Esistono luoghi che per quanto ci si sforzi di datare nel modo più corretto possibile, appartengono da sempre alla vita della comunità. Casa Zanni si fonde a questi. Superata la soglia, in un gioco d’equilibrio con la pavimentazione acciottolata, il profumo della (grande) piada cotta sul gigantesco piano di ghisa accoglie l’ospite, il semplice avventore o il buongustaio più raffinato. E’ il migliore dei saluti. E’ una carezza che avvolge, inebria le narici, si spande nei polmoni fino a raggiungere, per vie assolutamente sconosciute, le prime affamate curve dello stomaco. A Casa Zanni, ancora prima di accomodarsi ai tavoli, il senso dell’avventura comincia fin dall’ingresso del locale. In un ordinato “planetario” emozionale, dagli scaffali montati a lambire da un lato la macelleria e dall’altro una robusta scala in legno (da qui si sale all’immenso piano superiore) i distillati, le marmellate, gli aceti, i dolci, l’olio e altre specialità sembrano messi lì a voler dare il più ghiotto dei benvenuti. Dal 1919 questo è un mondo in continua trasformazione, ospitalità allo stato puro.
E’ dunque il primo dopoguerra, archiviato il Grande Conflitto nel quale perirono oltre 16 milioni di persone (tra militari e civili, ndr), a sancire nei fatti e nei documenti – dicono le fonti - la genesi di quella che, a quasi un secolo di distanza, è oggi, con le immancabili, felici “interpretazioni” generazionali, Casa Zanni. Qui, tra le sale gremite dagli ospiti, il tempo dei festeggiamenti risuona naturale; fino ad essere percepito, seppur ovattato e meno violento negli acuti, da quanti sono intenti all’assaggio delle prestigiose etichette all’ombra delle magnifiche botti allineate in cantina.
Di acqua il fiume Marecchia, unico vero simbolo della valle che da Villa Verucchio si spinge ai confini dell’ormai meno lontana Toscana, ne ha macinata parecchia. Tanta come, se si potesse “contare” in quintali, la farina impastata per le tagliatelle e per il “rugoso” pane (piada) d’ispirazione contadina.
A far germogliare il seme di Casa Zanni è stato Antonio Zanni, detto nonno “Boli”. Un uomo decisamente particolare nel carattere, emigrato in Francia a 12 anni. Approdò al di là delle Alpi per scendere nelle viscere della terra ed apprendere, insieme ad altri sfortunati italiani, il mestiere del minatore. Al suo ritorno in Romagna, pensò bene – costretto dalla salute ormai cagionevole - di lasciar ad altri la fatica dei campi e dar voce alla propria passione di musicista, unendo la mescita del buon Sangiovese al valore dell’amicizia e dell’accoglienza. Scomparso nel 1937, toccherà alla moglie Erminia proseguire nella gestione della primissima osteria. La donna, nonostante i 5 figli da accudire, saprà farsi rispettare da chiunque. Un autentico gigante che non conoscerà mai la paura ed affronterà carrettieri, operai e mezzadri pizzicati, spesso e volentieri, a giocare a carte col coltello sotto il tavolo.
“Mia nonna Erminia – racconta Marcello Zanni (ora al timone dell’azienda insieme ai fratelli Antonio, Erminio, Piermarino, Carla e Monica) – mi portava con sé quando andava dai produttori locali a scegliere il vino. Tutti temevano queste visite perché se nel bicchiere avvertiva qualche difetto l’affare non si concludeva e noi eravamo ottimi clienti, una bella vetrina. Bene, dopo aver bevuto tutti la guardavano aspettando il suo giudizio. Se diceva “d’ardaj” (riassaggiare) voleva significare che il vino era buono… Rammentando quelle giornate ho chiamato un Rosso Colli di Rimini Doc delle nostre cantine proprio Dardaj”.
Al rintocco della celebrazione (prevista nei primi giorni di novembre, ndr), Casa Zanni dedicherà momenti piacevoli, ma senza esagerazioni. “Siamo prossimi alla pubblicazione del volume – svela Marcello – voluto quale testimonianza oggettiva della storia raccontata e vissuta nei decenni dalla nostra famiglia; epoca della quale i miei genitori Valerio e Marina sono i lungimiranti custodi”. Nel libro oltre alla gioiosa ritualità del narrato, compaiono altresì le “brevi tracce” di alcuni personaggi riminesi ai quali Casa Zanni ha dato molto in termini di cibo, memoria, piacere della condivisione. Una finestra dalla quale poter “sbirciare” il futuro, sul quale s’appuntano nuovi traguardi. Ad iniziare dalla vendita diretta dei prodotti tipici (vi è solo l’imbarazzo della scelta, basta “sfogliare” il sito internet); e dall’offerta di qualche confortevole stanza per chi vorrà fermarsi a dormire cullato dal verde dell’incontaminata campagna.
Casa Zanni - Via Casale, 213 - Villa Verucchio (Rimini) – 0541.678449 - info@casazanni.it
Chiuso il martedì, escluso agosto
Pubblicato sulla rivista "Gustando" del mese di Agosto/Settembre
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