Sabato, Febbraio 04, 2012
   
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Alessia, guida ambientale, conduce alla scoperta di Onferno

Dopo aver iniziato ad "assaggiare" la Valmarecchia, con qualche breve itinerario da farsi in giornata, ora si vuol proporre la Valconca; di dimensione minore, rispetto alla Valmarecchia, ma non certo meno importante per quel che riguarda la storia, la cultura e la sue bellezze.

Nella Valconca si possono trovare quattro suggestivi paesi: a soli 4 chilometri dal mare troviamo San Giovanni in Marignano, detto "il granaio dei Malatesta" per le sue terre fertili. Del periodo malatestiano è tutta la struttura urbanistica del centro con la cinta muraria e i torrioni, o le grotte per la conservazione del grano. Piccolo gioiello è l'ottocentesco Teatro Massari.

Salendo le colline ondulate che affiancano il fiume Conca si arriva a Saludecio, borgo tutto chiuso tra le sue mura, con due porte d'accesso del XIV secolo, famosa per l'affermato "Ottocento Festival" che si tiene ogni anno il mese di luglio.

A Mondaino la bellissima Piazza Maggiore, con le sue arcate, è il vanto del paese, assieme al Museo Paleontologico, ricchissimo di fossili provenienti dalla  stessa Valconca.

Ultimo borgo della Valconca è Montefiore, dominata dall'imponente Rocca che si affaccia sulla Riviera. Percorrendo una Via Crucis tra gli alberi si raggiunge il Santuario della Madonna di Bonora, meta di pellegrinaggi e di devozione per le grazie accordate ai fedeli e testimoniate da una interessante raccolta di ex-voto.

La nostra passeggiata parte dall'antico ex-mulino di Marazzano (nel comune di Onferno), costruito adiacente al fiume Conca, il quale dopo aver subito non poche trasformazioni è diventato il laboratorio dei prodotti, con un meraviglioso forno a legna, della Cooperativa "Terre Solidali". La cooperativa agricola Terre Solidali è una realtà locale molto attiva. E' formata da diverse famiglie di giovani agricoltori che vogliono promuovere la cultura della biodiversità, la conoscenza e la valorizzazione della Riserva Naturale di Onferno, l'agricoltura biologica, l’allevamento degli animali allo stato brado, l’apicoltura lontano da fonti di inquinamento e l’artigianato.

Dal mulino un comodo sentiero incomincia ad arrampicarsi sulla collina fino ad arrivare in uno splendido pianoro da dove si potrà vedere a 360° tutto il territorio circostante. Senza nemmeno accorgersene ci si trova già all'interno della Riserva Naturale di Onferno, la cui posizione, nelle terre della Signoria dei Malatesta, domina tutta la vallata del fiume Conca verso il mare; mentre sull’altro versante l’occhio si perde nelle terre e fra i monti del Ducato di Urbino. La  natura che troveremo è in parte ancora incontaminata e singolare, rigogliosa e selvatica; contende gli spazi ai campi coltivati.

In poco tempo si raggiunge il paese di Onferno. “Castrum Inferni" si chiamava un tempo questo grazioso borgo, arroccato sulle colline della Valle. Nei secoli il nome è diventato addirittura Inferno, prima di stemperarsi nell'attuale Onferno. Il motivo di questo sinistro richiamo era dovuto alle fumate di vapore che nei mesi invernali, specie al crepuscolo, uscivano dalle rocce lasciando immaginare che proprio lì si celasse l'ingresso degli inferi.

In realtà il fenomeno delle fumate è causato semplicemente dalla differenza termica tra l'interno della grotta e l'esterno, ma l'arcano fu svelato solo nel 1916 quando lo speleologo bolognese Quarina visitò per primo la grotta. Arrivati sin qui, le grotte di Onferno meritano certamente una visita in quanto è molto interessante ascoltare le preparatissime guide che durante il percorso in grotta racconteranno tutto ciò che riguarda la numerosa colonia di chirotteri, che almeno qua domina sovrana.

La via del ritorno per l'ex-mulino Marazzano (punto di partenza), attraverso casolari e borgate, è breve, dando la possibilità di assaporare al massimo la Riserva Naurale di Onferno e tutto ciò che la circonda!

Alessia Ghirardi, curatrice di questi brevi percorsi alla portata di tutti, è una guida ambientale escursionistica - Per altre informazioni www.guidegar.it (Associazione Guide Appennino Romagnolo).


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