Lunedì, Maggio 21, 2012
   
Carattere
Banner

Giulia Troiano: "Ora sono pronta per il cinema"

Giulia Troiano, bella e brava attrice riccionese, è un’autentica “trottola”. Gira in lungo e largo tutta la Penisola, senza disdegnare importanti “pause” professionali all’estero. Rintracciata durante uno stop dal lavoro, accetta di buon grado il nostro “invadente” terzo grado su vita e progetti in cantiere.

Teatro, cinema, tv, danza, sei un’artista a tutto tondo: preferiresti concentrarti su un unico obiettivo?

“Mi è sempre piaciuto esplorare diversi campi in ambito artistico. Il teatro rimane il punto di partenza e riferimento, ma negli ultimi anni mi sono molto dedicata allo studio della danza, in particolare di uno stile ancora poco conosciuto in Italia: l’American Tribal Style o ATS e della Tribal Fusion Bellydance che si può definire come un’evoluzione dell' ATS. Da qualche tempo ho iniziato ad integrare le varie passioni e sono nati diversi progetti: oltre a numerosi spettacoli come danzatrice nella compagnia “Clan della Lupa Argentea”, collaboro con il conservatorio svizzero di Lugano, con cui ho realizzato nel 2009 “Persepolis”, spettacolo multimediale ideato negli anni ‘70 da Yannick Xenachis e quest’anno “Luzifer”, entrambi per la regia di Fabrizio Rosso, nel doppio ruolo di attrice-performer. Oggi però punto sul cinema, che fino ad ora è rimasto per me, come credo per ogni attore, la meta più ambita: credo di sentirmi pronta per questo grande salto”.

A quale progetto professionale stai lavorando in questi mesi?

“Alcuni anni fa insieme alla regista e sceneggiatrice Giulia Merenda e all’attrice Barbara Folchitto ho scritto il soggetto per un film. Questa storia è diventata  una delle finaliste del “Premio Solinas”, il premio italiano più prestigioso per le sceneggiature cinematografiche. Ora stiamo lavorando alla sua realizzazione. La storia nasce dall’incontro di due donne molto diverse tra loro, che porterà ad uno sviluppo inaspettato delle loro esistenze, in un susseguirsi di vicende tragicomiche in cui coinvolgono anche due personaggi maschili. Il film è quasi interamente ambientato a Riccione. Gli scenari sono esattamente quelli in cui io sono nata e cresciuta e, pensate un po’, il mio personaggio è quello di una ballerina!”.

Le esperienze nel mondo dello spettacolo cosa ti hanno insegnato?

“Posso dire che fino ad oggi la mia vita è stata quasi sempre dedicata, prima per passione, poi per studio e infine come lavoro, allo spettacolo, per cui credo che ciò che sono oggi sia il frutto di tutto questo. Se dovessi estrapolare un vero e proprio insegnamento che ho appreso dal mio lavoro direi che quando si è certi di quello che si vuole non ci si deve fermare di fronte alle difficoltà, perché i propri sforzi vengono ripagati”.

E’ davvero tutto “oro quello che luccica” oppure i tanti non hanno la più pallida idea di quanto sia difficile tenere la testa alta in questo contesto?

“Mi sono sempre sentita privilegiata per il fatto di vivere la mia vita spinta da una forte passione; ma i privilegi hanno un prezzo. E' risaputo come la vita degli artisti sia ricca di difficoltà e di insidie; ciò nonostante reputo il mio mestiere il più bello del mondo! Spesso la gente è affascinata dall’idea della notorietà, della ricchezza o di uno stile di vita eccentrico ed entusiasmante. Tutte cose belle quando arrivano, ma la maggior parte degli attori, e intendo bravissimi attori non noti al grande pubblico, faticano a trovare un ingaggio; sono costretti a inventarsi delle occupazioni di ripiego per arrivare a fine mese. Si impegnano con tutte le loro forze per raggiungere obiettivi che sembrano sempre più lontani. Allora ci si domanda per quale motivo perseverino. Io credo per la parte più bella del nostro lavoro, quella che le persone normalmente non considerano: la gioia di recitare, la possibilità di trasformare se stessi e la realtà attraverso un atto creativo”.

Si è meglio apprezzati come artisti in Italia o all’estero?

“Ho visto spettatori entusiasmarsi dif ronte a spettacoli recitati interamente in una lingua a loro straniera. La forza della comunicazione rompe ogni barriera e questo può accadere da noi come in qualunque altro paese del mondo”.

Se potessi tornare indietro rifaresti lo stesso percorso professionale?

“Assolutamente sì. Certo, guardandomi indietro rivedo i miei errori, ma anche quelli fanno parte di un percorso di crescita”.

Ha ancora un senso definirsi artisti, vista la grande disattenzione verso la cultura che impera un po’ ovunque?

“E come potrei definirmi altrimenti?”.

QuiTG Economia

Sondaggio

I bagni pubblici sono utili a Rimini?

Iscriviti alla nostra mailing list




Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

 

 

CSS Valido!

bnr_trib

Direttore Resposabile Marco Valeriani

Credits-Webmaster

SiteMap