Sabato, Febbraio 04, 2012
   
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Rimini - Patrizia Magari, "La sceriffa"

“Il sapere è come l’amore, si moltiplica per divisione”. Patrizia Magari, 44 anni, veste la divisa della Polizia di Stato dal 1987. E si presenta così. Senza troppi fronzoli, rivolta all’obiettivo del fotografo quando la reflex scatta a ripetizione. Pugno di ferro e guanto di velluto, interpreta il ruolo professionale – di assoluta responsabilità – mantenendo ben salda la barra al centro. Alcuni colleghi, rispolverando le foto della sua parentesi in quel di Pesaro, ancora oggi rammentano l’incipit con il quale erano soliti salutarla: “la sceriffa”. Battuta sempre pronta (poca acqua nel vino, dicono in Romagna – ndr), grande rigore nel lavoro, disponibilità e forte carica di simpatia le rendono merito non solo a livello personale, riverberando positivamente sui rapporti tra chi ha compiti istituzionali di protezione-sicurezza e quanti, i semplici cittadini, si rivolgono alle forze dell’ordine in cerca d’aiuto.  Sindacalista del Siulp dal 2007, oltre 4 lustri di carriera, fin da adolescente comprese quale sarebbe stato il futuro occupazionale. “Può apparire un’immagine retorica, ma in realtà non è così. Nella Polizia vedevo, con il tempo questa consapevolezza / appartenenza è maturata ancora, un caposaldo delle mie certezze:  mettersi realmente al servizio della comunità nel pieno rispetto delle leggi”. Un percorso non semplice e punteggiato da difficoltà più che oggettive.  “Alla base della mia scelta di vita – spiega – non vi è alcun riferimento familiare. Non vengo da una storia affettiva in cui la divisa ha rappresentato l’elemento finalizzante dell’infanzia prima e dell’età adulta poi. Il tutto stava nella mia intima mediazione: coglievo nella Polizia il tratto essenziale della partecipazione attiva alla vita sociale”. Ed è questa partecipazione, mai virtuale, a far sì che la condivisione dei progetti extralavorativi sia piena ed appagante. “Appartenendo ad una comunità  importante nell’ ambito della provincia, quella riccionese, ed essendo cattolica praticante, ogni domenica mattina, alla Santa Messa delle 10 contribuisco con il suono della chitarra ai canti previsti durante la celebrazione”.  Smesso “l’abito blu” , oltre ad addolcire lo sguardo quando parla del figlio, dichiara il proprio amore per la buona cucina. La convivialità è segno distintivo del territorio nel quale si cresce, si combatte, si soffre e… si vince. (perché alle battaglie quotidiane, anche aspre, bisogna fare il callo in fretta!). Nata sotto il segno dell’Ariete - quindi con doti di caparbietà e determinazione ben espresse - come insolita (unica?) concessione alla moda imperante svela quella per le calzature. Alcune davvero originali - dalle tonalità a volte iridescenti a volte neutre e morbide -, quindi mai banali. Fanno emergere un’altra peculiarità del carattere. “Se dovessi scegliere in quale animale reincarnarmi in un’altra epoca, non avrei alcun dubbio: sceglierei la tigre”. Tornando al lavoro, attualmente in quale contesto opera? “Ora lavoro alla Polizia di Frontiera dell’Aeroporto Internazionale “Federico Fellini” di Rimini - San Marino. Nel 2007 (dal 27 luglio al 15 settembre) ho ricoperto il ruolo di Responsabile del Posto di Polizia Estivo a Riccione, tornandoci l’anno successivo per l’intera stagione”. Infine, sogni nel cassetto? “Continuare a credere ed investire personalmente nel percorso professionale scelto 22 anni fa”.

L'articolo è apparso sul numero di febbraio 2010 del mensile Rimini Donna


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