Giovedì, Settembre 09, 2010
   
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Coriano - I libri suggeriti dal Gruppo di Lettura della Biblioteca - Prossimo appuntamento

GRUPPO LETTURA BIBLIOTECA DI CORIANO - ULTIMO AGGIORNAMENTO




IL MANIFESTO DEL GRUPPO LETTURA

La lettura di un libro è

un'esperienza che in ognuno suscita

sensazioni, considerazioni, fantasie

e immagini diverse.

Il gruppo di lettura offre

un'occasione di incontro per

raccontare le proprie

ed ascoltare quelle di altri.

Dà la possibilità di scoprire

le diverse chiavi di lettura di uno stesso libro.

Il gruppo di lettura è composto da

persone che, rispondendo

all'esigenza di socializzare l'esperienza

della lettura periodicamente,

con cadenza solitamente mensile,

si ritrova in Biblioteca,

sceglie un libro e poi lo discute,

non tanto dal punto di vista formale,

ma mettendo in rilievo le sensazioni

e gli interessi che il libro

suscita.

L’ESPERIENZA CORIANESE

Il Gruppo di Lettura autogestito è nato a Coriano nell’aprile 2008, al termine del primo ciclo di incontri “Raccontiamoci”. Oltre una ventina i primi iscritti, che nel corso del tempo sono cresciuti per poi ridursi (a seguito anche di diverse visioni di gestione del Gruppo), per poi consolidarsi negli ultimi mesi nuovamente attorno ad una ventina di presenti per ogni incontro. Intensa la corrispondenza email fra i partecipanti. Scrive Ketty alla fine di ottobre di quest’anno: “mi sembra che nel nostro piccolo siamo riusciti a realizzare un progetto molto bello: persone diverse, con interessi diversi che hanno in comune il piacere di leggere. E su questo terreno comune riescono a confrontarsi. Mi piace e mi stimola”. Gli risponde Maria, per sostenerla: “mi ha molto meravigliata la differenza così marcata dei gusti e degli interessi tra noi, al punto che un racconto può piacere a dismisura a qualcuno e risultare addirittura insignificante o brutto per qualche altro. Ma alla fine ho convenuto che questo non toglie nulla al piacere di confrontarsi, di poter dire il proprio parere liberamente; anzi da parte mia, riuscire ad accettarlo serenamente è motivo di maturità e disponibilità all'accoglienza della diversità”.

La partecipazione al Gruppo di Lettura è sempre aperta. Chiunque può decidere, in qualsiasi momento, di entrare a far parte del Gruppo di Lettura (o di uscire). Chi vuole ricevere le e-mail di informazione è sufficiente che lasci il proprio indirizzo di posta elettronica al banco della Biblioteca o invii una e-mail di richiesta a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .


I LIBRI DISCUSSI NEGLI INCONTRI DEL GRUPPO LETTURA

2008

19/5/08    Salvatore Niffoi   "Collodoro"   Adelphi, 2008   voto 6,4

23/6/08    Haruki Marukami   "Kafka sulla spiaggia"  Einaudi, 2008   voto 7

28/7/08   Carlo Lucarelli   "L'ottava vibrazione"  Einaudi, 2008  voto 6,1

1/9/08     Sam Savage  "Firmino"   Einaudi, 2008  voto 7

6/10/08   Ugo Riccarelli   "Il dolore perfetto"  Mondadori, 2004  voto 8

10/11/08 David Grossman   "A un cerbiatto assomiglia il mio amore"  Mondadori, 2008   voto 9

15/12/08  Amitav Ghosh   "Mare di papaveri"  Neri Pozza, 2008   voto s.v.

Roberto Calasso  "La folie Baudelaire"  Adelphi, 2008   voto 9


2009

19/1/09   Stieg Larsson "Uomini che odiano le donne"  Marsilio, 2008   voto 6,75

23/2/09   Margaret Mazzantini  "Venuto al mondo"   Mondadori, 2008  voto 8

30/3/09   Muhammad Yunus  "Un mondo senza povertà"   Feltrinelli, 2008   voto 9

4/5/09    Antonio Skarmeta  "La bambina e il trombone" Garzanti, 2002  voto 8

9/6/09    Simonetta Agnello Hornby  "Vento scomposto"  Feltrinelli, 2009  voto 7,45

13/7/09   Mario Vargas Llosa  "Le avventure della ragazza cattiva"  Einaudi, 2006 voto 8,5

7/9/09    Karen Blixen  "La mia Africa"   Feltrinelli, 1959  voto 7,90

6/10/09   Nelson Mandela  "Lungo cammino verso la libertà: autobiografia"   Feltrinelli, 1996  voto 9

10/11/09 Vikas Swarup  “I sei sospetti”  Guanda, 2009  voto 4,72

12/12/09 Philip Roth  “Indignazione”   Einaudi, 2009   voto 8,10


2010

19/1/10   Stephan Audeguy    “La teoria delle nuvole”    Fazi, 2009   voto 7,50

23/2/10   Frank McCourt   “Le ceneri di Angela”   Adelphi, 1997  voto 8,30

23/3/10   Amilda Ibrahimi  “L’amore e gli stracci del tempo”  Einaudi 2009 voto 7,70

27/4/10 Hans Magnus Ezensberger  " Josephin ed io"  Einaudi, 2010 voto 7,42

31/5/10 Elizabeth Strout   "Oliver Kitteridge" Fazi, 2009 voto 8,50

29/6/2010 Herta Muller  "Il paese delle prugne verdi" Keller, 2008 voto 8,80

***

Il nuovo incontro del Gruppo Lettura è stato fissato per lunedì 26 luglio 2010 - alle ore 21 - nella sede della Biblioteca Comunale "Battarra"  per discutere il libro "Una solitudine troppo rumorosa" del grande scrittore ceco Bohumil Hrabal (Einaudi, 1987).

