Mercoledì, Febbraio 22, 2012
   
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Nando Piccari - Al posto di Massimo Pironi non sarei tranquillo

Il Sindaco di Riccione, Massimo Pironi

A smentire la diceria secondo cui chi opera nel commercio avrebbe in mente solo il “dio cassetto”, c'è a Riccione la gran mole di eventi culturali targati “Block 60”, l'ultimo dei quali sarà l'imminente “rassegna multidisciplinare” dedicata a quell'esplosivo fenomeno, intriso di speranza e insieme di dramma, che ormai tutto il mondo chiama “La Primavera Araba”.

Se non si trattasse di un'iniziativa impegnata e serissima, verrebbe voglia di prenderne spunto per qualche battuta che evidenzi come di questi tempi non vi sia località più adeguata di Riccione ad ospitare “il vento della ribellione”. L'ultima conferma ci viene dal recente raduno regionale contro la tassa di soggiorno: trecento albergatori si sono svegliati dal lungo sonno che li aveva colti mentre il Governo istituiva quella tassa; e visto che oramai era scaduto il tempo per prendersela con Tremonti, hanno pensato che però qualcuno da infamare andasse comunque trovato. E allora chi meglio dei sindaci della Riviera, alle prese con il bel regalino del centro destra che “in articulo mortis”, pur di non tassare i ricconi alla Berlusconi, ha operato l'ennesima rubacchiata di soldi ai Comuni e l'ha “compensata” dando ai loro Amministratori la possibilità di sfogliare la margherita: “Non applicare la tassa di soggiorno e chiudere baracca, o cedere al ricatto e applicarla, per dare un po' d'ossigeno alle casse comunali?”.

Per carità, anche un piccolo appesantimento del conto sarà un fastidio per una parte di nostri turisti e ospiti. Tanto più se si ripeterà quanto sta succedendo con l'introduzione del famigerato punto in più di IVA, per cui: “Ma come si fa a passare da 2 euro a 2,1? Tanto vale arrotondare a 2,5, no?” Così come, in linea di principio, ha senso che gli albergatori lamentino che la tassa sia unicamente applicata alla spesa alberghiera; che però è la sola in grado di certificare lo status di turista, dal momento che ben difficilmente il ristoratore riuscirebbe a distinguere il cliente in vacanza da quello stanziale. Va però detto che se danno vi sarà, alla fine ricadrà su tutte le categorie; ogni turista con un budget prefissato avrà infatti qualcosa in meno da destinare ad altre spese; mentre chi dovesse rinunciare alla vacanza a causa della tassa, segnerà automaticamente una presenza in meno anche per gli altri esercizi commerciali.

Del tutto incomprensibile è invece la protesta “non vogliamo diventare esattori!”. Non succede già oggi, a chiunque abbia una partita IVA, di dover incassare e versare l'omonima tassa? A voler essere maliziosi, verrebbe da sospettare che il vero fastidio sia dovuto al fatto che in tal modo si creerà un'ulteriore e più generalizzata possibilità di controllo del reddito.

Ma mi guardo bene dal farlo, perché non vorrei incorrere nell'ira funesta di Alessandro Giorgetti, la guida regionale degli “indignados alberghieri”: un bellariese non ridente dalla nascita, perennemente incazzato col mondo perché lo trova infestato di comunisti, che lui ogni sera, coricandosi, controlla non siano arrivati fin sotto il suo letto; uno che non può fare a meno di ringhiarti contro anche se gli annunci che ha appena vinto il Super Enalotto.

Era dunque naturale che lui portasse la sua legione alberghiera in “gita di guerra” a Riccione, che l'epica lotta al “Metrò di costa” ha ormai trasformato in una terra di capipopolo in fuoriserie e di pasionarie ingioiellate; dove perfino un ex uomo d'ordine come Pierani è oggi tentato di imitare il Perini anti-TAV nel darsi una seconda giovinezza da barricadiero. Se in Val di Susa l'armata dei “black block” rompe le teste, al di là del Marano c'è qualche “bel broc” che rompe le scatole ai dibattiti aizzando ad abbaiare il suo cane, che fornisce così il miglior contributo di idee che sia mai uscito dalla bocca di un anti-TRC. Se quei manifestanti della montagna hanno il fervido sostegno di buona parte del loro clero, al fianco dei ribelli rivieraschi della Perla Verde marcia Suor Lucia Baleani, badessa di Viale Ceccarini.

Io non so come finirà a Riccione quella vicenda, ma ho il sospetto che non si metterà bene per i sostenitori del metrò, perché qualcosa mi dice che il “Comitato anti-TRC” (sottotitolo “In auto sempre e comunque, a tutto gas”) abbia un jolly che a loro manca: la presenza della Consigliera leghista Renata Tosi. Non l'ho mai vista di persona, per cui credo che quel non so che di ansietà che mi provoca il guardarla sul giornale sia solo dovuto a un'infelice “coincidenza fotografica”, chiamiamola così. Ma ogni volta ho come l'impressione che stia mentalmente recitando l'inquietante formula magica “repello te, spiritus nequam”; e che, non vista dal fotografo, armeggi sotto il tavolo per infilzare con lo spillone un bambolotto che ha tutte le sembianze del Sindaco Pironi.

Piccari non è il "solito notista" politico - la frequentazione con il mondo dei partiti risale a qualche decennio fa - bensì la penna più brillante e "provocatoria", se in politica possiamo parlare ancora di sana provocazione - dell'intera provincia riminese. Per i lettori del nostro sito confezionerà ogni 15 giorni la sua specialissima lettura dei fatti, o non fatti, di questo non facile territorio. Inforcate gli occhiali e buona "visione".

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