma che l’autore colloca in una città indefinita, che non viene mai nominata. Nella sua abitazione scalcinata, il protagonista del romanzo comincia, suo malgrado, una nuova vita grazie a Jelena, donna slava scampata ai massacri del suo paese, che lo ama nonostante il suo pessimo carattere e il razzismo. Sarà proprio Jelena a fargli conoscere i vicini di casa, una famiglia di tunisini che aiuteranno Botteghi a sopravvivere.
Della vecchia esistenza di Franco rimangono i tre figli, che continuano ad amarlo, a difenderlo, a comprenderne le difficoltà.
Ancora una volta, come già in precedenti romanzi, Marziani crea un personaggio che cambia vita all’improvviso, per scelta o travolto dagli eventi. Sono personaggi perdenti che, dopo un’esistenza “normale” e dignitosa, si ritrovano a vivere ai margini della società, sprofondando nell’alcolismo e nel rifiuto del mondo.
In questa seconda vita, fondamentale è l’incontro con altre persone che si trovano in condizioni marginali, che Marziani in “Barafonda” identifica con gli immigrati, individui che in situazioni di difficoltà riescono a trovare la forza e le idee per crearsi un futuro. «Questo romanzo è contro l’organizzazione e per l’auto-organizzazione – spiega l’autore –. Una auto-organizzazione che è fatta dalle persone e quindi ha un valore profondo».
Valori positivi e salvifici sono per Marziani anche quelli fondati sulla musica e sull’agricoltura, in particolare l’orto sinergico del protagonista, un piccolo appezzamento di terreno in cui crescono ortaggi e verdure profumate. Mentre la musica, la musica suonata e cantata da molti dei personaggi del libro, chiude il romanzo in un cerchio poetico e, finalmente, lieto.
“Barafonda” è la quarta prova narrativa di Marziani che, anche in questo romanzo, utilizza uno stile scorrevole, in cui non vi sono virgolette e discorsi diretti, e tutto è raccontato – apparentemente – da un’unica voce. In realtà le voci sono molteplici e i narratori cambiano, pur mantenendo la medesima forma, che rende la lettura facile e piacevole, sciogliendo la densità delle tematiche affrontate in un timbro lieve che nulla toglie all’importanza e, verrebbe da dire, alla necessità delle problematiche sociali, politiche e individuali che vengono toccate dall’autore.
La prima presentazione riminese del libro è in programma martedì 22 novembre alle ore 21 a Viserba alla sala del Quartiere, in Via Mazzini 22. La serata è organizzata dalla neonata associazione culturale CreativaMente. Ingresso libero.
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