Hrabal è nato a Brno il 28 marzo 1914 è morto a Praga il 3 febbraio 1997. Nel 1939 i suoi studi di legge furono bloccati dall'invasione della Cecoslovacchia da parte della Germania nazista. Per mantenersi cambiò tantissimi mestieri, tanto numerosi da essere difficili da elencare: fu magazziniere presso una cooperativa di consumo, addetto alla preparazione del malto in una fabbrica di birra, copista presso lo studio di un notaio, prima manovratore e poi capostazione ferroviario, telegrafista, agente assicurativo della "Sostegno della Vecchiaia", commesso viaggiatore di giocattoli, operaio metalmeccanico, imballatore di carta da macero ottenuta dai libri censurati dal regime comunista, macchinista e in seguito comparsa in un teatro, cameriere. Trasversale a queste esperienze di lavoro fu la sua esperienza di grande bevitore e personalità fuori dagli schemi.

Iniziò a diffondere poesie negli anni trenta senza successo. La vena artistica si indirizzava piuttosto verso la narrativa, secondo toni non-intellettuali e autobiografici, continuamente legati alla sua formazione attraverso i mestieri. Le pagine dei suoi romanzi furono all'inizio un esercizio per sé stesso. Dal 1963 poté dedicarsi più tranquillamente alla scrittura. Tuttavia la fine della Primavera di Praga, dopo il 1968 portò alla censura totale delle sue opere da parte del regime.

I suoi romanzi circolavano tramite canali clandestini. La diffusione era però tale da renderlo un maestro riconosciuto, con una crescente fama anche fuori dai confini della Cecoslovacchia.

Durante un ricovero per una lieve malattia in un ospedale di Praga, morì il

3 febbraio del 1997, secondo la versione fornita dai sanitari cadendo da una finestra al quinto piano, dopo essersi sporto troppo per nutrire alcuni colombi; mentre secondo una versione ormai più comunemente accettata, Hrabal avrebbe deciso di mettere fine in questo modo alla sua vita.

Nel 1989 aveva scritto: «quante volte avrei voluto buttarmi dal quinto piano, dalla mia casa, in cui tutte le camere mi fanno male, ma l'angelo all'ultimo momento mi salva sempre, mi tira indietro, come dal quinto piano voleva buttarsi il mio dottor Franz Kafka, dalla Maison Oppelt» (Bohumil Hrabal, Il flauto magico).

IL LIBRO

Una solitudine troppo rumorosa

Libro strano e difficile, questo di Hrabal, poetico, incoerente, onirico, autobiografico, evocativo, a cominciare dal bel titolo, narrazione ricca di simboli, dove realtà e fantasia si mischiano e che contiene un incomparabile elogio della lettura. Hanta, il protagonista, da più di trent'anni pressa carta vecchia, con un metodo non privo di fantasia, beve birra e, ogni tanto, salva qualche bel libro dal macero, lo porta a casa; ormai i volumi occupano ogni spazio, ogni anfratto vitale, gli incombono sulla testa persino nel gabinetto.

Così alienato e derubato ritorno anche dal lavoro, silenzioso e in profonda meditazione cammino per le vie, oltrepasso i tram e le auto e i passanti nella nube dei libri che ho trovato quel giorno e che porto a casa nella borsa, passo sognante col verde senza neppure accorgermene, non urto contro i lampioni nè contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perchè in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so.

Il protagonista si astrae dalla realtà, dialoga con i grandi. Il lavoro gli è lieve, con le sue pause e le sue gioie, il contatto sacrale con la materia, la carta, i libri, la parola stampata. Ha tempo per riflettere, è diventato colto suo malgrado, assopora le piccole e grandi gioie della cultura, mentre il suo capofabbrica incombe minaccioso, opprimente, scontento,latore dei freddi principi di autorità e di prestazione, incarnazione di una realtà che sembra avere in uggia l'intelletto, la cultura, cose superate, non necessarie alla produzione. Ormai, un mondo vecchio è finito e ne avanza uno nuovo, igienista e frettoloso, impersonale e indifferente, monocorde e forte. Il mondo nuovo percepisce i libri come semplice carta straccia. Il lavoro, amorevole e artigianale del protagonista è destinato a trasformarsi in freddo, inesorabile, efficiente, insensibile e disumano lavoro industriale. Hanta, incapace di adattarsi ed escluso, ne farà le spese e si suiciderà all'interno della sua stessa pressa. Un suicidio pensoso e filosofico.

Hrabal ha messo molte cose in questo breve libro. Ci sono Praga, gli umori e gli odori, le osterie, i tipi originali, le avanguardie, la vita. C'è anche un sentore di disfacimento, di putredine, di claustrofobica oppressione, che sembra presagire lo sgretolamento di un regime. Ma c'è, soprattutto, l'omaggio ai bibliofili, agli innamorati dei libri, smarriti fra le pagine scritte, fino a mescolare la realtà esterna con i propri pensieri, fino a perdere quell'efficienza mondana meccanica e insensibile.

Valentino Sossella



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